vendere cani senza pedigree è illegale?

Forum Gestione del cane Gestione legale del cane vendere cani senza pedigree è illegale?

Questo argomento contiene 26 risposte, ha 10 partecipanti, ed è stato aggiornato da  fiore10 2 anni, 3 mesi fa.

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    Articoli
  • #13861

    alessiaigor
    Utente
      • @alessiaigor

      Chi ha mai sentito parlare del Decreto Legislativo n. 529, del 30 dicembre 1992?
      Probabilmente nessuno: eppure esiste, è attualmente in vigore e vent’anni fa è andato a sostituire la legge n. 30 del 15 gennaio 1991, che era riferita solo agli animali da reddito.
      Il D.Lgs 529/92 recepisce invece la direttiva europea 91/174/CEE relativa alle condizioni zootecniche e genealogiche che disciplinano la commercializzazione degli animali di razza, estendo l’applicazione anche a tutte le specie e razze che non erano contemplate nella legge n. 30, quindi anche a cani e gatti.
      Ma di cosa parla, questo misconosciuto decreto?

      #13865

      gemmina80
      Utente
        • @gemmina80

        Eccolo qui nell’interezza, scusate il maiuscolo ma l’ho copiato e incollato, riscriverlo era un pò pesante ;)

        DECRETO LEGISLATIVO 30 DICEMBRE 1992, n. 529 (GU n. 007
        Suppl.Ord. del 11/01/1993)
        ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 91/174/CEE RELATIVA ALLE
        CONDIZIONI ZOOTECNICHE E GENEALOGICHE CHE
        DISCIPLINANO LA COMMERCIALIZZAZIONE DEGLI ANIMALI DI
        RAZZA.

        Materia: COMUNITÀ EUROPEE, ATTUAZIONE DIRETTIVA CEE
        URN: urn:nir:stato:decreto.legislativo:1992-12-30;529

        Preambolo
        IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
        VISTI GLI ARTICOLI 76 E 87 DELLA COSTITUZIONE;
        VISTO L’ART. 21 DELLA LEGGE 19 DICEMBRE 1992, N. 489, RECANTE DELEGA AL
        GOVERNO PER L’ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 91/174/CEE DEL CONSIGLIO DEL 25
        MARZO 1991;
        VISTA LA PRELIMINARE DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, ADOTTATA
        NELLA RIUNIONE DEL 23 DICEMBRE 1992;
        VISTA LA DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, ADOTTATA NELLA RIUNIONE
        DEL 30 DICEMBRE 1992;
        SULLA PROPOSTA DEL MINISTRO PER IL COORDINAMENTO DELLE POLITICHE
        COMUNITARIE E PER GLI AFFARI REGIONALI, DI CONCERTO CON I MINISTRI DEGLI
        AFFARI ESTERI, DI GRAZIA E GIUSTIZIA E DEL TESORO;
        E M A N A
        IL SEGUENTE DECRETO LEGISLATIVO:

        ART. 1.
        1 . IL PRESENTE DECRETO DISCIPLINA:
        a) L’ISTITUZIONE, PER GLI ANIMALI, COMPRESI NELL’ELENCO DI CUI
        ALL’ALLEGATO II DEL TRATTATO ISTITUTIVO DELLA COMUNITÀ ECONOMICA
        EUROPEA, ED APPARTENENTI A SPECIE E RAZZE DIVERSE DA QUELLE
        REGOLAMENTATE DALLA LEGGE 15 GENNAIO 1991, N. 30, DEL RELATIVO LIBRO
        GENEALOGICO, COSÌ COME DEFINITO NELL’ALLEGATO AL PRESENTE DECRETO;
        b) L’ISTITUZIONE, PER LE SPECIE E RAZZE AUTOCTONE DI CUI ALLA LETTERA A),
        CHE PRESENTINO LIMITATA DIFFUSIONE, PER LE QUALI NON SIANO ISTITUITI I
        LIBRI GENEALOGICI, DEL RELATIVO REGISTRO ANAGRAFICO, COSÌ COME DEFINITO
        NELL’ALLEGATO AL PRESENTE DECRETO;
        c) LA RIPRODUZIONE DEI DETTI ANIMALI SECONDO LE NORME STABILITE, PER
        CIASCUNA RAZZA E SPECIE, DAI RELATIVI DISCIPLINARI DEI LIBRI GENEALOGICI O
        REGISTRI ANAGRAFICI DI CUI AL SUCCESSIVO ART. 2;
        d) LA COMMERCIALIZZAZIONE DEGLI STESSI ANIMALI E DELLO SPERMA, DEGLI
        OVULI E DEGLI EMBRIONI AD ESSI RELATIVI, SECONDO LE NORME STABILITE, PER
        CIASCUNA RAZZA E SPECIE, DAI RELATIVI DISCIPLINARI DEI LIBRI GENEALOGICI O
        DEI REGISTRI ANAGRAFICI, NONCHÉ SULLA BASE DELLA APPOSITA
        CERTIFICAZIONE GENEALOGICA, DI CUI AL SUCCESSIVO ART. 5.

        ART. 2.
        1 . I LIBRI GENEALOGICI ED I REGISTRI ANAGRAFICI SONO ISTITUITI, PREVIA
        APPROVAZIONE CON DECRETO DEL MINISTRO DELL’AGRICOLTURA E DELLE
        FORESTE, DALLE ASSOCIAZIONI NAZIONALI DI ALLEVATORI DI SPECIE O DI RAZZA,
        DI CUI ALL’ART. 1, LETTERE A) E B), DOTATE DI PERSONALITÀ GIURIDICA ED IN
        POSSESSO DEI REQUISITI STABILITI CON PROVVEDIMENTO DEL MINISTRO
        DELL’AGRICOLTURA E DELLE FORESTE. DETTI LIBRI GENEALOGICI E REGISTRI ANAGRAFICI SONO TENUTI DALLE MENZIONATE ASSOCIAZIONI SULLA BASE DI
        APPOSITI DISCIPLINARI, APPROVATI ANCH’ESSI CON DECRETO DEL MINISTRO
        DELL’AGRICOLTURA E DELLE FORESTE.
        2 . SALVO CHE IL FATTO COSTITUISCA REATO, IL RESPONSABILE
        DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE A CIÒ PREPOSTO CHE CUSTODISCE I LIBRI
        GENEALOGICI ED I REGISTRI ANAGRAFICI DI CUI AL COMMA 1 IN DIFFORMITÀ
        DELLE PRESCRIZIONI CONTENUTE NEGLI APPOSITI DISCIPLINARI È PUNITO CON LA
        SANZIONE AMMINISTRATIVA DEL PAGAMENTO DI UNA SOMMA DA L. 5.000.000 A L.
        30.000.000.

        ART. 3.
        1 . I SOGGETTI DELLE SPECIE E RAZZE DI CUI ALL’ART. 1, ORIGINARI DEI PAESI
        MEMBRI DELLA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA, SONO AMMESSI ALLA
        RIPRODUZIONE, SIA IN FECONDAZIONE NATURALE CHE PER INSEMINAZIONE
        ARTIFICIALE, PURCHÈ IN POSSESSO DEI REQUISITI GENEALOGICI ED ATTITUDINALI
        DISCIPLINATI DALLA NORMATIVA COMUNITARIA. ALLE STESSE CONDIZIONI È
        ALTRESÌ AMMESSO L’IMPIEGO DI MATERIALE SEMINALE, DI OVULI ED EMBRIONI
        PROVENIENTI DA ANIMALI ORIGINARI DI TALI PAESI.
        2 . I SOGGETTI DELLE SPECIE E RAZZE DI CUI ALL’ART. 1, PROVENIENTI DA PAESI
        TERZI, SONO AMMESSI ALLA RIPRODUZIONE, SIA IN FECONDAZIONE NATURALE
        CHE PER INSEMINAZIONE ARTIFICIALE, ALLE STESSE CONDIZIONI STABILITE IN
        ITALIA PER I RIPRODUTTORI DELLE MEDESIME SPECIE E RAZZE, PURCHÈ IN
        POSSESSO DEI REQUISITI GENEALOGICI ED ATTITUDINALI, STABILITI CON
        DECRETO DEL MINISTRO DELL’AGRICOLTURA E DELLE FORESTE.
        ALLE STESSE CONDIZIONI È ALTRESÌ AMMESSO L’IMPIEGO DI MATERIALE
        SEMINALE, DI OVULI ED EMBRIONI PROVENIENTI DA ANIMALI ORIGINARI DI DETTI
        PAESI. NON SONO AMMESSE CONDIZIONI PIÙ FAVOREVOLI DI QUELLE RISERVATE
        AI RIPRODUTTORI ORIGINARI DEI PAESI COMUNITARI.
        3 . SALVO CHE IL FATTO COSTITUISCA REATO, CHIUNQUE AMMETTE ALLA
        RIPRODUZIONE ANIMALI IN VIOLAZIONE DELLE PRESCRIZIONI CONTENUTE NEI
        COMMI 1 E 2 È PUNITO CON LA SANZIONE AMMINISTRATIVA DEL PAGAMENTO DI
        UNA SOMMA DA L. 10.000.000 A L. 60.000.000.

        ART. 4.
        1 . IL MINISTERO DELL’AGRICOLTURA E DELLE FORESTE, SU PARERE
        DELL’ISTITUTO SPERIMENTALE PER LA ZOOTECNIA, PUÒ AUTORIZZARE, ANCHE IN
        DEROGA A QUANTO STABILITO NELL’ART. 1, COMMA 1, LETTERA C) E NEI LIBRI
        GENEALOGICI O NEI REGISTRI ANAGRAFICI AD ESSI RELATIVI, L’IMPIEGO DI
        RIPRODUTTORI E DI MATERIALE DI RIPRODUZIONE A FINI DI RICERCA E DI
        SPERIMENTAZIONE.

        ART. 5.
        1 . È CONSENTITA LA COMMERCIALIZZAZIONE DI ANIMALI DI RAZZA DI ORIGINE
        NAZIONALE E COMUNITARIA, NONCHÉ DELLO SPERMA, DEGLI OVULI E DEGLI
        EMBRIONI DEI MEDESIMI, ESCLUSIVAMENTE CON RIFERIMENTO A SOGGETTI
        ISCRITTI AI LIBRI GENEALOGICI O REGISTRI ANAGRAFICI, DI CUI AL PRECEDENTE
        ART. 1, COMMA 1, LETTERE A) E B), E CHE RISULTINO ACCOMPAGNATI DA
        APPOSITA CERTIFICAZIONE GENEALOGICA, RILASCIATA DALL’ASSOCIAZIONE
        DEGLI ALLEVATORI CHE DETIENE IL RELATIVO LIBRO GENEALOGICO O IL
        REGISTRO ANAGRAFICO. 2 . È AMMESSA, ALTRESÌ, LA COMMERCIALIZZAZIONE DI ANIMALI DI RAZZA
        ORIGINARI DEI PAESI TERZI, PER I QUALI IL MINISTRO DELL’AGRICOLTURA E
        DELLE FORESTE ABBIA CON PROPRIO PROVVEDIMENTO ACCERTATO L’ESISTENZA
        DI UNA NORMATIVA ALMENO EQUIVALENTE A QUELLA NAZIONALE. ALLE STESSE
        CONDIZIONI È AMMESSA LA COMMERCIALIZZAZIONE DELLO SPERMA, DEGLI
        OVULI E DEGLI EMBRIONI PROVENIENTI DAI DETTI ANIMALI ORIGINARI DEI PAESI
        TERZI. NON SONO AMMESSE CONDIZIONI PIÙ FAVOREVOLI DI QUELLE RISERVATE
        AGLI ANIMALI DI RAZZA ORIGINARI DEI PAESI COMUNITARI.
        3 . SALVO CHE IL FATTO COSTITUISCA REATO, CHIUNQUE COMMERCIALIZZA GLI
        ANIMALI INDICATI NEI COMMI 1 E 2 IN VIOLAZIONE DELLE PRESCRIZIONI IVI
        CONTENUTE È PUNITO CON LA SANZIONE AMMINISTRATIVA DEL PAGAMENTO DI
        UNA SOMMA DA L. 10.000.000 A L. 60.000.000.

        ART. 6.
        1 . I DISCIPLINARI DI CUI ALL’ART. 2 ATTUALMENTE VIGENTI IN MATERIA DI
        ISTITUZIONE E TENUTA DEI LIBRI GENEALOGICI E DEI REGISTRI ANAGRAFICI,
        SONO MODIFICATI IN CONFORMITÀ ALLA NORMATIVA COMUNITARIA ED ALLE
        DISPOSIZIONI DI CUI AL PRESENTE DECRETO.
        2 . CON DECRETO DEL MINISTRO DELL’AGRICOLTURA E DELLE FORESTE SI
        PROVVEDERÀ AL RECEPIMENTO DELLA NORMATIVA TECNICA EMANATA DALLA
        COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA IN APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA 91/174/CEE.
        IL PRESENTE DECRETO, MUNITO DEL SIGILLO DELLO STATO, SARÀ INSERITO
        NELLA RACCOLTA UFFICIALE DEGLI ATTI NORMATIVI DELLA REPUBBLICA
        ITALIANA. È FATTO OBBLIGO A CHIUNQUE SPETTI DI OSSERVARLO E DI FARLO
        OSSERVARE.
        DATO A ROMA, ADDÌ 30 DICEMBRE 1992
        SCALFARO
        AMATO, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
        COSTA, MINISTRO PER IL COORDINAMENTO DELLE POLITICHE COMUNITARIE
        COLOMBO, MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI
        MARTELLI, MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA
        BARUCCI, MINISTRO DEL TESORO
        VISTO, IL GUARDASIGILLI: MARTELLI

        Annesso A
        ALLEGATO
        LIBRO GENEALOGICO.
        PER IL LIBRO GENEALOGICO SI INTENDE IL LIBRO TENUTO DA UN’ASSOCIAZIONE
        NAZIONALE DI ALLEVATORI DOTATA DI PERSONALITÀ GIURIDICA O DA UN ENTE
        DI DIRITTO PUBBLICO, IN CUI SONO ISCRITTI GLI ANIMALI RIPRODUTTORI DI UNA
        DETERMINATA RAZZA CON L’INDICAZIONE DEI LORO ASCENDENTI E DELLE
        PRESTAZIONI RIPRODUTTIVE E PRODUTTIVE.
        REGISTRO ANAGRAFICO.
        PER REGISTRO ANAGRAFICO SI INTENDE IL REGISTRO TENUTO DA
        UN’ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI ALLEVATORI DOTATA DI PERSONALITÀ
        GIURIDICA O DA UN ENTE DI DIRITTO PUBBLICO, IN CUI SONO ANNOTATI GLI
        ANIMALI RIPRODUTTORI DI UNA DETERMINATA RAZZA CON L’INDICAZIONE DEI
        LORO ASCENDENTI, SE NOTI, E DELLE EVENTUALI PRESTAZIONI RIPRODUTTIVE E
        PRODUTTIVE.

        #13866

        dino0977
        Utente
        • Località: Cosenza
        • Genere: Maschio
          • @dino0977

          E’ una legge in vigore da anni.
          Purtroppo in Italia, tutto ciò che riguarda gli animali non interessa mai a nessuno.
          Gli animali vengono alla ribalta solo se succede qualcosa di brutto, per il resto sono messi sempre in secondo piano.
          Come tutte le direttive della Comunità europea (compresa quella del taglio della coda e delle orecchie che ho postato nell’altro Topic) se non esiste una legge nazionale specifica che tutela quel dato campo, è la norma in vigore ed alla quale attenersi.
          Purtroppo nessuno prende a cuore queste problematiche, e un sacco di persone disoneste se ne approfittano.
          Basterebbe cercare su internet quanti cuccioli senza pedigree vengono venduti per capire quanto è diffuso questo mercato.

          #13867

          Admin
          Admin
          • Genere: Maschio
            • @admin

            ringraziamo Gemma che ha diligentemente copiato il testo integrale!

            possiamo vedere però all’articolo 5 che vengono sanzionati (con ammenda pecuniaria) solo coloro che “COMMERCIALIZZANO” animali di razza, in difetto dei requisiti genericamente indicati nel testo normativo.

            sarà discutibile forse, ma è stato usato il termine “commercializzare” che si attaglia forse al “mettere in commercio”.
            differente forse sarebbe stato un verbo quale “commerciare” o il volgarissimo “vendere” che avrebbero potuto meglio attagliarsi a un singolo episodico evento di cessione.

            insomma: potrebbe sembrare che il divieto sia di esercitare PROFESSIONALMENTE il commercio di animali di razza!

            #13871

            dino0977
            Utente
            • Località: Cosenza
            • Genere: Maschio
              • @dino0977

              La parola commercializzare effettivamente potrebbe trarre in inganno, essere usata come alibi da qualcuno.
              Anche quando si fa una legge bisognerebbe stare attenti a ciò che si scrive, un vocabolo fuori posto ed il gioco è fatto.

              #13873

              gemmina80
              Utente
                • @gemmina80

                Il problema è proprio il fatto che “potrebbe sembrare” … tempo fa cercavo su internet le reali e ultime regolamentazioni in materia di ingresso nei luoghi pubblici dei quattro zampe, ho trovato delle leggi per Torino ma poi in un centro commerciale ho dovuto litigare con sorveglianti e in seguito vigili (chiamati da me per altro) perchè ad una ragazza con un cucciolo di 3 mesi si impediva l accesso alla galleria commerciale …
                Se non ti scontri con delle informazioni incomplete, incomprensibili e quant’ altro, ti scontri cmq sull’ignoranza del vigile di turno che per professionalità dovrebbe avere delle competenze e invece non capisce una mazza!
                Sono pienamente d’accordo con Dino, in Italia degli animali ci si occupa poco e niente e quel poco che c’è non è comprensibile!!

                #13876

                espada
                Utente
                  • @espada

                  Se non ti scontri con delle informazioni incomplete, incomprensibili e quant’ altro, ti scontri cmq sull’ignoranza del vigile di turno che per professionalità dovrebbe avere delle competenze e invece non capisce una mazza!

                  a volte non capiscono, a volte non sanno… altre volte invece siamo noi che magari non sappiamo che un Decreto Legge o un Decreto Legislativo è decaduto o è stato dichiarato inammissibile… prendiamo per esempio l’Ordinanza Martini, sospesa dal TAR del Lazio!
                  il nostro amico Matteo ci si è già sventuratamente imbattuto:
                  https://www.canedifamiglia.com/index.php/forum/50-gestione-legale-del-cane/12061-obbligato-dalla-polizia-a-indossare-la-museruola

                  #13881

                  gemmina80
                  Utente
                    • @gemmina80

                    Si si Ale avevo letto di Matteo … Però per l’ordinanza sull’ accesso ai luoghi pubblici ho impiegato una mattinata per cercare l’ordinanza giusta e aggiornata eppure i due vigili non ne sapevano assolutamente nulla! Proviamo noi ad ignorare una normativa recente ignorando il pagamento di una tassa … sono dolori, tu devi sempre tenerti al passo con i tempi quando devi dare e se qualcosa ti spetta invece campa cavallo che l’erba cresce!
                    E’ come il fatto che i miei vicini di casa esigono che metta una rete al giardino più alta di un metro e mezzo degli altri perchè ho il cane “pericoloso” … Secondo te i vigili danno ragione a me o ai miei vicini … immaginerai la risposta!
                    Cmq sono totalmente OT chiedo scusa!

                    #14816

                    Anonimo

                      sembra una contraddizione in termini … se un cane non ha il pedigree non è di razza … ma ahime’ ho moltissimi conoscenti ( e temo ne abbiate anche voi ) che pensano di aver fatto l’affare dell’anno comprando il cane di razza in allevamento ma senza pedigree ( ovviamente dovrei sostituire la parola allevamento con cagnari ma non voglio far polemica, solo informazione )

                      BENE, ricordatevi che oltre a essere una fregatura ( il pedigree attesta la genealogia del cane e solo conoscendo genitori nonni e bis nonni potete essere certi di comprare quel determinato tipo di cane ) ( esteticamente e caratterialmente ) … è anche ILLEGALE

                      riferimento normativo :

                      Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 529.

                      Ambito di applicazione

                      Il D.Lgs 529/92 è la norma che recepisce la direttitiva europea 91/174/CEE relativa alle condizioni zootecniche e genealogiche che disciplinano la commercializzazione degli animali di razza.
                      Relativamente ai libri genealogici e alla modalità della loro gestine, il decreto estende l’applicazione di quanto indicato nella precedente legge 15 gennaio 1991, n. 30 anche a tutte le specie e razze non ancora regolamentate (compreso, quindi, il Gatto).
                      In questo modo viene uniformato il concetto di animale di razza ed è possibile stabilire le regole per la sua commercializzazione (che sono l’oggetto principale del decreto e che sono ben chiarite all’Art. 5).
                      Questo dispositivo è fondamentale in quanto determina la prima definizione giudirica di Gatto di Razza.

                      Redazione web a cura di Riccardo Camuffo
                      Commissione Tecnica Centrale

                      Il testo della norma

                      Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 529.

                      Attuazione della direttiva 91/174/CEE relativa alle condizioni zootecniche e genealogiche che disciplinano la commercializzazione degli animali di razza.

                      ART. 1

                      Il presente decreto disciplina:
                      l’istituzione, per gli animali, compresi nell’elenco di cui all’allegato II del Trattato istitutivo della Comunità Economica Europea, ed appartenenti a specie e razze diverse da quelle regolamentate dalla legge 15 gennaio 1991, n. 30, del relativo libro genealogico, così come definito nell’allegato al presente decreto;
                      l’istituzione, per le specie e razze autoctone di cui alla lettera a), che presentino limitata diffusione, per le quali non siano istituiti i libri genealogici, del relativo registro anagrafico, così come definito nell’allegato al presente decreto;
                      la riproduzione dei detti animali secondo le norme stabilite, per ciascuna razza e specie, dai relativi disciplinari dei libri genealogici o registri anagrafici di cui al successivo art. 2;
                      la commercializzazione degli stessi animali e dello sperma, degli ovuli e degli embrioni ad essi relativi, secondo le norme stabilite, per ciascuna razza e specie, dai relativi disciplinari dei libri genealogici o dei registri anagrafici, nonché sulla base della apposita certificazione genealogica, di cui al successivo art. 5.
                      ART. 2

                      I libri genealogici ed i registri anagrafici sono istituiti, previa approvazione con decreto del Ministro dell’agricoltura e delle foreste, dalle associazioni nazionali di allevatori di specie o di razza, di cui all’art. 1, lettere a) e b), dotate di personalità giuridica ed in possesso dei requisiti stabiliti con provvedimento del Ministro dell’agricoltura e delle foreste. Detti libri genealogici e registri anagrafici sono tenuti dalle menzionate associazioni sulla base di appositi disciplinari, approvati anch’essi con decreto del Ministro dell’agricoltura e delle foreste.
                      Salvo che il fatto costituisca reato, il responsabile dell’associazione nazionale a ciò preposto che custodisce i libri genealogici ed i registri anagrafici di cui al comma 1 in difformità delle prescrizioni contenute negli appositi disciplinari è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L. 5.000.000 a L. 30.000.000.
                      ART. 3

                      I soggetti delle specie e razze di cui all’art. 1, originari dei Paesi membri della Comunità economica europea, sono ammessi alla riproduzione, sia in fecondazione naturale che per inseminazione artificiale, purché in possesso dei requisiti genealogici ed attitudinali disciplinati dalla normativa comunitaria. Alle stesse condizioni è altresì ammesso l’impiego di materiale seminale, di ovuli ed embrioni provenienti da animali originari di tali Paesi.
                      I soggetti delle specie e razze di cui all’art. 1, provenienti da Paesi terzi, sono ammessi alla riproduzione, sia in fecondazione naturale che per inseminazione artificiale, alle stesse condizioni stabilite in Italia per i riproduttori delle medesime specie e razze, purché in possesso dei requisiti genealogici ed attitudinali, stabiliti con decreto del Ministro dell’agricoltura e delle foreste. Alle stesse condizioni è altresì ammesso l’impiego di materiale seminale, di ovuli ed embrioni provenienti da animali originari di detti Paesi. Non sono ammesse condizioni più favorevoli di quelle riservate ai riproduttori originari dei Paesi comunitari.
                      Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque ammette alla riproduzione animali in violazione delle prescrizioni contenute nei commi 1 e 2 è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L. 10.000.000 a L. 60.000.000.
                      ART. 4

                      Il Ministero dell’agricoltura e delle foreste, su parere dell’Istituto sperimentale per la zootecnia, può autorizzare, anche in deroga a quanto stabilito nell’art. 1, comma 1, lettera c) e nei libri genealogici o nei registri anagrafici ad essi relativi, l’impiego di riproduttori e di materiale di riproduzione a fini di ricerca e di sperimentazione.
                      ART. 5

                      É consentita la commercializzazione di animali di razza di origine nazionale e comunitaria, nonché dello sperma, degli ovuli e degli embrioni dei medesimi, esclusivamente con riferimento a soggetti iscritti ai libri genealogici o registri anagrafici, di cui al precedente art. 1, comma 1, lettere a) e b),e che risultino accompagnati da apposita certificazione genealogica, rilasciata dall’associazione degli allevatori che detiene il relativo libro genealogico o il registro anagrafico.
                      É ammessa, altresì, la commercializzazione di animali di razza originari dei Paesi terzi, per i quali il Ministro dell’agricoltura e delle foreste abbia con proprio provvedimento accertato l’esistenza di una normativa almeno equivalente a quella nazionale. Alle stesse condizioni è ammessa la commercializzazione dello sperma, degli ovuli e degli embrioni provenienti dai detti animali originari dei Paesi terzi. Non sono ammesse condizioni più favorevoli di quelle riservate agli animali di razza originari dei Paesi comunitari.
                      Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque commercializza gli animali indicati nei commi 1 e 2 in violazione delle prescrizioni ivi contenute è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da L. 10.000.000 a L. 60.000.000.
                      ART. 6

                      I disciplinari di cui all’art. 2 attualmente vigenti in materia di istituzione e tenuta dei libri genealogici e dei registri anagrafici, sono modificati in conformità alla normativa comunitaria ed alle disposizioni di cui al presente decreto.
                      Con decreto del Ministro dell’agricoltura e delle foreste si provvederà al recepimento della normativa tecnica emanata dalla Comunità economica europea in applicazione della direttiva 91/174/CEE.
                      ALLEGATO

                      Libro genealogico

                      Per libro genealogico si intende il libro tenuto da un’associazione nazionale di allevatori dotata di personalità giuridica o da un ente di diritto pubblico, in cui sono iscritti gli animali riproduttori di una determinata razza con l’indicazione dei loro ascendenti e delle prestazioni riproduttive e produttive.

                      Registro anagrafico

                      Per registro anagrafico si intende il registro tenuto da un’associazione nazionale di allevatori dotata di personalità giuridica o da un ente di diritto pubblico, in cui sono annotati gli animali riproduttori di una determinata razza con l’indicazione dei loro ascendenti, se noti, e delle eventuali prestazioni riproduttive e produttive.

                      #14822

                      fubiano
                      Utente
                        • @fubiano

                        Perchè se ha il pedigree sei sicuro che gli antenati siano quelli?

                        #14823

                        dino0977
                        Utente
                        • Località: Cosenza
                        • Genere: Maschio
                          • @dino0977

                          Conosco la legge , è illegale vendere senza pedigree.
                          Sono d’accordo perchè non è giusto pagare un cucciolo profumatamente, senza sapere la sua genealogia, quindi se è realmente di razza oppure no.
                          In giro per i canili c’è pieno di cani, e li si può prenderli gratis!

                          #14837

                          fongaros
                          Utente
                            • @fongaros

                            Non mi risulta. La cessione non è vincolata al pedigree e che è un valore aggiunto. Un animale può essere ceduto contro denaro anche se non di razza. Un cane di razza che venga ceduto senza il pedigree avrà un valore differente da uno con il pedigree. Il pedigree è un documento rilasciato da un ente privato e non ha valore legale nemmeno per ciò che concerne la proprietà (questo da quando è entrato in vigore il microchip). Molti privati accoppiano i loro cani di razza (con pedigree) tra amici/conoscenti e senza iscrivere la cucciolata presso la delegazione Enci zonale (quindi i cuccioli non avranno i pedigree), ma solo applicando il microchip. E’ a cura dell’acquirente stabilire/patuire il valore del soggetto. Nemmeno la legge mette becco sul valore del prodotto zootecnico contrattato, ma solo ne caso di eventuali vizi contrattuali e per eventuali rescissioni e controversie.

                            #14840

                            Admin
                            Admin
                            • Genere: Maschio
                              • @admin

                              oltre a essere una fregatura ( il pedigree attesta la genealogia del cane e solo conoscendo genitori nonni e bis nonni potete essere certi di comprare quel determinato tipo di cane ) ( esteticamente e caratterialmente ) … è anche ILLEGALE

                              c’era già aperto un topic con lo stesso oggetto, nella sezione “gestione legale del cane”, quindi l’ho ricollocato agganciandolo ad esso.

                              vale a questo punto anche la pena di rileggere i messaggi precedenti, nei quali si sottolineava la sottile distinzione tra “vendere” (occasionalmente) e “commercializzare” (esercitare professionalmente il commercio)

                              #14846

                              alessiaigor
                              Utente
                                • @alessiaigor

                                non è vera la cosa della proprietà del cane in base al microchip. la legge guarda quello che c’è scritto nel pedigree…

                                #14849

                                espada
                                Utente
                                  • @espada

                                  sei sicura Alessia?
                                  il microchip è registrato all’Anagrafe Canina che è un organismo pubblico riferente all’ASL e quindi al Ministero della Sanità…

                                  il pedigree è registrato all’ENCI che è un organismo associativo privato…

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