mansuetudine docilità e tempra del cane

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    • Genere: Maschio
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      Dalla pagina Facebook di Vittorino Meneghetti
      https://www.facebook.com/100059213656423/posts/326147112702408/

      (Testo tratto dall’ultimo libro: Origine, bioevoluzione e futuro del cane V. Meneghetti e N. Romano Prandi)

      RIFLESSIONI SU COMMENSALISMO, MANSUETUDINE, DOCILITA’ E TEMPRA

      La domesticazione dei cani è stato un processo incisivo nello sviluppo della civiltà umana. Attraverso lo studio della sequenza dell’intero genoma dei cani e lupi sono stati identificati alcuni geni importanti nella funzione cerebrale, otto dei quali appartengono a percorsi del sistema nervoso e potenzialmente sono alla base di cambiamenti comportamentali centrali nella domesticazione del cane (cambiamento dei recettori dei glucocorticoidi e di conseguenza al loro ruolo nell’adattamento dell’organismo allo stress).
      Ovviamente la selezione operata dall’uomo ha inciso notevolmente anche sul comportamento. L’aspetto forse più curioso è che i cani domestici hanno fortemente evoluto la capacità di “leggere” le intenzioni umane.
      Per esempio sanno interpretare i gesti dell’uomo, come un dito puntato, per trovare bocconi di cibo lontano (ved. pista); questo i lupi selvatici non lo sanno fare.
      Addirittura i cani leggono le intenzioni umane molto meglio dei nostri parenti più stretti, gli scimpanzè e i gorilla. Per certi versi dunque, sul piano della comunicazione sociale, gli animali più simili all’uomo sono i cani non le grandi scimmie antropomorfe.
      Attraverso lo studio della sequenza dell’intero genoma di cani e lupi, sono stati identificati dieci geni che hanno un ruolo chiave nella digestione dell’amido e nel metabolismo dei grassi e mostrano segnali di selezione relativi a mutazioni nei geni chiavi che favoriscono supporto funzionale per un aumento della digestione dell’amido nei cani rispetto ai lupi.
      I risultati indicano che i nuovi adattamenti che consentirono ai primi antenati dei can domestici di prosperare con una dieta ricca di amido rispetto alla dieta carnivora dei lupi, hanno costituito un passo cruciale nella loro (auto)-domesticazione. Questo ha permesso che attraverso una mutazione genetica permetteva al lupo di evolversi come proto-cane e di avvantaggiarsi di una disponibilità di cibo più facilmente procacciabile, senza altri competitori nel regno animale. E così mentre il lupo ha continuato ad essere prettamente carnivoro, il proto-cane ha trovato negli accampamenti umani una fonte di alimentazione nuova e vantaggiosa.
      IL COMMENSALISMO HA FAVORITO L’AVVICINAMENTO AGLI INSEDIAMENTI UMANI DEI SOGGETTI PIU’ MANSUETI.
      L’etimologia di mansueto trae origini dal participio passato di mansuescere, composto da manus e suescere che significa letteralmente “abituare alla mano”.
      Questo suescere latino è lo stesso che troviamo nel consueto, nel desueto, nell’assuefatto e racconta un abituare, un rendere avvezzo.
      Ora, l’elemento che dà concretezza a questo abituare è inevitabilmente il riferimento alla mano dell’uomo.
      Mansuescere è propriamente abituare alla mano dell’uomo, una mano che dà cibo, che dà carezze, che domina, che guida, che tira, che chiama, rappresentante di una volontà che controlla. Il mio maestro di paleontologia mi disse: “l’uomo è un essere intelligente perché ha le mani”.
      Il mansueto è nel nostro caso l’animale tendente ad una maggiore propensione all’accettare l’essere umano come soggetto di una nuova e sconosciuta relazione continuando però a mantenere una certa distanza di sicurezza.
      L’animale più mansueto aveva accesso ad una maggiore quantità di scarti di cibo, da una parte questo ha permesso agli esseri umani una migliore igiene degli insediamenti, considerando i proto-cani come utili spazzini, dall’altro ha facilitato negli animali la lotta alla sopravvivenza.
      Si è trattato a tutti gli effetti di una situazione nuova mai avvenuta prima, dove entrambi hanno potuto godere di un miglioramento della propria qualità di vita.
      Alla luce di queste considerazioni l’incremento di mansuetudine corrisponde in questo caso ad un processo di auto-domesticazione, avvenuto cioè spontaneamente.
      La riproduzione in natura tra soggetti sempre più mansueti ha portato ad un nuovo passaggio evolutivo definito come neotenico. Questo processo ampiamente studiato dal genetista russo Dimitri Belyaev dimostra che dopo un certo numero di riproduzioni di soggetti più mansueti, i cuccioli hanno cominciato a mostrare affetto per gli esseri umani, leccando loro le mani e festeggiandoli alla loro presenza scodinzolando, fissando quindi quelle caratteristiche che i cuccioli avevano nei confronti della propria madre (generate dalla produzione di ossitocina) su tutto l’arco di vita dell’animale e nei confronti di figure di riferimento umane in concomitanza con evidenti mutazioni nell’aspetto (quando il nostro cane ci lecca le mani non solo cerca cibo ma ci sta anche manifestando il suo affetto).

      NB Nelle foto la forma selvatica a confronto con la forma domestica

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