Magyar Vizsla – Bracco ungherese a pelo corto

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    Altea
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    • Genere: Femmina
      • @altea

      I Vizsla sono tra i più antichi cani a pelo corto da ferma e da riporto del gruppo europeo; si stima infatti che le loro origini risalgano all’ VIII o IX secolo e che derivino dai cani che accompagnavano le tribù nomadi magiare nei loro spostamenti attraverso le valli e le pianure dei Carpazi. Possediamo infatti delle incisioni su pietra databili all’incirca ad un migliaio di anni fa che rappresentano il cacciatore tipo magiaro accompagnato dal suo cane e dal suo falcone.
      Il popolo magiaro si dedicava sia a alla pastorizia che alla caccia; selezionò quindi per la prima attività cani più grandi e dal forte attaccamento alle mandrie, per la seconda cani più piccoli, agili, versatili e resistenti.
      Si sono ipotizzati 2 ancestrali incroci alle origini dell’odierno Bracco ungherese: quello con il segugio di Pannonia, un primitivo segugio che gli trasmise il colore fulvo e l’orecchio allungato, e quello successivo con il cane giallo turco, a seguito dell’invasione ottomana dell’Ungheria del XVI-XVII secolo. Studi recenti hanno portato alla luce anche una possibile mescolanza di sangue con lo Sloughi, il Levriero arabo.
      Il termine “Vizsla” è documentato negli scritti del 1350 come denominazione di un villaggio posto sulle rive del Danubio, ma potrebbe anche derivare dall’arabo ed avere un significato simile a quello del nostro verbo “cercare” .
      La prima testimonianza scritta di questa razza risale alla Cronaca illustrata di Vienna, un manoscritto realizzato nel 1347 dai Frati Carmelitani per ordine di re Luigi il Grande. In questo volume era presente un capitolo sulla falconeria che includeva un’illustrazione del Vizsla di allora. La razza esisteva infatti nel XIII secolo con il nome di Yellow pointer, prese poi l’appellativo di Hungarian pointer e infine, nel XVI, secolo venne generalmente riconosciuta come Vizsla. Agli inizi del XVIII secolo venne infine dato l’avvio alle registrazioni della razza pura sotto forma di libro genealogico e da allora il Golden Viszla fu registrato come Magyar Viszla.
      Questa razza era al principio la favorita dai baroni e dei signori della guerra ungheresi, poi dell’aristocrazia terriera e , a ridosso della prima guerra mondiale, divenne esclusivo appannaggio della nobiltà del regno Ungarico (Ungheria e Cecoslovacchia) e venne considerata come un dono prezioso riservato solo alle èlite .
      Furono infatti i nobili ungheresi a preservare la razza dalla mescolanza con i Pointer inglesi, i Pointer tedeschi a pelo corto e i Bracchi di Weimar: si stima infatti che dopo la Seconda Guerra Mondiale fossero rimasti solo una dozzina di esemplari di sangue puro. Lo standard FCI risale al 1936, mentre quello AKC AL 1960.
      Il Vizsla è un cane da ferma e da riporto, per le quali cose ha un istinto innato. Viene usato con notevoli risultati anche per la ricerca del tartufo (grazie al suo fiuto eccellente), nella falconeria, nella pet therapy (per il suo carattere estremamente dolce, socievole ed affabile) e nell’agility. La ferma è decisa ed ha un raggio corto d’azione: una caratteristica distintiva di questa razza è infatti quella di non perdere mai il contatto visivo con il conduttore. Sopporta bene tutte le condizioni meteorologiche e si adatta a tutti i tipi di terreno, prediligendo in particolar modo il lavoro in acqua. Non deve essere né aggressivo né timoroso e deve sopportare molto bene la fatica ed avere un forte spirito di adattamento.
      I Bracchi ungheresi sono cani dall’aspetto distinto, regale ed elegante, nonostante si comportino spesso come degli incorreggibili buffoni. Hanno un’esauribile scorta di energia e sono degli atleti nati; hanno quindi bisogno di fare molta attività fisica altrimenti possono diventare nervosi o persino distruttivi in casa. Il loro passato da cacciatori nella puszta (la pianura stepposa del bassopiano magiaro) gli ha donato delle peculiari movenze feline che erano allora necessarie a renderli invisibili al selvatico.
      Nonostante siano cani da caccia, adorano vivere in appartamento (d’altronde hanno sempre alloggiato all’interno delle tenute nobiliari ungheresi) e i loro hobby preferiti spaziano dalle corse sfrenate nei boschi e dalle interminabili nuotate alle lunghe ronfate sul divano o, meglio ancora, tra le braccia del padrone. Sono ottimi cani da compagnia e soffrono moltissimo l’isolamento sociale: sono dei cani tremendamente affettuosi che nutrono il bisogno continuo del contatto con il proprietario. In America, dove la razza si è diffusa capillarmente negli ultimi anni, sono stati definiti “velcro dog” in virtù del loro attaccamento morboso e del loro bisogno di compagnia. Sono molto intelligenti, curiosi e desiderosi di apprendere ma non sopportano un’educazione dura o eccessivi rimproveri (sono dei cani molto sensibili). Il loro pelo non necessita di particolari cure e godono tendenzialmente di buona salute. Una patologia caratteristiche della razza è la polimiosite, una malattia immuno-mediata; possono essere inoltre soggetti alla dilatazione/torsione gastrica a causa dell’ampiezza del loro torace e alle tradizionali malattie canine quali displasia, entropion, PRA, glaucoma.

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