Alimentazione complementare, integratori e nutraceutici per cani

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Questo argomento contiene 35 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Merlino 6 mesi, 1 settimana fa.

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    Articoli
  • #272409

    Merlino
    Moderatore
      • @merlino

      Aggressive dogs are characterized by low omega-3 polyunsaturated fatty acid status.

      Re S1, Zanoletti M, Emanuele E.

      Author information

      Abstract

      Canine aggressive behaviour is one of the most common problems being reported by dog owners. However, the biochemical basis of this phenomenon remains unclear. In humans, alterations in omega-3 plasma polyunsatured fatty acids and elevated omega6/omega-3 ratio have been linked to behavioural alterations, including aggression. Thus far, however, the relationship between plasma polyunsatured fatty acid status and aggression has not been investigated in the dog. In the present study we sought to investigate whether polyunsatured fatty acid status could be altered in plasma of pathologically aggressive Canis familiaris. Eighteen adult male German Shepherd dogs, aged 4.9 +/- 0.9 years, showing no clinical signs but aggression, were investigated. Eighteen healthy male dogs, aged 4.8 +/- 0.7 years, with a negative history of behavioural and neurological disorders served as controls. Baseline fasting plasma polyunsatured fatty acid composition was determined by gas chromatography. Compared to normal dogs, aggressive dogs showed lower docosahexaenoic acid (22:6 n-3) concentrations and a higher omega6/omega-3 ratio. In addition, they showed reduced cholesterol and bilirubin concentrations compared to their normally behaving counterparts. Altogether, our results suggest that low omega-3 fatty acids may adversely impact behaviour in dogs, resulting in greater propensity to aggression. However, given the cross-sectional design of our study, we cannot claim any causal relationship between the presence of alterations in fatty acid status and canine aggressiveness. Whether omega-3 fatty acids supplementation may be useful to reduce aggressive behaviour in the dog deserves further investigation.

      oppure:

      If your dog suffers from anxiety, be sure he is consuming a high-quality source of omega-3 fats. These fats have antioxidant and anti-inflammatory properties while also modulating neurotransmitters and neuroplasticity in the brain.

      When researchers pitted the omega-3 fat eicosapentaenoic acid (EPA) against the antidepressant drug fluoxetine (brand name Prozac), EPA was just as effective as the drug in relieving symptoms of depression in humans — and the same may be true in dogs as well.4

      Research involving 24 dogs, conducted by McGowan and colleagues, found increased intake of omega-3 fats had a calming effect on anxious dogs and led to improvements in behavior.5

      Clinical studies show that omega-3s are helpful in treating many disorders in dogs and cats, including heart and kidney disease, inflammatory skin conditions and arthritis, as well as boosting cognitive function.

      It’s a good idea for virtually all pets to eat a diet rich in omega-3s, so any behavioral improvements are the icing on the cake.

      questo invece sull’aggressività dei bambini:

      https://bigthink.com/stephen-johnson/want-your-kids-to-behave-give-them-omega-3-supplements-study-suggests

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      #272411

      Merlino
      Moderatore
        • @merlino

        Mi rendo conto, ma un discorso è parlare di una dieta ricca di omega 3 e un altro è parlare di un farmaco con pesanti effetti collaterali. Studi su ansia e omega 3 sono stati fatti su topi, cani (soprattutto in associazione al triptofano) e uomini ma erano sempre studi piccoli, così si è voluto fare uno studio grande con più di 1200 partecipanti che soffrivano di forte ansia.
        Posto articolo

        https://www.google.com/amp/s/www.medicalnewstoday.com/articles/amp/323331

        I risultati sono molto positivi soprattutto con chi aveva problemi psichiatrici….
        Io non voglio dire che i pufa sono la panacea di tutti i mali, ma solo che è importante nella dieta avere dei buoni tenori. Troppo spesso si guarda solo al lato economico e assai raramente ai vari elementi delle crocche che spesso non sono neppure dichiarati.

        1 utente ha ringraziato l'autore per questo post.
        #272416

        Admin
        Admin
        • Genere: Maschio
          • @admin

          I veterinari ruba-pagnotta prescrivono fluoxetina per QUALSIASI anomalia comportamentale, indipendentemente dal fatto che siano in un tono o nell’opposto.
          Questo sito si oppone in ogni modo ai ruba-pagnotta.
          Argomento chiuso.
          In questo post si parla di integratori alimentari

          #272420

          ela
          Moderatore
          • Località: Pavia
          • Genere: Femmina
            • @ela

            Hai ragione Admin, ho cancellato i miei precedenti post perchè mi sono resa conto che potevano essere mal interpretati da chi ci legge e fuori contesto.

            Rimanendo una fan e gran consumatrice di integratori, lo studio sull’aggressività mi trova scettica. Ma scettica proprio sul concetto di aggressività e di ansia che spesso si appioppa a sproposito. Spero di aver chiarito meglio il mio punto di vista… poi se ho torto è tutto di guadagnato.

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            #272424

            Admin
            Admin
            • Genere: Maschio
              • @admin

              grazie cara, visto che qui si parla di integratori, io personalmente sconsiglio anche le integrazioni di aminoacidi come il triptofano, se finalizzate a scopo comportamentale.
              il cane ha bisogno soprattutto di fare tanta attività e tanto impegnativa, in proporzione alle sue possibilità

              #272843

              Merlino
              Moderatore
                • @merlino

                Volevo riallacciarmi al discorso che abbiamo intrapreso su integratori e nutracetici alternativi a condroitina e glucosamina, in quanto ultimamente si dibatte molto sull’argomento;
                da una parte alcuni enti hanno evidenziato i rischi di tali integratori proponendo di definirli veri e propri farmaci visti gli effetti collaterali (e non integratori), dall’altra si mette in dubbio la loro efficacia e se ne sconsiglia in alcuni casi persino l’uso.
                I dubbi sono dovuti ad allergeni e sostanze che non dovrebbero essere presenti in prodotti di qualità elevata ma che purtroppo appaiono nella maggior parte dei campioni analizzati, ad es:

                Gli integratori alimentari per le cartilagini sono pericolosi per diabetici, asmatici e allergici ai crostacei. Il parere dell’Anses

                riporto alcuni passi:

                Il motivo è abbastanza facile da comprendere. La glucosammina e la condroitina solfato sono naturalmente sintetizzate dal nostro organismo. Le due sostanze aggiunte agli integratori si ottengono la prima dal chitosano presente nei crostacei, mentra la seconda dalla trachea di bovino, dal setto nasale dei suini, dalle pinne di squalo e dalle cartilagini di pesce, tutte fonti potenziali di allergeni e di sostanze che hanno effetti vari sul corpo umano.
                Ma a preoccupare di più sono le contaminazioni, la grande varietà di dosaggi e il fatto che la letteratura su effetti benefici e tossicità è quanto mai eterogenea e in generale debole, come l’ha definita la stessa Anses. Anche l’Efsa nel 2012 ha affermato l’inesistenza di un nesso causale tra il benessere delle giunture e l’assunzione delle due sostanze nei soggetti che non soffrono di artrosi.

                purtroppo ancora non c’è chiarezza sull’argomento anche se si comprende come non convenga risparmiare su prodotti di marchi non conosciuti, venduti a prezzi allettanti:

                Non è finita. Quello degli integratori, soprattutto se venduti in rete è un mercato dove le frodi abbondano. Nel 2017 un’indagine effettuata dalla direzione generale della concorrenza, dei consumi e della repressione delle frodi (Dgccrf) francese, ha rivelato che più della metà dei 43 prodotti analizzati non conteneva quanto dichiarato in etichetta, con casi di concentrazioni di condroitina solfato o glucosammina superiori a quelle ritenute farmacologiche.

                In attesa che cambi la normativa, gli esperti dell’Anses invitano a diffidare di tutti gli integratori etichettati come naturali e, soprattutto, a non assumerli senza averne prima parlato con il proprio medico. Inoltre bisognerebbe sempre evitare di consumare supplementi multipli, e fare attenzione quando si assumono in contemporanea terapie farmacologiche.

                Infine, l’Anses invita le autorità europee a stabilire i valori massimi negli integratori, visto che la concentrazione varia nei diversi Paesi: si va dai 500 mg giornalieri di Italia, Francia e Spagna ai 1.200 della Polonia, all’assenza di limiti per Canada e Stati Uniti.

                Aggiungo il documento firmato dall’Agenzia per la sicurezza sanitaria e alimentare francese (Anses) (in francese):

                https://www.anses.fr/fr/system/files/NUT2015SA0069.pdf

                Interessante è la posizione di Marco Lanzetta direttore del centro nazionale artrosi

                Integratori alimentari e trattamento dell’artrosi: la posizione di Marco Lanzetta del Centro nazionale artrosi

                Di cui vi sintetizzo alcuni passaggi a mio modo di vedere importanti:

                molti studi importanti hanno evidenziato una scarsa azione di queste due sostanze, tanto che anche la Arthritis Foundation negli USA non ne consiglia l’uso

                e di seguito la specifica di alcune sostanze che ben conosciamo dato che per il professor lanzetta trattandosi di curare disturbi di lungo periodo non ha senso usare i Fans visti i loro pesanti effetti collaterali:

                In accordo con l’Arthritis Research UK e basandoci sull’evidenza scientifica presente in letteratura, presso le sedi del Centro Nazionale Artrosi al momento utilizziamo quindi dei protocolli di cura e di prevenzione dell’artrosi che tra le altre cose (dieta anti-artrosi personalizzata, trapianto intra-articolare di cellule mesenchimali di derivazione adiposa, laserforesi, ricostruzioni chirurgiche mini-invasive) prevedono l’utilizzo di alcuni integratori contenenti i seguenti principi attivi:
                • Acidi boswellici. Estratti dalla resina gommosa della boswellia, un albero tipico delle regioni sub-tropicali dell’Africa e dell’India. L’essudato resinoso contiene i componenti attivi che inibiscono la biosintesi di leucotrieni infiammatori da parte della 5-lipossigenasi. Diversi studi hanno dimostrato che gli acidi boswellici conferiscono un effetto protettivo alle cartilagini articolari inibendo gli enzimi che le danneggiano. Inoltre agiscono come immuno-modulatori inibendo la produzione di anticorpi che contribuiscono ai processi infiammatori (3).
                • Curcumina. Estratto secco della curcuma, ha proprietà anti-ossidanti, anti-artritiche e anti-infiammatorie, in quanto contrasta l’azione dei radicali liberi. In molti studi sperimentali la curcumina ha dimostrato la capacità di sopprimere numerose fasi nel processo di sviluppo dell’artrosi. Inoltre, attraverso l’inibizione dell’attivazione dei neutrofili, della proliferazione sinoviale, dell’angiogenesi e della collagenasi, la curcumina potrebbe avere un’indicazione specifica in caso di forme artritiche autoimmuni come l’artrite reumatoide (4)
                • Zenzero. Il componente attivo, 6-gingerolo, mediante un’azione inibente delle COX-2 e della produzione di nitrossido è considerato un potente prodotto naturale che contrasta l’infiammazione articolare (5)
                • Salicina. Estratta dalla pianta del salice, viene convertita dall’organismo in acido salicilico, che riduce la produzione di alcune prostaglandine a livello nervoso, con l’effetto di ridurre il dolore e il fastidio articolare. Studi di laboratorio hanno dimostrato questa attività anti-infiammatoria, dovuta essenzialmente all’inibizione delle ciclo-ossigenasi (6)
                È molto importante sottolineare che l’efficacia di questi principi attivi è sinergica e quindi si devono identificare dei dosaggi e delle modalità di somministrazione che ne ottimizzino l’azione coadiuvante (7-8)

                A tal proposito vi richiamo lo studio del professor lanzetta:

                Lanzetta M. Osteoartrosi deformante. Trattamento fitoterapico a base di Boswellia serrata, Zingiber officinale, curcumina, salice, capsaicina ed estratto di cozze verdi della Nuova Zelanda: effetti su dolore, movimento articolare e forza. Progress in Nutrition, 16 (3): 233, 2014

                Dove si propone in umana uno studio basato su questo protocollo:

                Sono stati trattati, dopo un periodo di washout di due settimane, con una terapia per os giornaliera per la durata di 3 mesi basata sui seguenti prodotti fitoterapici:

                – Boswellia serrata e.s. 1500 mg tit. 65% ac. Boswel¬lici
                – Zingiber officinale (ginger, zenzero) 500 mg tit. 5% gingeroli
                – Curcumina fitosoma® Meriva® 800 mg (Curcu¬ma Longa L, rizoma, e.s. tit. 20% in curcuminoidi complessato con fosfolipidi di soia)
                – Salice e.s. 600 mg (Salix alba L., corteccia, malto¬destrine) tit 15% in salici
                Pepe nigrum 8.4 mg (per ottimizzare l’assorbimento di curcumina)

                A questo schema è stato associato durante tutto il periodo di cura per os (3 mesi) un preparato da applicare per via topica transdermica 2 volte al giorno, a base di:
                Zingiber officinale (ginger, zenzero) estratto del¬la radice, Capsicum frutescens (capsaicina), estratto di Perna Canaliculus (Cozza verde della Nuova Zelanda).

                Da notare come tutti i prodotti fitoterapici abbiano una elevata qualità specificata dall’alta titolazione riscontrata, e come “somministrare cozze verdi” e “somministrare CS e GL” non sia la stessa cosa…
                D’altrocanto è un dibattito perché esistono anche molte cose positive su queste sostanze; ad es a fronte di molti studi in cui non si notano miglioramenti, ve ne sono molti in cui i miglioramenti sono evidenti:
                meno sbilanciato è ad es questo articolo:

                https://www.medicitalia.it/salute/medicina-dello-sport/225-luci-ed-ombre-della-condroprotezione.html

                in cui leggiamo:

                Lo scorso anno, la rivista specialistica “Annals of the Rheumatic Diseases” ha pubblicato i risultati di uno studio da cui emergeva che la combinazione di glucosamina e condroitinsolfato produce una diminuzione del 50,1% nell’indice di dolore WOMAC (Western Ontario and McMaster OA index) nei pazienti con osteoartrite.

                oppure abbiamo studi importanti come il GAIT:
                https://nccih.nih.gov/research/results/gait

                Gli americani continuano a spendere milioni di dollari all’anno per la glucosamina e la condroitina per i sintomi dell’osteoartrite. Questi agenti sono classificati come integratori alimentari, non come farmaci, di per sé. Pertanto, non soddisfano i requisiti della FDA per essere classificati come farmaci. Questo studio è stato progettato per determinare se la glucosamina e condroitina sono efficaci per il dolore dell’osteoartrite. Questo rapporto è stato adattato da una pubblicazione online del Centro nazionale per la medicina complementare e alternativa del National Institutes of Health per informare l’opinione pubblica in merito al processo GAIT e alle sue conclusioni. I partecipanti che assumevano il controllo positivo, celecoxib, hanno sperimentato un sollievo dal dolore statisticamente significativo rispetto al placebo, circa il 70% di quelli che assumevano celecoxib presentavano una riduzione del 20% o maggiore del dolore rispetto al 60% circa per il placebo. Nel complesso, non ci sono state differenze significative tra gli altri trattamenti testati e il placebo. Per un sottogruppo di partecipanti con dolore da moderato a severo, la glucosamina combinata con condroitin solfato ha fornito sollievo dal dolore statisticamente significativo rispetto al placebo, circa il 79% ha avuto una riduzione del 20% o maggiore del dolore rispetto al 54% circa per il placebo. Secondo i ricercatori, a causa delle dimensioni ridotte di questo sottogruppo, questi risultati dovrebbero essere considerati preliminari e devono essere confermati in ulteriori studi. Per i partecipanti al sottoinsieme del dolore lieve, la glucosamina e il condroitin solfato insieme o da soli non hanno fornito sollievo dal dolore statisticamente significativo.

                dove si parla ad es qui

                Glucosamina e condroitina: l’integratore funziona davvero?

                e qui con tutt’altro tono:

                https://www.innovet.it/innovet-news/2005/glucosamina-e-condroitin-solfato-nuove-conferme-di-efficacia/

                particolarmente importante il passaggio che vi evidenzio riguardante uno studio in umana ma di cui non ero a conoscenza:

                Un accenno, infine, al possibile utilizzo ciclico di questi condroprotettori. “Dato il loro accumulo in seguito a ripetuti dosaggi – ha sottolineato il reumatologo spagnolo – se ne può tranquillamente ipotizzare l’impiego a cicli alterni, ad esempio tre mesi di trattamento, alternati a due mesi di sospensione.”

                Ma anche qui dipende da quali studi si prendono in considerazione, ad es leggiamo qui:

                http://www.informazionisuifarmaci.it/glucosamina-e-condroitin-solfato-nellosteoartrosi-un-aggiornamento-1588

                Gli autori inoltre hanno messo in evidenza come l’efficacia emersa negli studi indipendenti sia inferiore rispetto a quella degli studi sponsorizzati dall’industria e concludono che “rispetto al placebo, la glucosamina, il condroitin solfato e la loro associazione non riducono il dolore articolare né esercitano un effetto sull’assottigliamento dello spazio articolare; pertanto le autorità sanitarie non dovrebbero coprire i costi di questi farmaci e dovrebbe essere sconsigliata la loro prescrizione a nuovi pazienti”.

                Dobbiamo riconoscere che il mercato di questi farmaci muove cifre astronomiche e non è facile orientarsi in questo marasma; dal canto mio, spostandoci nel mondo veterinario, vorrei esporre le seguenti considerazioni personali (e ovviamente opinabili):

                1) la ricerca scientifica sta ottenendo numerosi progressi individuando brevetti di sostanze particolarmente efficaci, un es:

                migliori risultati sembrerebbero quelli riguardanti l’aggiunta di biocurcumin BCM-95, un estratto brevettato che le ricerche hanno dimostrato essere fino a 7 volte più biodisponibile rispetto alla maggior parte degli estratti comunemente in vendita, soprattutto per la presenza di oli essenziali di Curcuma longa. Azione antiossidante, antinfiammatoria ed appurata efficacia nel miglioramento della funzionalità articolare sono le peculiarità della biocurcumina BCM-95.

                2) Integratori sconosciuti, economici e comunque di grado non farmaceutico sono imho da evitare anche se si considera risparmiare, meglio orientarsi verso altre sostanze
                3) Al di la di quello che si dice, se empiricamente si somministrano condroprotettori ad un cane con problemi di OA si può notare facilmente un beneficio più o meno sensibile (a seconda delle varie variabili in essere)
                4) Esistono molte sostanze il cui principio si dimostra efficace in questi casi, quelle elencate nello studio del dott Lanzetta
                5) Esistono nutracetici come le cozze dalle labbra verdi che seppur contenenti anche gl e cs, non sono la stessa cosa delle singole sostanze date a parte
                6) i fitocomplessi hanno efficacia se somministrati a certe titolazioni ma anche in determinate proporzioni e quantità di modo da avere un effetto sinergico

                Detto ciò continuiamo a seguire l’argomento con interesse…

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