Alimentazione complementare, integratori e nutraceutici per cani

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Questo argomento contiene 35 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Merlino 1 settimana, 5 giorni fa.

Stai vedendo 15 articoli - dal 16 a 30 (di 36 totali)
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  • #272081

    Admin
    Admin
    • Genere: Maschio
      • @admin

      altro problema per le crocchette è che i valori dei nutrienti sono attestati su un livello medio che può variare sensibilmente da un lotto a un altro in più o in meno anche sensibilmente, per talune voci (es. proteine e grassi) anche +/-1.5% ora non ricordo sui nutrienti secondari…
      quindi ogni stima è ipotetica

      #272082

      ela
      Moderatore
      • Località: Pavia
      • Genere: Femmina
        • @ela

        Soprattutto nessun veterinario che io abbia mai conosciuto si è mai posto il problema di capire cosa mangia un cane e in che dosi, per quanto tempo etc… Anche perchè nessun veterinario mi ha mai detto di continuare “a vita” un’integrazione. Nè azzardano dosi da mantenimento, si attengono ai foglietti illustrativi.

        Se in cani con problemi evidenti possiamo spannometricamente osservare miglioramenti, in cani senza particolari problemi è pressocchè impossibile capire quanta incidenza possa o meno avere un’integrazione.

        #272083

        Merlino
        Moderatore
          • @merlino

          è un discorso già fatto. con un alimentazione corretta non si deve integrare PUFA. Per il cui il problema non esiste se uno imposta una casalinga o una barf come si deve.
          tuttavia le crocchette variano di tantissimo da tipologia a tipologia, e sono monotone visto che in pochi le cambiano; li può essere necessario integrare per correggere la crocchetta; ma anche no.
          Molte crocchette sono così ricche di pufa che non è necessario integrare; possiamo dire che l’unica cosa realmente necessaria è sapere cosa stiamo dando al cane.
          E’ ovvio che se prendete le linee guida fediaf trovate tutta una serie di valori minimi e max specificati per ogni singolo nutriente; con tanto di studi su cui sono basati. Prendere un mangime che rispetta le linee fediaf garantisce di avere quantomeno un mangime decente che ha le quantità minime richieste; anche per questo scelsi regal che rispetta tutti i valori aafco. (poi i cani hanno particolarità che variano da razza a razza; se ad es si possiede un cane nordico si terrà conto che bisogna dargli una quantità maggiore di zinco, per cui un mangime che ne possiede poco va necessariamente integrato).
          Io non credo che sia impossibile integrare perché non si conoscono i valori precisi; anzi con una buona integrazione il cane arriva molto spesso tranquillo alla vecchiaia, indipendentemente dall’alimentazione scelta. Esistono ovviamente fattori genetici che dipendono dal lavoro dell’allevatore su cui non possiamo influire. Almeno questa è la mia esperienza personale.
          Prima di prendere romeo ho riflettuto molto vista l’ estrema delicatezza della razza; ma con un integrazione idonea lo sto portando alla vecchiaia in tutta tranquillità. Se non mi muore prima perché è scemo si capisce; ora si è dato un rovo nell’occhio, fortuna non ci sono danni. Gli sto mettendo una cremina e sembra tutto ok (fatta ieri visita di controllo), ma è un tornado ed è scemo. Vedremo…

          1 utente ha ringraziato l'autore per questo post.
          #272086

          ela
          Moderatore
          • Località: Pavia
          • Genere: Femmina
            • @ela

            Apro e chiudo parentesi: l’ulcera corneale è uno dei miei incubi peggiori. Ne ha fatta una la Susy appena arrivata, un macello di colliri cremine e collarini, per fortuna è andata completamente a posto. I miei, oltre ad essere scemi proporzionalmente all’età, lo sono pure per mancate esperienze.

            Con qualche integrazione ad hoc ed un’ alimentazione decente (ed un adeguato stile di vita) ho visto cani davvero messi male riprendersi rapidamente. Quindi ovviamente un cane sano con qualche accortezza lo si porta alla vecchiaia con ogni dignità (se togliamo fattori genetici/sfiga).

            #272213

            Merlino
            Moderatore
              • @merlino

              direi che può bastare, ho scritto un po’ ma se si ha la pazienza di leggere ci si può fare un idea di una buona integrazione di pufa nei nostri cani.
              Non è la Bibbia ed ogni critica è ben accetta.

              INTEGRAZIONE DI ROMEO CON OMEGA 3 – MANTENIMENTO CANE SANO.

              Abbiamo parlato spesso in passato dell’importanza di una corretta quantità di omega 3/6 e del loro rapporto nella nutrizione dei nostri amici.
              Sappiamo che svariati sono gli ambiti su cui si può agire con una corretta integrazione di PUFA; tanto che a seconda dell’area su cui si agisce (derma, IBD, tumori, osteoartriti, problemi renali, problemi cardiovascolari etc) gli studiosi consigliano rapporti e dosi diverse di omega 3-6.
              Senza voler riprendere quanto precedentemente scritto in post passati, volevo riportare in questo post i criteri scelti per stabilire l’integrazione di Romeo, che è un bouledogue maschio di 6 anni senza problemi di salute; quindi con un integrazione mirata essenzialmente a prevenire, e non a curare un disturbo specifico.
              Sarò breve :bleh:
              Prima di iniziare è doveroso però fare la seguente premessa: ogni integrazione, qualunque sia il nutracetico scelto, può portare effetti avversi ai nostri compagni, più o meno gravi. I pufa in particolare, seppur preziosissimi come integratori, possono portare svariati problemi al cane (per quanto di norma ci si limiti nei casi più comuni a diarrea e vomito); è pertanto doveroso sentire sempre il parere del proprio veterinario prima di intraprendere una loro integrazione.
              Tra le varie controindicazioni mi limito a ricordare che gli omega 3 interferiscono con il meccanismo di coagulazione delle ferite, per cui prima di un operazione, o in caso di ferita del cane vanno subito sospesi. Per chi volesse approfondire tutte le controindicazioni, posto un link che esamina in dettaglio la problematica:

              https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/jvim.12033

              Seguendo i miei ragionamenti si può comprendere come comportarsi per impostare un’integrazione di omega 3 per il proprio cane; preciso però che ciò che scrivo potrebbe non essere corretto e che è sempre necessario consultare il proprio veterinario prima di intraprendere una simile operazione data l’importanza degli effetti avversi.
              Poichè non ho tempo di scrivere un post lungo sull’argomento, ho deciso di iniziarlo e modificarlo piano piano, integrando quando trovo dei brevi ritagli di tempo.
              Per un discorso preventivo alcuni studiosi, come il dottor demian dressler (veterinario specializzato nel campo oncologico) asseriscono che un eccesso di omega 6 a scapito degli omega3 può avere delle implicazioni anche a livello di possibili tumori, ad es:

              Too much omega 6 and not enough omega 3, and bad things happen. These bad things are not minor, folks. Excessive intake of omega 6 fatty acids suppress cells that are key in the body’s natural cancer-fighting ability (Natural Killer cells and cytotoxic T cells). The omega 6 group promotes inflammation, which is critical in cancer development. They also stimulate cancer cells directly by turning on a path in the cancer cells called PI Kinase, one of the central signaling events in cancer cells which make them behave like…cancer cells.

              Molti sono poi gli ambiti di cui si può agire con una corretta integrazione di pufa, ed una revisione degli studi sui nutracetici li riporta come molto affidabili, tanto che alcuni veterinari preferiscono puntare sui pufa, prima ancora che sui condroprotettori (sui cui effetti si discute ancora).

              Research indicates that inflammation is a common characteristic of several chronic diseases such as cardiovascular disease, obesity, diabetes, arthritis, mental illness, cancer and autoimmune conditions. Studies highlight the health benefits of incorporating n-3 and n-6 PUFAs in daily food consumption by increasing the probability of managing and potentially reversing such chronic disease states

              Ad es inserisco il primo allegato, di cui metto la traduzione brutale fatta google dell’introduzione dello studio:

              Gli integratori alimentari e dietetici sono spesso definiti nutraceutici come una fusione dei termini nutrizionale e farmaceutico. I nutraceutici cadono ancora in un’area grigia da un punto di vista normativo, ma negli ultimi tempi è cresciuta fino a diventare un’industria da miliardi di dollari. Questi prodotti hanno fatto molta strada da quando sono entrati nella medicina animale da compagnia all’inizio degli anni ’90. L’enorme interesse pubblico nel rapporto tra integratori dietetici e OA è spesso al centro della scena quando si parla di OA e di potenziali piani terapeutici con i clienti. Sfortunatamente, le informazioni speculative sulle terapie nutrizionali basate sul trattamento dell’OA hanno permeato ogni forma di media. La scarsità di studi scientifici ben studiati che esplorano questi trattamenti lascia ai clinici un evidente svantaggio quando si discutono le possibili terapie con clienti e colleghi. Questa discussione si concentrerà sull’uso della medicina basata sull’evidenza (EBM) nella valutazione dei nutraceutici. Le prove sono definite come “i dati su cui un giudizio o conclusione può essere basato, o da quale prova o probabilità può essere stabilita.” 1 L’uso pragmatico dell’EBM comporta l’integrazione delle migliori evidenze di ricerca, competenza clinica e considerazioni cliente / paziente . Ci sono molti modi con cui analizzare e integrare le prove nella pratica della medicina veterinaria, e diversi schemi con cui classificare la forza delle prove. Questa presentazione si baserà sul sistema di classificazione basato sull’evidenza di Food and Drug Administration (FDA) per i dati scientifici adattati e utilizzati per la classificazione e il ranking dello studio.2-4 Inoltre includeremo i dati basati su una modifica di questo sistema. In breve, tre valutazioni separate vengono utilizzate per la valutazione dello studio: 1) una valutazione per la progettazione dello studio, 2) una valutazione per la qualità dello studio, e 3) una valutazione dell’agente di gruppo per la forza dell’intero corpus di prove. Una classifica finale delle prove scientifiche viene decisa in base alle classificazioni dei tre sistemi di classificazione.

              .

              studi-nutracetici-per-OA

              Un parere interessante a tale riguardo è quello della dssa maria meyer (cito dal suo sito):

              Una curiosità: alcuni clienti mi chiedono se possono dare integratori di glucosammina e condroitina a cuccioli in crescita o a cani con patologie articolari conclamate. Volete sapere che rispondo? 🙂 che, sostanzialmente, nessuno ha mai dimostrato, per quel che so, che glucosammina e condroitina, che sono molecole abbastanza complesse, possano passare la barriera intestinale intatte (senza essere cioè smontate in pezzi più piccoli), viaggiare nel sangue e arrivare alle cartilagini (dove il nutrimento arriva per “filtrazione”, neanche direttamente dai vasi). A questi effetti dubbi preferisco di gran lunga gli effetti certi e misurabili degli Omega 3, sia come prevenzione che come trattamento.

              non è infrequente infatti che un veterinario prescriva dei condroprotettori senza bilanciare la dose di omega3/6 e controllarne la quantità; benvengano pertanto veterinari che si focalizzano su questi aspetti.
              e qui arriviamo al primo problema che ho dovuto affrontare: praticamente quasi nessuno si premura di individuare quanti omega 3 stà somministrando al cane, e se è il caso di integrare o meno. Tanto che non è infrequente trovare persone che somministrano dosi troppo basse di omega3 attraverso il cibo e non integrano, o persone che ne somministrano dosi alte ed integrano lo stesso.
              Personalmente ho contattato regal che mi ha passato le analisi delle crocche (pregandomi di mantenerle riservate per cui non le pubblico), ma esse contengono solo le dosi di omega 3 e omega 6 rilevate nelle crocchette e non le percentuali di epa e dha.
              Per cui il mio primo interrogativo è stato stabilire cosa stavo integrando con le normali crocchette (a seconda delle formulazioni, dato che essenzialmente ciclo tra tacchino, sensi e agnello in quanto sono monoproteiche); il secondo quesito è stato invece stabilire se era necessaria un integrazione a seconda del tipo di crocca e, infine il terzo quesito: scegliere il nutracetico con cui integrare (olio di pesce, ribes nero, krill, perna canaliculus, etc ???)

              E’ importante imho stabilire alcuni concetti, ad es:

              Most pet foods contain far more omega-6 fatty acids than omega-3′s, for an extremely high ratio. Some pet food companies have added omega-3 fatty acids to their foods to lower the ratio of omega-6 to omega-3 fatty acids. As Dr Holly Nash notes, “It is important to realize that although the ratios may be a guideline, the actual concentration of EPA in the omega-3′s is what is most important.”

              The Dog Food Project’s Sabine Contreras states: “Independent researcher Dr. Doug Bibus (formerly University of Minnesota) completed a fatty acid study with dogs and recommends a ratio between 2:1 and 4:1. Personally, I believe that a quality food should contain a ratio of at least 7:1, the lower the better, especially if skin and/or coat problems are present. When my dog suffered from severe flea allergy dermatitis I switched to a food with a ratio of 2.5:1 and had great results within just a few weeks.”

              In addition to the ratios, the actual amounts of fatty acids in the diet, are also important. A ratio that is within the optimal limits is not beneficial if the amounts are inadequate.

              According to Contreras, “A good quality dog food will contain at least 2.2% Omega-6′s and 0.3% Omega-3′s

              Dati questi presupposti, in merito al primo interrogativo (stabilire cosa stavo integrando con le varie crocchette) sono andato ad analizzare i vari mangimi che somministro a romeo dal punto di vista dei pufa; purtroppo ho rimediato solo gli epa e i dha per l’adult, e non per la altre crocchette. Ho così scoperto che l’integrazione di romeo variava sensibilmente da crocchetta a crocchetta. Nelle sensi avevo ad es un rapporto 1:3.75 (114.29mg x kg di p.v. e 221mg per kg di peso metabolico) mentre nelle adult 1:8.80 (50mg per kg di p.v. e 96,69 per kg di p.m.) ; più precisamente nelle sensi romeo assume 1600 mg di omega3 e 6000mg di omega 6 contro 700 mg di omega 3 e 6200 mg di omega 6 delle adult.
              In merito al secondo quesito, finito questo primo lavoro, sono andato ad indagare se era il caso di integrare a seconda delle varie formulazioni.
              Risulta evidente ad occhio nudo che, per il discorso che stiamo facendo, le sensi sono superiori alle adult ma a scapito della perdita di tutta una serie di nutracetici che potrebbero essere allergizzanti (lievito di birra, spinaci, mele, carote etc etc), per cui le ruoto durante l’anno trattandosi di un mangime monoproteico.
              Per quanto le quantità di omega3 e il rapporto w3/6 delle adult non siano esaltanti, rispondono comunque ai requisiti minimi richiesti per una buona crocchetta, ma non sono ottimali soprattutto con un bouledogue che è soggetto ai più svariati problemi di salute. Ho pertanto deciso di integrare sia le crocche all’agnello che quelle al tacchino.
              Prima però sono andato ad osservare cosa accadrebbe se integrassi le sensi, nel caso in futuro abbia la necessità di somministrare rapporti molto bassi a romeo, per un eventuale problema di salute. Poiché ne abbiamo già parlato, evito di soffermarmi sull’omegor (romeo è piccolo e il vitality 500 con una pasticca mi permette di integrare 250 mg di epa e 125 mg di dha nella massima purezza, certificato ifos, pesce norvegese a soli 9 euro per 60 capsule. un prezzo veramente irrisorio se dato per prevenire e in un cane dalle dimensioni ridotte come romeo ).
              il rapporto omega3/6 con 1 cps di omegor 500 scende a 2.9 con 144.64 mg per kg di p.v. e 279,70 per kg di p.m.; mentre se dessi omegor 1000 (o due cps di 500) avrei un rapporto di 1:2.4 con 175 mg per kg di p.v. e 338.40 mg per kg di p.m.; ricordo che parliamo di w3 e non di epa+dha. Si tratterebbe di una dose molto alta, usata in letteratura per brevi periodi su cani con gravi allergie e dermatiti, per cui mi conservo l’informazione nel caso servisse in futuro anche se facilmente potrebbe causare vomito o diarrea data la quantità.
              Dovendo integrare per un cane che è in salute non è necessario raggiungere rapporti particolarmente spinti ne quantità troppo elevate di omega3. Discorso diverso quando dobbiamo integrare per aiutare il nostro amico con un grave problema di salute; non riguarda questo post ma ricordo ad es. che il dott bauer riporta i seguenti dosaggi di epa+dha come aggiunta alla dieta (in Therapeutic use of fish oils in companion animals ci sono anche i dosaggi per i gatti, per chi fosse interessato):

              nb: parliamo di peso metabolico e non di peso vivo del cane;
              nbb: come avevamo visto ricordo che il valore minimo raccomandato dall’NRC è 30 (mg/kg0.75*) mentre il massimo è 370 (mg/kg0.75*)

              Cani con perlipidemia idiopatica 120 (mg/kg0.75*)
              Cani con Problemi renali da 140 (mg/kg0.75*) fino al limite max
              Cani problemi Problemi cardiovascolari 115 (mg/kg0.75*)
              Cani con OA da 310 (mg/kg0.75*) fino al limite max
              Cani con IBD 125 (mg/kg0.75*)

              Per chi fosse interessato ad approfondire, raccomando:

              http://www.dog-swim.com/files/en/user/cms/JAVMA_fish_oil_2011.pdf

              A queste aggiungiamo 125mg x kg peso metabolico nei casi di infiammazioni della pelle (Dsa Marta hervera allergic dermatitis in dogs and cats)

              Allergic-Dermatitis-in-Dogs-and-Cats-Hervera-Nutritionist

              e per un dosaggio terapeutico generale, qualcuno consiglia 30mg/kg, e qualcun altro 40mg/kg di peso vivo:

              therapeutic dosage of EPA is 20 mg/lb (40mg /KG). This dosage of EPA has anti-inflammatory effects, meaning you may see improvement in skin, digestive and joint issues.

              rimanendo fermi che per un mantenimento di lungo periodo:

              The NRC recommended allowance is only 30 mg EPA+DHA per metabolic body weight for dogs and 2.5 mg EPA+DHA per metabolic body weight for cats. The calculation cannot be done on a per pound basis.

              Guardando le dosi sopra indicate salta agli occhi come per i problemi osteoarticolari la dose di epa+dha richiesta inizia ad essere molto alta; non è questo il post in cui affrontare nello specifico una simile trattazione, che obbligatoriamente dovrebbe essere concordata con il veterinario data la delicatezza e le possibili controindicazioni di una dose così alta. Per noi invece è possibile mantenerci su valori molto più bassi, il che permette anche di fare un’integrazione spannometrica se vogliamo essere meno precisi.
              Ad es chiunque somministra “omega pet” al proprio cane (un integratore molto consigliato dai veterinari) sa che per ogni capsula sta somministrando 145 mg di omega3 (EPA: 80 mg – DHA: 50mg)). calcolando che per 15 kg sono indicate 3 perle, seguendo i loro consigli si avrebbero 390 mg di epa+dha per un mese e poi 2/3 volte la settimana.
              Più o meno una tale dose equivale ad una capsula di omegor vitality 500.
              Una tale integrazione farà sicuramente bene al nostro cane, ma non come una mirata alle reali quantità di pufa e a determinati rapporti omega 3/6.
              Riporto l’integrazione di omega pet consigliata per le varie taglie:

              •1 perla al dì sino a 5 kg p.v.
              •2 perle al dì sino a 10 kg p.v.
              •3 perle al dì oltre i 15 kg p.v.
              •4 perle al dì oltre i 20 kg p.v.
              •5 perle al dì oltre i 30 kg p.v.

              Le modalità d’uso possono essere variate a giudizio del Medico Veterinario.

              utilizzando sempre il metodo approssimativo possiamo ad es calcolare la quantità di omega3 che romeo assumerebbe da una cps di omegor 500 per kg di peso metabolico e vedere quanto si avvicina alle disposizioni dei veterinari. Nello specifico abbiamo 51,79 mg per kg di peso metabolico che data la seguente affermazione:

              bauer riporta in 50 mg/kg la dose di omega-3 per risolvere problemi di infiammazioni ;

              ci conferma che una dose di 50mg x kg di p.m. è già sufficiente a produrre effetti positivi in Romeo.

              I veterinari dermatologi consigliano di integrare continuamente (qualora è possibile 2 volte al giorno) e di non interrompere l’integrazione prima di 9/12 settimane anche se non si vedono effetti, perché spesso servono almeno 2/3 mesi prima di riscontrare effetti tangibili (calcolate che dopo due /tre settimane iniziano ad aumentare i livelli plasmatici di epa e dha). Il peggio che ci può capitare da un eccesso di olio di pesce è una pancreatite (quindi se vedete diarrea, vomito etc interrompete la somministrazione). La dose deve essere sempre raggiunta gradualmente, se è possibile, di modo da dare il tempo al cane di abituarsi. Infine se nel breve periodo si hanno risultati importanti, non dobbiamo dimenticare che non esistono studi sul lungo periodo, il che ci mette in guardia dall’impostare un integrazione spinta e continua. Non dimentichiamoci infatti che gli omega 6 non sono da demonizzare ma svolgono un ruolo molto importante sotto vari aspetti (salute delle ossa, apparato riproduttivo, pelle e manto del cane, infiammazioni in caso di ferite etc etc) x cui troppi omega3 andrebbero a contrastare gli omega 6. Teniamo presente poi che anche altre sostanze intervengono in queste reazioni e sono necessarie al cane. Pensiamo ai tocoferoli ma anche al lavoro del dott. Morris sugli studi del ruolo dello zinco nell’attivazione dell’enzima delta-6-desaturasi che sappiamo essere essenziale nella conversione dell’acido linoleico in AA. Il dott Morris consiglia di integrare zinco insieme ai pufa se l’integrazione è mirata a problemi al manto del cane, pertanto vi consigli odi controllare il livello di zinco presente nel mangime che somministrate al cane e di valutare insieme al veterinario se è necessaria una sua possibile integrazione.. Ancora una volta ricordo che un mangime ricco di micronutrienti è essenziale al cane, e che per esperienza tutto quello che si risparmia in denaro poi lo si spende in veterinario. Per cui se non ci si può permettere un mangime costoso impariamo ad integrarlo (volendo anche con alimenti freschi) , di modo da garantire tutti i nutrienti ai nostri amici. Iniziamo a guardare anche i micronutrienti in etichetta, non tutti i mangimi economici infatti sono uguali.
              I pufa poi risentono di vari fattori x essere assorbiti al meglio:

              Alcuni studi hanno riscontrato che la biodisponibilità di n-3 PUFA è influenzata dalla composizione del pasto ingerito insieme alle capsule di olio di pesce. I pasti ad alto contenuto di grassi (4 · 9 g di grasso per 418 kJ (100 kcal) di energia metabolizzabile (ME)) hanno dimostrato un maggiore assorbimento di n-3 PUFA (90%) rispetto ai pasti a basso contenuto di grassi (0 · 9 g di grasso per 418 kJ (100 kcal) ME) (69% di assorbimento) in soggetti umani (, 14, 15). Inoltre, ci sono differenze tra i diversi tipi di LFO (olio di pesce liquido) . Diversi studi cinetici in soggetti umani hanno dimostrato che i Nefa ( i nefa sono gli acidi grassi non esterificati) possiedono una migliore biodisponibilità rispetto a TAG, o esteri di etile

              The use of the total omega‐3 concentration is not bioequivalent to the EPA and DHA concentration, because of the poor conversion of ALA to EPA and DHA and because ALA does not have the same biologic effects as the long‐chain omega‐3 PUFAs. Consequently, many researchers consider the total intake of the individual omega‐6 and omega‐3 fatty acids to be more important than their ratio.33, 34 The n‐6:n‐3 ratio can be altered in several ways. The omega‐3 fatty acid concentration could be increased, decreased, or unchanged resulting in either an increase or decrease in the n‐6:n‐3 ratio. Waldron et al found that in dogs fed 2 different diets with the same n‐6:n‐3 ratio but with different sources of omega‐3 fatty acids (linseed oil versus menhaden fish oil), neutrophil function was affected differently.35 Thus, the type and amount of omega‐3 fatty acids are likely more influential compared with the total n‐6:n‐3 ratio.

              A proposito dei valori riportati sulle crocche, va detto quanto segue :

              . The ratio of (n-6):(n-3) is, however, not considered useful for characterizing optimum recommendations for EFA (7). The reason for this is that ALA is not metabolically equivalent to EPA or DHA. ALA is a precursor for EPA and DHA, but the conversion is inefficient. Furthermore, a decrease in dietary consumption of (n-6) PUFA does not produce similar effects as an increase in (n-3) PUFA intake. Dietary characterization given as (n-6):(n-3) relationship should therefore be interpreted with caution. An example of this from this study is demonstrated when comparing Food 6 and Food 11. The foods had the same (n-6):(n-3) ratio, but for Food 6 ALA is the dominating (n-3) fatty acid and concentrations of EPA and DHA were very low, whereas for Food 11 levels of EPA and DHA were much higher (Table 1).

              Questo è un discorso estremamente importante che viene molto spesso trascurato o non compreso. Tra gli omega 3 si annovera anche l’ ALA (acido Alpha linoleico) da cui si ricava l’epa e il dha. Ora, senza andare troppo nel dettaglio, in realtà nel cane la conversione di epa e dha dal loro precursore (ALA) è estremamente inefficiente (si parla di un 10%), tanto che se occorre fornire dha per la salute degli occhi o per le funzioni cognitive, piuttosto che epa per contrastare infiammazioni si somministra direttamente un integratore che li contenga; il più comune è l’olio di pesce.
              E’ per questo che si parla di dosi di epa+dha nell’integrazione, piuttosto che di omega 3.
              Ad es the american college of veterinary nutrition suggerisce i seguenti valori per integrare:

              Dogs: 50 to 75 mg EPA + DHA (combined) per kg body weight

              vi rimando all’articolo intero perché molto interessante:

              https://todaysveterinarypractice.com/wp-content/uploads/sites/4/2016/08/TVP_2016-0910_NN-FattyAcids.pdf

              Ora tenendo in mente quello che ho evidenziato in neretto nella citazione precedente, leggete con attenzione questo:

              When recommending fish oil supplementation for a patient whose food already contains EPA and DHA, consider reducing the dose of supplemental fish oil. Some diets, such as those designed for skin or joint disease, contain significant quantities of EPA and DHA. With these diets, additional supplementation of EPA and DHA may exceed the NRC safe upper limit for a particular patient, and could be potentially harmful.

              On the other hand, not all diets or supplements that contain “omega-3 fatty acids” include EPA or DHA. Therefore, reading the ingredient list or supplement information is necessary. In many cases, it may be necessary to call a manufacturer to get the EPA, DHA, and ALA concentrations in a diet or supplement.

              e’ estremamente importante comprendere che in alcuni casi non occorre integrare o si rischia di eccedere provocando problemi al cane; è altrettanto importante capire che spesso il fatto che si dica che contiene una tot percentuale di omega3 non significa che il mangime contenga epa e dha.
              Questo concetto è importante per tutte quelle persone che non integrano pufa ritenendo che sia già presente nelle crocche. Come possiamo saperlo ?
              Beh intanto un mangime al pesce, con molto pesce sicuramente conterrà epa e dha, così un mangime con una discreta inserzione di olio di pesce. Se il mangime contiene però solo semi di lino (che fanno bene al cane per altri motivi ma sono ricchi di ALA per il nostro discorso) allora è più difficile che li contenga. Contattare la casa del mangime e chiedere spiegazioni sicuramente sarà utile.

              ad es:

              Omega3s-02-935×333

              in particolare

              research actually shows this is the case. Diets high in Linoleic Acid (LA), a primary omega-6 fat, can decrease ALA conversion by as much as 40%. Trans fats, which are the result of high temperature cooking, can also reduce the conversion of ALA to EPA and DHA.

              And high intakes of EPA and DHA and even ALA can decrease the conversion rate. So if you’re giving your dog a lot of fish oil, you could be limiting his ability to convert ALA into EPA and DHA. That’s right … his body will rely on that supply and stop trying to convert it.

              Teniamo presente che si stima che solo il 10% di ALA venga convertito in EPA e DHA.
              Il discorso qui si sposta sul microbioma del cane; in particolare le ricerche sono agli inizi ma i dottori Richard Patton e Holly Ganz hanno iniziato delle ricerche in proposito analizzando le feci di cani alimentati con diete differenti (una cruda e una ricca di amidi) e scoprendo che vi sono batteri che aiutano ad ottenere epa e dha dall’ALA. Il problema è che vi sono anche batteri che invece sono specializzati nel digerire amido; una dieta ricca di amidi promuove la loro proliferazione a scapito dei batteri buoni che scindono l’ALA.

              Considerando che una dieta ricca di amidi o di omega 6 riduce sensibilmente la capacità di ottenere epa e dha, occorre tenere presente tali fattori prima di dire che non c’è bisogno di integrare le proprie crocchette.
              Il discorso del microbiota non è da sottovalutare e riveste carattere importante anche nell’integrazione umana; ad es analizzando la flora batterica di persone magre e di persone grasse si è visto come essa cambi in maniera profonda. In particolare i ricercatori della facoltà di farmacia biomedica del Belgio hanno trovato nella flora batterica delle persone in sovrappeso una prevalenza di batteri accumulatori chiamati Firmicuti. Questi portano al sovrappeso in quanto sono coinvolti nella secrezione di enzimi che favoriscono l’accumulo di grasso e aumentano l’assorbimento dei nutrienti nel tratto intestinale (quando sono in giusta proporzione svolgono effetto benefico di farci digerire i grassi). Vi sono poi batteri che svolgono ruoli molto positivi (gli Akkermansia rafforzano le pareti intestinali e riducono le infiammazioni mentre i Lactobacillus che ben conosciamo evitano il colon irritabile e mantengono la pancia piatta). Non si tratta di evitare i batteri ‘cattivi’ in quanto anche essi svolgono un ruolo positivo quando non sono troppi ma di farli stare in equilibrio con i buoni.

              il dottor Antonio Moschetta, professore ordinario di medicina interna all’Università Aldo Moro di Bari spiega a tal proposito :

              Il trasferimento del microbiota intestinale da un soggetto obeso a uno magro, fa diventare quest’ultimo grasso. Al contrario, i batteri intestinali prelevati da un soggetto magro sono in grado di mantenere il soggetto ricevente magro. Inoltre, è stato osservato che gli individui obesi presentano una diversa composizione del microbiota intestinale rispetto a quelli di corporatura normale. Le variazioni riscontrate sono associate a un aumento dell’assorbimento intestinale di glucosio (zucchero) e quindi a un maggiore quantitativo di energia ricavata da cibi metabolizzati dai batteri e non digeribili per l’uomo. Questo comporta un incremento dei livelli di glucosio e di insulina nel sangue, che, a loro volta, facilitano l’aumento di adipe

              “.

              Terminata la breve digressione sul microbiota (che ho inserito x ribadire l’importanza di una integrazione con probiotici o meglio ancora sistemici), e tornando all’integrazione del mio cane, mi sono trovato difronte alla scelta di possibili integratori di omega 3.
              Senza farla troppo lunga, tralasciando ribes Pet, che è ricco di ALA ed omega 6, e va bene per problemi al manto del cane, ho deciso di iniziare un integrazione con olio di pesce da alternare con cozza verde in forma di estratto titolato tra qualche anno, e da sostituire infine con olio di calamaro se romeo arriva alla vecchiaia.
              Abbiamo già visto i problemi legati alla scelta di un buon olio di pesce, prendo in prestito le caratteristiche dal sito codepazze per non riscrivere a mano:

              Tenete conto sempre della certificazione IFOS che ne attesta l’assenza di metalli pesanti.
              Devono contenere solo trigliceridi naturali e non in forma etilestere.
              Deve essere libero da metalli pesanti.
              Deve avere un valore di EPA non inferiore a 400mg. e di DHA non inferiore a 200mg.
              Omega-3 in perle, che abbiano subito processi di distillazione, possibilmente ripetuti più volte, proprio per garantire la purezza del prodotto finale. Al contrario, olio di pesce, specialmente quello per animali, non subisce praticamente nessun tipo di controllo.
              Con l’olio liquido dovete prestare attenzione alle esposizioni a fonti di calore e ossigeno, quindi assicurarsi fondamentalmente che la conservazione e la somministrazione vengono effettuati correttamente.
              Usate solo quello ad uso umano quello specifico per animali, non subisce nessun tipo di controllo e non viene certificato.

              Aggiungo le caretteristiche da evitare prese da un altro sito:

              Products to Avoid
              •Oils with vitamin D or other compounds added. Unless you’re trying to add vitamin D to your pet’s diet on purpose, you should avoid fish oil with vitamin D added. You may find that even high-quality products contain ingredients like d-alpha tocopherol and/or rosemary extract to protect delicate fatty acids.
              •“Burpless” capsules. Your pets don’t need them and since they’re made for human stomachs, they may not dissolve as intended in a dog’s or cat’s stomach.
              •Cod liver oil. (olio di fegato di merluzzo) It’s different than regular fish oil and should not be used as a substitute.
              •Plant-source omega–3 supplements. Pets aren’t able to absorb these the way humans can. They’re not a substitute for fish oil.
              •Cheap fish oil capsules in large containers. Buy small containers and store them in the refrigerator! Use up the entire container in a couple of months, or at the latest, by the expiration date on the product label. Discard any product that has a strong fishy odor.

              Una cosa che viene sottovalutata spesso è che gli olii commerciali x cani, non necessitando delle stesse garanzie richieste x quelli ad uso umano, molto spesso sono pieni di metalli pesanti, il che provocherà problemi non banali al nostro cane. Ne sa qualcosa il dott. Peter Tobias che ha analizzato il pelo di migliaia di cani alimentati con olio di pesce commerciale ed ha trovato una forte correlazione con metalli pesanti. Egli ha appurato che il mercurio ed altre sostanze (come lo stronzio presente nelle sardine) erano all’origine di crisi di epilessia ed altri problemi cronici. La soluzione è semplice, bisogna prendere un olio certificato, possibilmente x uso umano, che abbia le caratteristiche sopra esposte se non si vuole correre rischi. La mia scelta è ricaduta su omegor vitality 500 che pagandolo 9 euro per 60 perle, con un protocollo di mantenimento di 3 perle a settimana, (come omega pet) mi viene a costare 6 centesimi al giorno, mentre con un integrazione giornaliera, 15 centesimi al giorno. Ovviamente un cane più grande necessiterebbe di dosi maggiori ma anche raddoppiando, o triplicando i costi, parliamo di cifre assai inferiori al prezzo di mezzo caffè…
              Questo non significa che un olio x cani sia necessariamente scadente, ma sarebbe bene informarsi presso la casa se vi sono analisi o certificazioni sulla purezza. Poiché non tutti i cani sopportano l’olio di pesce, ho iniziato dando un sacco di adult bite a romeo ed integrando 3 volte a settimana. Non appena il cane si è abituato, ho iniziato a darlo tutti i giorni. In pratica come il protocollo delle omega pet, ma al contrario. Tenendo presente che non vi sono studi sull’integrazione di lungo periodo del cane, perché uno studio del genere dovrebbe durare più di 15 anni (e che allo stato attuale non sono presenti problemi di salute specifici in Romeo), mi sono mantenuto su una singola perla (51mg di epa+dha per kg di peso metabolico) con un integrazione di 35 mg di EPA (per kg di p.m.) e 17 mg di DHA (per kg di p.m.) , per poi raddoppiare in futuro quando il cane diventerà ‘anziano’.
              in ogni cps di omegor 1000 sono presenti 10mg di vit E in forma di d-Alpha-tocoferolo (in una di omegor 500 la metà) quindi ben 15 UI di vit E (per farsi un idea una cps di “omega pet” ne contiene 0,55 mg, una dose 20 volte più bassa e sufficiente ad integrare il surplus di olio introdotto nella dieta del cane) . In un cane come romeo 15 Ui di vitamina E costituiscono una buona integrazione antiossidante, simile ad es ai 16mg contenuti nello zincogen pet.
              Ricordo per la vitamina E:

              Di tutti i fattori, il più importante per determinare i requisiti di vitamina E è la concentrazione alimentare di acidi grassi insaturi. Una dieta che contiene alti livelli di olio di pesce può causare un aumento da tre a quattro volte nel fabbisogno giornaliero di un gatto per l’alfa-tocoferolo.
              Poiché il contenuto PUFA delle membrane può essere alterato da grassi alimentari, non è sorprendente che il requisito dietetico di vitamina E è strettamente correlata alla concentrazione dietetica di PUFA. Quando il cane viene alimentato con una grande quantità di grassi polinsaturi viene contemporaneamente privato di tocoferoli, una quantità di 100 mg di alfa-tocoferolo per kg (45,5 mg per lb) della dieta può essere insufficiente per proteggere contro la formazione di lipofuscina (Hayes et al. 1969 ).
              Harris e Embree (1963) hanno proposto una dieta alfa-tocoferolo: rapporto PUFA (mg / g) pari a 0,6: 1, come minimo (che attualmente rimane il criterio minimo per calcolare la dose di vit E adottato dalla fediaf; 50 UI sufficienti a bilanciare 83 gr di grassi se non ricordo male), per la protezione contro la perossidazione dei PUFA. Questo è un passo verso una maggiore precisione nella determinazione dei requisiti di vitamina E per gli animali domestici. Dovrebbe essere compreso, tuttavia, che alcuni PUFA richiedono molto più vitamina E per contrastare gli effetti dannosi di altri. I PUFA derivanti da olio di pesce ad es, che contengono acido arachidonico (20: 4), acido docosapentaenoico (22: 5) e acido docosaesaenoico (22: 6) richiedono molto più vitamina E per la stabilizzazione della tipica integrazione di PUFA come l’acido linoleico (18: 2) e linolenico (18: 3) (McDowell, 2000). Più lunga è la catena di carbonio di un acido grasso e legami più doppi, maggiore è il fabbisogno di vitamina E.
              Il requisito minimo da integrare per contrastare i Pufa sarebbe compreso da circa 0,25-5 UI al giorno per un gatto, e da 1 a 20 UI al giorno per il cane di medie dimensioni.
              La determinazione dei requisiti vitamina E è ulteriormente complicata perché il corpo ha la capacità di immagazzinare sia la vitamina E che il selenio.
              Ricordo che entrambi gli antiossidanti si influenzano reciprocamente.
              Un metodo più appropriato per fornire quantità sufficienti di vitamina E è seguire la raccomandazione AAFCO di aggiungere 10 UI di vitamina E, al di sopra del fabbisogno di vitamina E, per grammo di olio di pesce per kg di dieta (4,55 IU per g per lb di dieta) .
              Ricordo inoltre che: La vitamina E sembra allungare la durata della vita (Strombeck, 1999).
              Quando ad es. agli animali è somministrata la vitamina E da giovane età, l’insorgenza di alcuni problemi legati all’età, come la cataratta, il cancro, le malattie cardiovascolari e diminuita funzione immunitaria rallenta.
              Raccomandazioni riguardanti i tassi degli antiossidanti al giorno per cani e gatti di vitamina E, vitamina C e beta-carotene sono stati suggeriti da Parr (1996). Ad esempio, il livello supplementare giornaliera di vitamina E per 13,6 kg (30 lb) cane è di 90 UI e per 2,7 kg (6 lb) gatto è 18 UI.
              E’ un indicazione ormai datata, ma cade a pennello sul peso di Romeo :D .
              La vitamina E ha un ampio margine di sicurezza negli animali, e poche informazioni sono disponibili per le considerazioni di tossicità per cani e gatti. Rispetto alla vitamina A e alla vitamina D, studi sia acuti e cronici su animali hanno dimostrato che la vitamina E è relativamente non tossica, ma non del tutto priva di effetti indesiderati. Infatti, il prolungato consumo eccessivo di tocoferolo può avere un effetto deprimente sull’assorbimento delle altre vitamine liposolubili, e le dosi straordinarie parenterale (da 100 a 200 mg per kg al giorno; 45,5 a 90,0 mg per libbra) in gattini hanno indotto epatosplenomegalia e morte (Ralston Purina, 1987).
              .

              2 utenti hanno ringraziato l'autore per questo post.
              #272217

              ela
              Moderatore
              • Località: Pavia
              • Genere: Femmina
                • @ela

                Quel sarò breve è bellissimo :rotfl:
                Mi leggo tutto appena ho “un minuto” intanto ti ringrazio!

                1 utente ha ringraziato l'autore per questo post.
                #272228

                ela
                Moderatore
                • Località: Pavia
                • Genere: Femmina
                  • @ela

                  Ho letto! Non tutti gli articoli allegati, ma ho letto.
                  Interessante l’Omegor e la riflessione sui prodotti specifici per cani. In genere si tende a fare il contrario e preferire integratori o farmaci per cani invece che per uso umano. Io l’ho sempre ritenuto business od eccessiva cautela da parte dei veterinari, ma anche scarsa documentazione sulla reale assimilazione dai diversi metabolismi… Diciamo che la verità sta un po’ nel mezzo e l’olio di pesce è olio di pesce… io stessa mi “scontro” con il concetto ed ad esempio mi è stato vivamente sconsigliato l’utilizzo di Bosart su cani che ospito. Con i miei cani sono ovviamente più libera di sperimentare e sicuramente farò la prova omegor vs omega pet :p

                  Anche io integro al contrario, cioè parto da 2 o 3 volte a settimana per incrementare in caso di bisogno, se non vedo intolleranze.
                  Nell’ultimo anno ho integrato omega pet, come dicevo nell’altro topic, in media 2 o 3 volte a settimana sui cani sani (che poi sani è un parolone, ognuno ha la sua magagnetta) a cicli, a seconda di cosa mangiavano. Ho trovato sicuramente giovamento per quanto riguarda il pelo (più folto, più morbido, meno incline a cadere in quantità industriali). Siccome tre delle mie quattro femmine “sane” hanno problemi oculari (cheratite pannosa) ho visto anche un arresto della progressione della patologia, ma non so sinceramente quali e quanti fattori possano concorrere, senza contare che seguo anche una terapia omeopatica per il mantenimento… però è una cosa che ho notato.
                  Di recente ho deciso di turnare diversamente l’alimentazione di tutti, turnazione che mi porterà a sospendere per periodi più lunghi le integrazioni omega3 (ed insieme a testare invece un rapporto più spinto 3/6 per Cassio nello stesso periodo, ma dirò in altro topic), quindi testerò e capirò se ci saranno differenze visibili.

                  #272234

                  Merlino
                  Moderatore
                    • @merlino

                    per i problemi oculari scegli un olio sbilanciato a favore del dha; tipo omegor dha (titolato al 75% in dha), o similare; ma anche olio di calamaro o di alghe.
                    Ricordati di fare i calcoli per controllre una dose ‘giusta’ per i tuoi pelosetti;
                    dalla foto fanno sciogliere il cuore :love:
                    se ne avrai bisogno ti darò una mano volentieri.
                    Tienimi aggiornato.

                    1 utente ha ringraziato l'autore per questo post.
                    ela
                    #272242

                    shasathedog
                    Utente
                    • Località: Veneto
                    • Genere: Maschio
                      • @shasathedog

                      ciao,
                      discussione molto tecnica ed interessante.

                      integro crokke metropets (4 sacchi di bufalo&sgombro poi 2 sacchi di sallmone e patate) con un spruzzata di olio grizzly, un barattolo di fila 2 volte all’anno.
                      la mia è una femmina di pastore tedesco giovane e magra, sana e senza patologie, vorrei sapere se è bene integrare casomai con condrotina, gllucosamina + msm o se è inutile in assenza di necessità.

                      1 utente ha ringraziato l'autore per questo post.
                      #272252

                      Merlino
                      Moderatore
                        • @merlino

                        Il pastore tedesco come saprai è portato geneticamente a soffrire di displasia. Tu non puoi agire sui fattori genetici dovendoti affidare al lavoro dell’allevatore, ma puoi agire sugli altri fattori di rischio.
                        Nel tuo caso ti trovi un pastore tedesco giovane e magro che non ha problemi di salute, il che vuol dire che sei sulla buona strada. Quello che mi sento di consigliarti è di tenerlo magro, ma muscoloso. Il che vuol dire esercizio regolare ma non eccessivo, ne traumatico. Regola il cibo, non troppo o ingrassera’ quindi occhio anche all’olio di pesce che è calorico. Mantieni le ciotola rialzata da terra. Che non abbia un quantitivo alto di calcio ed abbia un buon rapporto di pufa, oltre ad una discreta quantità di omega 3 (non so quanto ne contiene, ma ti converrebbe fare 2 calcoli, e vedere se servono 2 spruzzate). Ti consiglio in mancanza di zoppia, se il tuo cane non è allergico ai crostacei, di integrare con 500/750mg di estratto di cozza verde che abbia un buon contenuto di glicosaminoglicani. L’ideale sarebbe il lyprinol, ma nel tuo caso è troppo espansivo visto il peso del cane, prendi un buon integratore, non costano molto e puoi darlo anche 3 volte a settimana o in alternativa all’olio di pesce. A primavera e autunno puoi fare dei cicli di zincogen pet visto che i valori di zinco e selenio sono bassi oppure integrare con aloe che è antinfiammatorio. Osserva sempre come cammina, se col tempo noti anche segni leggeri di zoppia o che mette le zampe in maniera strana (sofferenza) , parti con i cicli
                        di condroprotettori che puoi fare x tutta la vita del cane. Ma se il cane non da segni, io procederei con integrazione di pufa e perna canaliculus (più economica dei condroprotettori che darei solo nei primo anno di vita e riprenderei in vecchiaia del cane) e un regolare esercizio cercando di mantenerlo magro.

                        1 utente ha ringraziato l'autore per questo post.
                        #272263

                        shasathedog
                        Utente
                        • Località: Veneto
                        • Genere: Maschio
                          • @shasathedog

                          uau!! Completissimo. quindi riepilogo:

                          – Olio grizzly: http://www.grizzlypetproducts.eu/it/prodotti/ ok ma attenzione che è grasso.
                          – Integratore 500/750 estratto cozza verde: 3 volte a settimana, cicli primavera e autunno — consigli un prodotto? tanto per avere un riferimento…
                          – Zincogen pet – cicli primavera e autunno – 1 al giorno?
                          – Condoprotettori consigliati solo cucciola e vecchiaia in assenza di patologie o zoppia.

                          *** il cane è giovane, magra e sana, discretamente in forma — in questo momento prende olio di pesce grizzly, potresti dirmi cosa pensi di questo in alternativa?
                          https://www.amazon.it/Omega-2000mg-Morbido-Capsule-Grassi/dp/B06XFVHNBQ/ref=sr_1_1_sspa?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=2S4596F76JUQF&keywords=olio+di+pesce+omega+3+capsule&qid=1552645026&s=hpc&sprefix=olio+di+p%2Chpc%2C161&sr=1-1-spons&psc=1

                          il veterinario durante la crescita mi aveva consigliato questo prodotto:
                          http://www.dinamys-sas.com/a27_articola.html
                          cosa ne pensi a riguardo? essendo che ne ho ancora molte pastiglie non so se conservarle, somministrarle o meno.

                          #272281

                          Merlino
                          Moderatore
                            • @merlino

                            Non mischiare mai le integrazioni in un cane sano se è possibile (nel senso di non dare più prodotti contemporaneamente) e ciclale sempre (fa pause in cui non dai niente); Ricorda che in un cane sano si integra poco e niente, anzi spesso sono gli integratori a creare problemi. E’ molto più saggio spendere un po’ di più in una buona crocchetta che spendere in integratori.

                            Cerca solo di bilanciare l’integrazione di pufa se ne hai bisogno, perché si può tranquillamente prendere una crocchetta povera ed integrare a parte; conosci la quantità di omega3/6 delle tue crocche ? quanto pesa il tuo cane e quanti anni ha ?
                            Noto con piacere che alcuni mangimi esprimono la quantità di epa e dha, ad es:
                            https://www.pacopetshop.it/brit-care/4189-brit-fresh-adult-large-pesce-con-zucca-per-cani.htm
                            L’olio grizzly ogni quanto glielo dai (tutti i giorni, una volta a pasto ? ogni quanto lo interrompi ?) ? di che dimensioni è il diffusore (nel senso di quanti ml di olio a spruzzo)?
                            L’olio di pesce di cui mi parli è abbastanza scarso di qualità e ciò si rispecchia nel prezzo (22 euro 200 dosi), io terrei il grizzly o tuttalpiù penserei all’omegor ( il vitality 500 ti costerebbe come quell’olio, sarebbe leggermente più scarso ma con una qualità molto alta. Se decidi di integrare olio di pesce da un buon integratore).
                            La cozza verde puoi alternarla all’olio di pesce (non in primavera e autunno ma sempre) un giorno uno, e un giorno l’altro; iniziando con poco per vedere se il tuo cane la tollera (ne svuoti mezza cps nel cibo, poi se il cane reagisce bene una cps da 500 mg a al giorno, non a pasto; 3 volte a settimana in alternativa all’olio di pesce) . Molto dipende dalle caratteristiche del mangime che somministri, potresti anche non aver bisogno proprio di integrare oppure integrare 3 volte a settimana solo olio grizzly o solo perna..
                            Col tempo imparerai che alcuni integratori funzionano di più sul tuo cane ed altri di meno, per capirlo però devi sperimentare.
                            In genere in primavera ed autunno si usa somministarre un integratore al cane per aiutarlo (una volta puoi provare zincogen pet, un altra un probiotico, tipo florentero, un altra gel aloe, un alga etc etc). Devi però dargli il tempo di fare effetto, alcuni integratori vanno dati per 10/20 gg altri per mesi (almeno due/tre mesi per i pufa) e devi scegliere un solo integratore per la stagione.
                            Ci sono cani cani ad es che hanno bisogno di cicli di probiotici e cani che non ne hanno mai bisogno.

                            per la perna il lyprinol è il top ma puoi anche vedere:

                            https://www.sanct-bernhard.it/it/capsule-alle-cozze-verdi-per-cani
                            https://www.vitalabo.it/zeinpharma/perna-canaliculus-gag-54

                            Il prodotto che ti ha consigliato il veterinario non specifica le titolazioni; quelle piante sono efficaci solo se si utilizzano gli estratti titolati in determinate concentrazioni e comunque le piante hanno effetti collaterali non indifferenti, io non le darei ad un cane sano che non ha infiammazioni, considera l’olio grizzly o le cozze verdi come una loro alternativa meno invasiva, sempre che ci sia la necessità di somministrarlo.
                            ti abbraccio

                            1 utente ha ringraziato l'autore per questo post.
                            #272313

                            Admin
                            Admin
                            • Genere: Maschio
                              • @admin

                              OFF TOPIC: molto interessante quel Brit Fresh Fish, anche in rapporto al prezzo… bella scoperta

                              #272396

                              Merlino
                              Moderatore
                                • @merlino

                                Aggiungo uno studio interessante su cani con disturbi comportamentali d integrazione di omega 3, magnesio e zinco preso da vetjournal:

                                https://www.vetjournal.it/item/26527-ruolo-degli-integratori-nei-disturbi-comportamentali-canini.html

                                Riporto infine un notissimo studio effettuato su 200 diete casalinghe x cane. Alcune delle quali prese da libri veterinari. Il 95% era sbagliato. Solo 9 soddisfavano i criteri aafco, e solo 5 quelli dell’nrc.
                                Questo per rimanere in tema di casalinga integrata in maniera non idonea (praticamente 9 su 10) :

                                https://www.vetjournal.it/item/26517-dieta-casalinga-per-animali-domestici.html

                                Le cose non vanno meglio in questo recentissimo studio su 60 prodotti di carne cruda destinata alla dieta barf:

                                https://www.vetjournal.it/item/26516-dieta-a-base-di-carne-cruda-nel-cane-nasconde-delle-insidie.html

                                2 utenti hanno ringraziato l'autore per questo post.
                                #272402

                                ela
                                Moderatore
                                • Località: Pavia
                                • Genere: Femmina
                                  • @ela

                                  Sarò scettica, ma i disturbi “migliorati” nello studio potevano essere benissimo frutto di carenze alimentari e dunque segno di malessere (la paura dubito onestamente, ma forse alcuni atteggiamenti venivano letti non troppo bene dai proprietari? :rolleyes: )

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