Famiglia o branco? costruire il rapporto con il cane

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Questo argomento contiene 138 risposte, ha 26 partecipanti, ed è stato aggiornato da  fubiano 1 mese, 1 settimana fa.

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  • #1609

    angelica
    Admin
      • @angelica

      Hai ragione Cesarway, il punto è proprio l’istinto.. perché a documentarsi accuratamente leggendo lo scibile sul mondo animale si giunge alla conclusione che l’etologia cinofila è basata sull’aria fritta!!!
      Ma anche usare l’istinto non è uno scherzo… dovremmo aprire un forum su ascesi e meditazione!!! :lol:

      Ciao Luca(il simbolo del copyright non lo trovo sulla tastiera….)!
      Il fatto che Mya si fermi e si sieda non vuol dire necessariamente che ha paura. Se si infila la coda tra le zampe e spinge per tornare a casa allora è più probabile che sia traumatizzata da qualcosa ma se si limita a bolccarsi in presenza di persone e rumori strani magari è solo confusa.
      Bisogna anche considerare dove abiti: se sei in centro città il numero di persone e il tipo di rumori sono sicuramente difficili da gestire per un cucciolo di corso(rispetto ad esempio alla spiaggia, dove gli spazi sono più ampi, le persone di meno o comunque più sparse, i rumori “strani” affievoliti..).
      da come la descirvi non mi sembra una cosa grave,se perseveri a portarla fuori si abituerà, soprattutto se nel frattempo migliorerà la vostra intesa: quando si fiderà completamente di te,ti si affiderà nei momenti di confusione, e a te basterà un cenno per riportarla alla tranquillità.

      #1614

      espada
      Utente
        • @espada

        quando la porto fuori Mya tende a non volersi allontanare da casa. sembra un segugio che annusa tutto e non ne vuole sapere di passeggiare a modo.

        leggendo con interesse quelli che sono i segnali calmanti ne ho dedotto che, forse, ha paura e vuole restare il più vicino a casa soprattutto quando sente rumori o vede gente.

        caro Luca, ti dico anche la mia: i “segnali” (tutti, anche quelli che non sono calmanti) vengono impiegati dal cane per comunicare qualcosa a qualcuno… oppure a sè stesso!

        annusare per terra, per esempio, per la mia limitata (nel tempo: 2 anni – anche se in questi due anni ho cercato di osservare qualche centinaio di cani) esperienza ti dico che ho visto spesso usare questo “segnale calmante” quando il cane è tra altri cani, mentre invece non l’ho visto usare per tranquillizzare sè stesso oppure il padrone/conduttore che lo porta in passeggiata.

        probabilmente l’ambiente in cui Mya è inserita non è ancora per lei abbastanza familiare, quindi usa l’olfatto (e devi essere contento che usi questo senso! nella gerarchia sensoriale per il cane dovrebbe essere al primo posto, seguito dalla vista, dal gusto e solo successivamente dall’udito – diversamente dagli uomini che usano nell’ordine vista, udito, tatto, olfatto, gusto) per esplorare la zona e capire cosa può aspettarsi di trovarci (specialmente gli odori di altri cani, gatti, eventuali topi, scoiattoli, ecc.)

        soprattutto a quell’età, a mio avviso, è naturale e giusto che lo faccia ogni volta che ne sente la necessità.

        crescendo invece sarà utile nelle situazioni in cui effettivamente ci sia bisogno di esplorare… mentre invece dovrà stare a testa alta nelle situazioni di normalità!

        ti propongo un accorgimento che puoi sperimentare, munito di (tutte cose che comunque ti serviranno):

        1 collare (non a strangolo/semistrangolo specialmente se non hai la necessaria esperienza per usarli)
        1 pettorina (per la morfologia del Corso secondo me il modello “svedese” a V è quella anatomicamente più idonea)
        1 guinzaglio da addestramento (quello che sembra una lasagna lunga 2 metri, con tanti anelli di lato ed un piccolo moschettone secondario all’altro capo, da agganciare a detti anelli)

        utilizzando la pettorina ed il guinzaglio da addestramento farai sentire più “libero” il cane, quindi alleggerito da tale pressione mentale troverà da solo rapidamente la giusta distanza da te e coordinerà il suo passo con il tuo (si avvicinerà spontaneamente e ti camminerà a fianco, considerando che è un molosso)

        in altre circostanze, quando vorrai che “si fidi” di te indipendentemente dalla sua curiosità/bisogno di esplorare, aggancerai il piccolo moschettone secondario al collare, mentre il moschettone principale lo aggancerai alla pettorina.

        la trazione dovrà essere improntata sulla pettorina, quindi il capo del guinzaglio tra la tua mano ed essa dovrà essere leggermente più corto (se il cane tira, va in trazione solo questo capo).

        quando il cane si mette naso a terra e non lo tira rapidamente su, oppure se si distrae, cerca di andare da un’altra parte, ecc. darai un leggero e rapido strattone al capo del guinzaglio collegato al collare: in questo modo il segnale “correttivo” gli arriverà chiarissimo e senza sollecitazione eccessiva sul suo collo!

        ciao

        #1615

        Anonimo

          Scusate l’OT. ma oggi per la prima volte dopo la morte di Hassia, Hermes si è seduto sul posto di comando, non c’era mai salito nessuno all’infuori di lei (il posto di comando è il tavolo di cemento che sta in giardino, li si ci sdraiava solo Hassia!!)si è reso conto che adesso la responsabilità è tutta sua!! :cheer:

          :) fantastico!!! :)

          #1616

          Anonimo

            la mia esperienza mi suggerisce che per ricondurre il cane ad un diverso comportamento, quando sbaglia, hai sempre almeno due possibilità:

            1) minacciarlo/intimidirlo/costringerlo/inibirlo

            2) tranquillizzarlo e dargli la possibilità di capire

            Beh… mi pare riduttivo… non trovi?
            Detta così è un po’ come tirarla: “o lo tratti male… (minacce costrizioni e intimidazioni) oppure dargli la possibilità di capire….”.
            Che poi è dire tutto e niente… Nel senso che io che ti conosco so cosa vuoi dire quando affermi “tranquilizzarlo e dargli la possibilità di capire…” ma non è univoco ciò che scrivi.

            Io provo a dire la mia: il cane ha senza dubbio la capacità di capire… sì ma cosa??? Quello che vuole? Ha un “imperativo morale”?
            Non credo proprio…. Il cane agisce d’istinto… Ora l’istinto del cane non può essere sempre “politically correct”; in altre parole: in natura qualsiasi cosa faccia “è giusta” nel senso che si assume le sue responsabilità: se fa una cazzotta qualcun altro glielo farà capire, con le buone o con le cattive (senza tanti convenevoli e senza filtri sociali umanoidi).
            Ma nel “nostro” mondo, nel mondo di noi umani, pieni di regole e convenzioni lui è “estraneo”. Il nostro modo (imperativo a mio giudizio) di farlo sentire a suo agio e comportarsi “bene” ma senza stress e senza complicazioni (ovvero sentirsi dire NOOOOO!!!! ogni 3 secondi) è abituarlo a capire che siamo noi a gestire tutto, tutte le situazioni: questo comporta un lavoro non facile, non troppo breve e nemmeno privo di qualche momento di confronto “aspro” se serve. Del resto, come noi, anche loro, i nostri amati amici quadrupedi possono essere testardi! :)

            difficilmente usiamo la parola “NO” o similari… generalmente basta uno sbadiglio o un naso all’insù… qualora non sia sufficiente, un bel grugnito (tipo schiarirsi forte la voce “UHMMM UHMMM”) funziona sempre… questo ce l’ha insegnato Eddington quando ci ha manifestato il suo disappunto!
            :-D

            Come ho avuto modo altre volte di dire non escludo assolutamente che sia possibile interagire con i cani attraverso l’uso dei cd “segnali calmanti”… (non esagerando sulla fiducia, però, che questi possano essere sempre “capiti” universalmente da tutti i cani).

            Ciò che non condivido, però, è escludere (anche solo nelle intenzioni) l’atteggiamento della correzione. La correzione deve essere presente nell’educazione del cucciolo e del cane adulto poi. Deve poter contenere ogni volta che serve un sonoro “NO!” verbale e fisico…

            #1618

            espada
            Utente
              • @espada

              Ciò che non condivido, però, è escludere (anche solo nelle intenzioni) l’atteggiamento della correzione. La correzione deve essere presente nell’educazione del cucciolo e del cane adulto poi. Deve poter contenere ogni volta che serve un sonoro “NO!” verbale e fisico…

              grazie per la precisazione!
              :)
              non volevo assolutamente dire che non si deve correggere il cane!

              anche lo sbadiglio e il brontolio/grugnito sono correzioni, a mio avviso più dog-friendly, ma che comunque significano ugualmente “aoh, te stai a sbajià! e me stai pure a rompe…”
              :silly:

              a parte gli scherzi, sono d’accordo con te e non potrebbe essere diversamente… se il cane non intraprendesse mai l’azione giusta (per me), come potrei approvargliela?
              ovvio che se intraprende quella sbagliata (sempre per me: anche in questo caso condivido la tua osservazione) per fargli capire che la disapprovo devo usare un correttivo, che sia al contempo efficace e per quanto possibile non “deprimente”.

              vedi che anch’io avevo proposto un correttivo tramite collare?

              quando il cane si mette naso a terra e non lo tira rapidamente su, oppure se si distrae, cerca di andare da un’altra parte, ecc. darai un leggero e rapido strattone al capo del guinzaglio collegato al collare: in questo modo il segnale “correttivo” gli arriverà chiarissimo e senza sollecitazione eccessiva sul suo collo!

              spero di non sembrare un buonista… ma tanto meno vorrei passare per un ingenuo illuso!
              ;)
              ciao

              #1621

              luca
              Utente
                • @luca

                quando la porto fuori Mya tende a non volersi allontanare da casa. sembra un segugio che annusa tutto e non ne vuole sapere di passeggiare a modo.

                leggendo con interesse quelli che sono i segnali calmanti ne ho dedotto che, forse, ha paura e vuole restare il più vicino a casa soprattutto quando sente rumori o vede gente.

                caro Luca, ti dico anche la mia: i “segnali” (tutti, anche quelli che non sono calmanti) vengono impiegati dal cane per comunicare qualcosa a qualcuno… oppure a sè stesso!

                annusare per terra, per esempio, per la mia limitata (nel tempo: 2 anni – anche se in questi due anni ho cercato di osservare qualche centinaio di cani) esperienza ti dico che ho visto spesso usare questo “segnale calmante” quando il cane è tra altri cani, mentre invece non l’ho visto usare per tranquillizzare sè stesso oppure il padrone/conduttore che lo porta in passeggiata.

                probabilmente l’ambiente in cui Mya è inserita non è ancora per lei abbastanza familiare, quindi usa l’olfatto (e devi essere contento che usi questo senso! nella gerarchia sensoriale per il cane dovrebbe essere al primo posto, seguito dalla vista, dal gusto e solo successivamente dall’udito – diversamente dagli uomini che usano nell’ordine vista, udito, tatto, olfatto, gusto) per esplorare la zona e capire cosa può aspettarsi di trovarci (specialmente gli odori di altri cani, gatti, eventuali topi, scoiattoli, ecc.)

                soprattutto a quell’età, a mio avviso, è naturale e giusto che lo faccia ogni volta che ne sente la necessità.

                crescendo invece sarà utile nelle situazioni in cui effettivamente ci sia bisogno di esplorare… mentre invece dovrà stare a testa alta nelle situazioni di normalità!

                ti propongo un accorgimento che puoi sperimentare, munito di (tutte cose che comunque ti serviranno):

                1 collare (non a strangolo/semistrangolo specialmente se non hai la necessaria esperienza per usarli)
                1 pettorina (per la morfologia del Corso secondo me il modello “svedese” a V è quella anatomicamente più idonea)
                1 guinzaglio da addestramento (quello che sembra una lasagna lunga 2 metri, con tanti anelli di lato ed un piccolo moschettone secondario all’altro capo, da agganciare a detti anelli)

                utilizzando la pettorina ed il guinzaglio da addestramento farai sentire più “libero” il cane, quindi alleggerito da tale pressione mentale troverà da solo rapidamente la giusta distanza da te e coordinerà il suo passo con il tuo (si avvicinerà spontaneamente e ti camminerà a fianco, considerando che è un molosso)

                in altre circostanze, quando vorrai che “si fidi” di te indipendentemente dalla sua curiosità/bisogno di esplorare, aggancerai il piccolo moschettone secondario al collare, mentre il moschettone principale lo aggancerai alla pettorina.

                la trazione dovrà essere improntata sulla pettorina, quindi il capo del guinzaglio tra la tua mano ed essa dovrà essere leggermente più corto (se il cane tira, va in trazione solo questo capo).

                quando il cane si mette naso a terra e non lo tira rapidamente su, oppure se si distrae, cerca di andare da un’altra parte, ecc. darai un leggero e rapido strattone al capo del guinzaglio collegato al collare: in questo modo il segnale “correttivo” gli arriverà chiarissimo e senza sollecitazione eccessiva sul suo collo!

                ciao[/quote]
                tutto molto interessante.

                Mya ha sempre avuto un collare (non a strangolo) poi quando ho visto che uscendo tendeva a fermarsi troppo spesso o a tirare verso casa avevo preso uno di corda a strangolo. ma vedendo che serviva a poco e data la sua e tà e non volendo stressarla troppo lo subito rimesso da parte.
                adesso proverò la pettorina ed il guinzaglio da addestramento. in realtà lo avevo visto ma non sapevo come funzionasse.

                in questi giorni la sto osservando con attenzione, oggi per esempio siamo usciti. già dal momento in cui le infilo il guinzaglio si blocca dentro casa mettendosi seduta o addirittura sdraiata. poi ancor prima di superare il ciglio della porta inizia a grattarsi e a sgrullare il capo.

                quando usciamo tende spesso a bloccarsi e a sedersi. anche quando cammina si volta per controllare alle sue spalle. questo anche ieri sera quando in strada non c’era nessuno. sgrulla spesso il capo e si gratta in continuazione (mentre in casa lo fa davvero di rado).

                se vede qualcuno non c’è verso di farla camminare. si siede e lo fissa con la coda abbassata mentre le orecchie sono dritte ed ogni tanto ne abbassa solo una.

                oggi è passata una signore. all’inizio correva verso di lei come per farle le feste, forse l’ha scambiata per mia suocera, infatti quando la signora si è avvicinata lei si è ritirata e si nasconde dietro di me facendo un verso simile ad un pianto.

                quando invece usciamo in altri luoghi anche affollati come il centro (io vivo in una zona tranquilla) dove c’è tanta gente e cani è molto più tranquilla. non si spaventa quando passano le auto ed anche quando un giorno qualcuno ha fatto esplodere dei botti molto forti lei voleva solo tornare a casa senza fare chissà che e quando eravamo dentro si era messa vicino a me seduta senza fuggire o tentare di nascondersi.

                adesso proverò con pettorina collare e guinzaglio dandole una leggera strattonata quando vedo che inizia a bloccarsi e sedersi. non voglio forzarla. so che deve imparare da sola a non aver paura, e visto che anch’io seguo CM ed ho letto il suo libro, oggi ho provato a seguire un suo consiglio con cani spaventati e cerco di sollevarle la coda con gentilezza quando vedo che la mette in mezzo alle gambe per cercare di infonderle più serenità, oppure la elogio con affetto quando vedo alcuni momenti di pura serenità, come stamattina quando per un momento ha iniziato a correre giocando con le foglie portate via dal vento con la coda alzata.

                #1625

                espada
                Utente
                  • @espada

                  adesso proverò la pettorina ed il guinzaglio da addestramento. in realtà lo avevo visto ma non sapevo come funzionasse.

                  scusami Luca, mi occorre precisare: l’esercizio che ti ho proposto è un MIO uso del guinzaglio da addestramento, ma non è l’uso “canonico”.

                  proprio i diversi anelli che lo compongono, unitamente al piccolo moschettone, consentono di allungarlo/accorciarlo in funzione delle necessità dell’esercizio, così come puoi metterlo a tracolla (tipo “postino”) per portare il cane al tuo fianco mantenendo entrambe le mani libere, ecc.

                  è uno strumento da usare in addestramento, non è nato per la passeggiata ed occorre precisare che al massimo allungo supera i 150cm consentiti dalla legge!

                  #1626

                  espada
                  Utente
                    • @espada

                    altri accorgimenti che possono infondere sicurezza nel cane sono proposti dal metodo TTouch:
                    – esercizi di “condotta assistita” (con l’ausilio di alcuni strumenti come halti, guinzaglio bilanciato, ecc.)
                    – prove di gestione del proprio corpo nello spazio (superando piccolissimi ostacoli, pavimento a rete, labirinto, ecc.)
                    – bendaggi
                    – toccamenti/manipolazioni

                    ho acquistato il libro di Linda Tellington Jones ma non ho ancora avuto la possibilità di frequentare un workshop… quindi posso solo dire le mie prime sensazioni intuitive: qualche accorgimento mi sembra molto interessante, ma non mi aspetterei miracoli!

                    #1632

                    peter-parker
                    Utente
                      • @peter-parker

                      complimenti: hai sperimentato e valutato riscontri oggettivi!
                      questo è il metodo che dovremmo seguire tutti, sempre però avendo chiari gli obiettivi perseguiti.

                      grazie, attendo con trepidazione la prossima puntata!

                      Non farmi passare però per uno che ne capisce, mi raccomando!
                      L’incontro con il SIUA ha sfondato il muro della mia pigrizia…mica mi ha fatto diventare un addestratore!
                      Se avrò il piacere di conoscerti/vi vedrài che non siamo affatto ben educati! Che utilizzo il NO! che varco le soglie per primo…

                      Infatti nei prossimi post visto che il riassunto degli ultimi sei mesi è concluso scriverò di quelli che sono i problemi del momento.

                      #1636

                      espada
                      Utente
                        • @espada

                        siamo tutti sperimentatori, auspicabilmente, alla ricerca del bene dei nostri compagni quadrupedi!

                        la verità in tasca nessuno ce l’ha, nè l’interesse a fare proselitismo.
                        :-)

                        #1674

                        peter-parker
                        Utente
                          • @peter-parker

                          @luca
                          Fatta eccezione per la coda fra le gambe i comportamenti di Mya li ho già vissuti tutti.
                          Inizialmente ho reagito come te durante la gestione del cane al guinzaglio:
                          -strattoni
                          -aspettarlo
                          etc…

                          Poi ho cambiato approcio mentale alla passeggiata:
                          -deve essere un momento divertente e stimolante per il cane
                          -deve essere una parentesi rilassante per me
                          di conseguenza:
                          -non esiste un percorso da completare
                          -non esiste un tempo da rispettare meticolosamente
                          -non passeggiamo per esibirci ma per divertirci
                          così:
                          -non mi arrabbio se non rimane al fianco anzi ho allungato il guinzaglio per dargli maggiore autonomia
                          -gli concedo tutti i zig-zag che vuole mentre decido la macro-direzione
                          -aspetto che si stanchi di tirare nella direzione opposta e lo richiamo a me premiandolo

                          e poi è un cucciolo, se non scopre il mondo adesso con l’olfatto quando lo deve fare?

                          Per il guardarsi alle spalle… lo faceva anche Tex (tranne quando si usciva tutti e 3) ha smesso da solo, forse perchè è aumentata la sicurezza in sè.

                          Scrivo senza la pretesa di dare consigli solo perchè è capitato anche a me e tutt’ora mica sempre riesco a fare quello che ti ho scritto…

                          #1688

                          Anonimo

                            Dunque, vorrei dare anch’io il mio contributo a questo argomento interessantissimo e in continua evoluzione. Secondo me una ricetta sicura non c’e’. Le linee guida ci possono aiutare ma molto dipende dal carattere del cane e dallo stile di vita, dai primi giorni fino ad arrivare a quando lo abbiamo preso con noi. Io non ho memoria di essere stata mai senza un cane in famiglia. Cani grandi sopratutto: pastori tedeschi principalmente, ma anche rott, dobermann, corso, e vari meticci.Per anni mi sono basata sul metodo capobranco- dominante. Non troppe coccole perche’ il capo e’ il capo, gioco quando voglio io, mangiare idem e potrei continuare cosi’ con molti altri esempi, Passo prima io e poi il cane. Poi ho cominciato a riflettere…Ma il cane deve per forza aver paura di me per rispettarmi? Perche’ mi ero accorta che la mia Furia, femmina di corso (il nome l’aveva scelto mio marito ma non rispecchiava per niente il carattere dolcissimo e timoroso) mi temeva, e non sono mai riuscita modificare questo comportamento.Con questa cucciola ho volutamente cambiato metodo per vedere se riuscivo ad associare ubbidienza e fiducia.Un aiuto prezioso l’ha dato l’altra mia compagna di vita: una jack russell di nove anni. Non ho dovuto faticare perche’ la piccola segue tutto quello che fa l’altro cane che e’ ben educato e non stressato. Ho buttato il collare a strozzo e la passeggiata e’ diventata un momento di gioco e divertimento per tutti. Lascio il cane libero di giocare quando vuole,generalmente mangia prima di me e passa dalle porte prima o anche dopo di me e quando dico no e’ no,senza traumi.I risultati sono gli stessi degli altri cani solo con meno stress, sia per me che per i cani. Naturalmente e’ solo una mia opinione e mi scuso se ho scritto un libro ma e’ argomento che mi sta a cuore.

                            #1710

                            espada
                            Utente
                              • @espada

                              I risultati sono gli stessi degli altri cani solo con meno stress, sia per me che per i cani.

                              grazie Nadia, anch’io penso che ci siano tanti modi per ottenere buoni risultati “visibili” (ciò che il cane fa, come si comporta) e che la differenza la facciano i risultati “non visibili” (lo stato d’animo del cane).

                              anch’io penso che per il cane sia fonte di stress tutto ciò che non capisce… però in ciò, per dirla tutta, dobbiamo considerare sia le inibizioni/costrizioni irragionevoli, sia le nostre pretese che lui possa applicare ragionamenti logici o analogici per interpretare situazioni innaturali!
                              :-)

                              ciao

                              Alessio

                              #1711

                              Anonimo

                                Non sono sicura di aver capito cosa intendi Alessio, puoi chiarirmi il tuo pensiero? Grazie

                                #1726

                                espada
                                Utente
                                  • @espada

                                  dicevo che sono d’accordo con te: ci sono tantissimi modi per ottenere dal cane “risultati visibili” (ad esempio che obbedisca ai comandi) ma alcuni di essi producono “risultati non visibili” negativi (es. comunicazione inibita, stress elevato, depressione, ecc.)

                                  chiarivo però, non per te ma in generale, che per il cane è fonte di stress tutto ciò che non capisce.

                                  quindi è stressante costringerlo con la forza ad un determinato comportamento, ma è stressante anche pretendere che il cane faccia ragionamenti di carattere morale o filosofico per comprendere il comportamento atteso…

                                  insomma: bisogna saperlo indirizzare verso la soluzione!

                                  sei d’accordo?

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