Ha senso parlare di legge del branco per il cane di famiglia?

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  • Questo topic ha 40 risposte, 12 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 10 mesi, 3 settimane fa da Admin.
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  • #283944
    Admin
    Admin
    • Genere: Maschio
      • @admin

      In una famiglia normale, con uno o due cani, il branco non esiste. Lo intravedo appena io, molto di rado, in certe dinamiche in cui io non entro, ma io ne ho dieci.

      Tu hai 10 cani che però:
      – non devono procurarsi da mangiare
      – non devono difendere le risorse da concorrenti
      – non devono riprodursi
      – vivono in una casa in cui viene dato loro tutto il necessario e anche di più

      Quindi non sono un branco ;)

      Tra l’altro il concetto di branco, per il cane, è in ogni caso profondamente diverso da quello per il lupo; ciò in quanto parecchie migliaia di anni fa il cane si è “autoaddomesticato” mettendo in secondo piano il ruolo di cacciatore e privilegiando quello di opportunista gregario dell’uomo.

      PS: anche io ringrazio @Peppino che sta rilanciando argomenti di “psicologia canina” invece di parlare sempre e solo di croccantini…

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      #283945
      Anonimo

        E io ringrazio voi, siete molto gentili e pazienti. Io sono nuovo del forum. Mi sto ambientando. Leggo i vari post alla ricerca di spunti per risolvere i problemi che ho con il cane. Potrei anche provare a parlarvene, ma ho paura di farvi perdere tempo. Piuttosto, a breve realizzerò un video per mettere in evidenza i punti critici della nostra convivenza con Pepè. Poi ve lo mostrerò.

        #283946
        ela
        Moderatore
        • Località: Pavia
        • Genere: Femmina
          • @ela

          <blockquote class=”d4pbbc-quote”>

          Tra l’altro il concetto di branco, per il cane, è in ogni caso profondamente diverso da quello per il lupo; ciò in quanto parecchie migliaia di anni fa il cane si è “autoaddomesticato” mettendo in secondo piano il ruolo di cacciatore e privilegiando quello di opportunista gregario dell’uomo.

          Assolutamente concorde. Parlavo di branco di cani randagi. Il lupo è un’altra cosa, probabilmente la più lontana possibile dai miei cani.
          Accennavo ad “intravedere” il branco quando pattugliano il terreno, come si muovono soprattutto da quando c’è Ella. E quando cacciano, i tre che lo fanno, cacciano sempre assieme e in maniera organizzata. Ho i selvatici che mi girano nella proprietà… A volte li beccano.

          1 utente ha ringraziato l'autore per questo post.
          #283947
          Admin
          Admin
          • Genere: Maschio
            • @admin

            risolvere i problemi che ho con il cane

            È probabile che ci siano già dei topic in cui ne abbiamo parlato, se ce li esponi uno per ogni messaggio (non tutti insieme in uno solo) li andiamo a collocare nei topic appropriati (o in mancanza ne apriamo di nuovi) e così mettiamo anche la tua esperienza in comune con tutti

            1 utente ha ringraziato l'autore per questo post.
            #283959
            Anonimo

              Grazie @admin, prima voglio finire di leggere i topic esistenti. Per evitare inutili ripetizioni. E poi i problemi vanno sempre contestualizzati. Sono sicuro che il mio cane sia un essere perfetto. Sono io che sbaglio. Oppure è il contesto che è problematico. Farò un video in modo da descrivere le situazioni nel loro insieme, contesto compreso. E me compreso.

              Vorrei per l’ultima volta tornare sulla questione metodologica. Non avevo mai sentito il termine “gentilista”. Ne ho sentito parlare per la prima volta su questo forum. C’è anche un vecchio articolo sul tema, con uno schemino illustrativo.

              Vedo che l’appellativo “gentilista” viene associato alla Fennell. E in generale all’uso (o abuso) di premietti come incentivo.

              Vedo allo stesso tempo che, in contrapposizione al metodo gentile, si parla del metodo “tradizionale”.

              Posso avere delucidazioni in merito? Cos’è il metodo tradizionale?

              Dall’idea che mi sono fatto leggendo questo forum, il metodo tradizionale si baserebbe, non solo sugli incentivi, ma anche sulle sanzioni. Ho capito bene?

              A questo proposito mi viene in mente il libro “La donna che balla coi cani”. Maja Nowak, l’autrice, ha un approccio apparentemente agli antipodi rispetto ai metodi in voga oggi giorno (che presumo rientrino nel gentilismo). Se non l’avete letto, ve lo consiglio. Lei parte dai lupi (e dài con sti lupi 😂😂😂) e osserva che, le mamme lupe, quando educano i cuccioli, non usano mai incentivi ma sempre e solamente sanzioni. Sgridano i cuccioli quando stanno per fare qualcosa di inopportuno. Usano il ringhio o, al limite, un morsicotto.

              Il metodo della Nowak si basa infatti su due soli comandi: stop e ok.

              Stop. Nel mio caso è uno “shhhht!”. Viene usato con la funzione di ringhio. Associato ad un lieve ma significativo intervento fisico (una botterella con due dita oppure un morso dato con le dita della mano sul fianco del cane). Dopo la prima associazione, l’intervento fisico può essere tranquillamente tralasciato. Da quel momento in poi basta il segnale orale (“no”, “stop”, “shhhht”, quello che è). Anche se ogni tanto gli va ricordato.

              Con questa tecnica ho ottenuto ottimi risultati. Ditemi se vi sembra giusta. Il cane fa qualcosa che non deve fare? Shhht! (guardandolo negli occhi con espressione severa). Il cane abbassa la testa e obbedisce.

              Nel mio caso:
              – “Pepè, vieni!” (lui magari è lontano e gli sa fatica smettere di fare quel che sta facendo; mi ignora)
              – “Pepè, sshhht!, vieni!” (lui viene subito)

              Sempre dalla Nowak ho preso una tecnica per evitare che il cane tiri al guinzaglio. Non bisogna tirarlo indietro usando il guinzaglio ma passargli davanti e bloccargli il passaggio usando il nostro corpo (le gambe). Questo metodo funziona bene se stiamo costeggiando un muro o una siepe. Il cane si ferma. Rimane bloccato fra le nostre gambe e il muro. Si aspetta qualche secondo. A questo punto possiamo eventualmente spingerlo gentilmente indietro mettendoli una mano sul petto.

              Se ho ben capito la Nowak non è gentilista. Cioè non convince il cane a stare al piede elargendo premi, ma semplicemente lo minaccia quando tira avanti.

              Io ho adottato un misto dei due approcci: lo sgrido quando tira avanti e dopo lo premio quando si mette al piede. Cosa ne pensate. La cosa sembra funzionare. Quando siamo all’inizio della passeggiata, lui è solitamente eccitato, quindi devo ripetere più volte l’operazione, anche fermandomi e facendolo sedere, se è troppo eccitato. Invece quando torniamo indietro per la stessa strada, strada che lui ha già annusato all’andata, non c’è nemmeno bisogno di riprenderlo. Sa già cosa voglio e mi sta al piede.

              Ragionando sulla dicotomia incentivo/sanzione… e sperimentando con il cane, mi sono fatto questa idea.

              Ci sono due casi ben distinti:
              1. Quando il cane non sta facendo niente di particolare e noi gli vogliamo far fare qualcosa che lui, di suo, non farebbe. Cose innaturali. Tipo sedersi dopo una corsa, eseguire azioni per lui inutili e insensate. In questo caso ci vuole l’incentivo (bocconcino)
              2. Un altra cosa è se vogliamo impedire una azione che il cane fa o sta per fare. Ad es. rincorrere una lepre, tirare il guinzaglio, ecc. In questo caso va usata la sanzione, che in realtà è solo la minaccia di una sanzione. Ed è anche più simbolica che effettiva (“no!!!!”)

              Cosa ne pensate?

              #283965
              Admin
              Admin
              • Genere: Maschio
                • @admin

                penso che la Nowak non abbia tutti i torti, ma noi non ci occupiamo del cane dal punto di vista ETOLOGICO (come si comporterebbe in natura) bensì SOCIOLOGICO (ovvero in relazione con l’uomo).


                il metodo tradizionale consiste nell’articolare il lavoro secondo fasi successive:
                1) quando il cane non sa assolutamente cosa deve fare -> qui dobbiamo lavorare in rinforzo positivo continuativo (cioè premiare sempre) e tendenzialmente punire mai (a meno che non faccia qualcosa di pericoloso)
                2) quando il cane ha capito cosa deve fare e dobbiamo incentivare di più tale comportamento -> qui dobbiamo lavorare in rinforzo positivo DISCONTINUO (qualche volta si premia, qualche volta no… e il premio “tangibile” ovvero bocconi, carezze, palline, ecc. viene sempre più sostituito con il premio “vocale” ovvero la lode)
                3) quando il cane ha capito cosa deve fare e ha fissato tale comportamento ma SI RIFIUTA DI FARLO -> qui dobbiamo lavorare con la punizione. ma non bisogna punire un cane per qualcosa che non sa.

                attenzione che:
                1) il boccone o qualunque sia il premio va dato DOPO come premio e non esposto prima come esca
                2) quando si dà il premio “tangibile” ciò deve sempre essere preceduto un istante prima da un premio “vocale” in modo che poi la lode possa divenire essa stessa il premio finale
                3) sia il premio che la punizione deve fare seguito entro al massimo 2 secondi dall’azione rispettivamente giusta o sbagliata
                4) è meglio non dare al cane comandi palesemente inutili o “incomprensibili” specialmente all’inizio
                5) la voce deve essere modulata opportunamente: neutra per dare i comandi, dolce per lodare, aspra per rimproverare (il rimprovero auspicabilmente deve anticipare di un istante la punizione fisica che in generale deve essere comunque leggera come fai tu)
                6) il cane non deve essere punito quando sbaglia perché agisce in un modo per cui non è stato istruito, quindi come principio è sbagliato punire il cane che cerca di inseguire la lepre se prima non gli hai insegnato un comportamento alternativo – ovviamente ci sono eccezioni


                se proprio vuoi studiare qualcosa di teoria io ti consiglio il “Manuale della moderna psicologia canina applicata all’addestramento” (edizione Crepaldi) di Vittorino Meneghetti, oppure per sfatare tanti miti “a sei zampe” di Loredana Matticari

                1 utente ha ringraziato l'autore per questo post.
                #283966
                ela
                Moderatore
                • Località: Pavia
                • Genere: Femmina
                  • @ela

                  Se gli insegni, da libero e senza di te nel raggio di un metro, a non acchiappare la lepre poi spiegami come fai che io nemmeno ci ho mai provato :p

                  #283967
                  Admin
                  Admin
                  • Genere: Maschio
                    • @admin

                    Se gli insegni, da libero e senza di te nel raggio di un metro, a non acchiappare la lepre poi spiegami come fai che io nemmeno ci ho mai provato :p

                    Lo spero bene che tu non l’abbia mai provato!
                    Lasciare un cane libero laddove ci potrebbe essere una lepre è un reato (molto peggio che lasciarlo libero in città) ovvero caccia di frodo, bracconaggio… ma non vorrei andare off topic
                    ;)

                    #283968
                    Anonimo

                      Cazzarola!! Non ci avevo mai pensato al reato di caccia di frodo!!! 😱😱😱 Grazie dell’informazione.

                      Assieme ad altri cani e rispettivi padroni, siamo soliti frequentare una proprietà privata appena fuori dal paese. Il proprietario è d’accordo. Ci sono lepri, caprioli, cinghiali e, pare, anche lupi. In quel contesto, i cani vengono tenuti liberi.

                      Nel caso di lepre o capriolo, la dinamica è questa: appena vedo il cane che punta, gli intimo un “no”. E lui lascia perdere. Se arrivo tardi (o siamo lontani) e lui si è già lanciato all’inseguimento, allora gli corro dietro battendo forte i piedi a terra, chiamandolo per nome con voce bassa e grossa aggiungendo “sshhhht!”, “no” e “qui!” (che per noi equivale a “piede”). Nel 50% delle volte funziona. Quando non funziona, lui torna dopo meno di un minuto e io lo premio perché è tornato.

                      Cmq le lepri e i caprioli, per fortuna, sono molto più veloci. In salita poi, la lepre è assolutamente imprendibile.

                      P. S. @admin ho appena ordinato i libri che mi hai indicato

                      #283969
                      Anonimo

                        Finalmente ho capito il metodo tradizionale. Mi sembra molto sensato. Grazie

                        #283974
                        Admin
                        Admin
                        • Genere: Maschio
                          • @admin

                          Cazzarola!! Non ci avevo mai pensato al reato di caccia di frodo!!! 😱😱😱 Grazie dell’informazione.

                          Proprio per non andare off topic ti rimando dove l’argomento è trattato

                          Dove possiamo lasciare il cane libero di scorrazzare?

                          e

                          Vietato lasciare i cani liberi fuori città? (legge sulla caccia)

                          Per quanto riguarda i libri, personalmente sarei stato più felice se mi avessi detto che te li sei annotati pro futuro :D

                          1 utente ha ringraziato l'autore per questo post.
                          Pat
                        Stai visualizzando 11 post - dal 31 a 41 (di 41 totali)
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