Dogo Argentino

Questo argomento contiene 38 risposte, ha 13 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Andrea 1 anno, 7 mesi fa.

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  • #263522

    ellyebrando
    Moderatore
      • @ellyebrando

      dogo1

      Gruppo 2 – CANI DI TIPO PINSCHER E SCHNAUZER- MOLOSSOIDI E CANI BOVARI SVIZZERI
      Sezione 2A – MOLOSSOIDI
      Tipo – TIPO MASTINO

      Storia
      Questa razza è originaria della Provincia di Cordoba, regione mediterranea della Repubblica Argentina. Il suo creatore fu il Dr. Antonio Nores Martínez, nato a Cordoba nel 1907 e morto nel 1956, eminente ed attivo chirurgo. Il suo lavoro partì dall’incrocio metodico del “Viejo Perro de Pelea Cordobés”, esemplare di grande potenza e forza, prodotto dall’incrocio, che allora si faceva, tra esemplari di Bulldog e Bull-Terrier. Scelse per l’allevamento, esemplari totalmente bianchi, senza prognatismo, con testa pesante e dal muso lungo. Dopo un’intensa e minuziosa selezione e studio delle caratteristiche, in varie generazioni, raggiunse il suo obiettivo, formando varie famiglie, partendo sempre dal quel “Viejo Perro de Pelea Cordobés”, incrociato al principio, con Bulldog Inglese, Alano, Mastino dei Pirenei, Bull-Terrier, Boxer, Pointer, Dogue de Bordeaux e Irish Wolfhound. Nell’anno 1947 la razza era già creata e stabilizzata geneticamente e fenotipicamente; per questo motivo lo stesso anno venne presentato nel “Club dei Cacciatori” della città di Buenos Aires lo standard di razza. La sua forza, tenacia, olfatto e coraggio lo rendono ineguagliabile tra i cani da muta per la caccia ai cinghiali, pecari, puma ed altre specie predatorie dell’agricoltura e d’allevamento, che abitano le vaste ed eterogenee regioni del territorio Argentino. Questa è l’attività tradizionale per cui Antonio Nores diede vita a questa razza. Nell’anno 1964, è riconosciuta come razza dalla Federazione Cinofila Argentina e dalla Società Rurale Argentina, le quali aprono il “Registro Genealogico”, iniziando così la sua iscrizione. Recentemente, nell’anno 1973, viene accettata dalla FCI. Tutto questo grazie alla veemente passione e all’ineguagliabile lavoro e sforzo del Dr. Austín Nores Martínez, fratello del creatore della razza, che ottiene questo riconoscimento non solo per la sua azione individuale, ma soprattutto, per l’azione della Federacion Cinològica Argentina e del Club del Dogo Argentino “Dr. Antonio Nores Martínez”.

      Aspetto Generale
      E’ un cane atletico, mesomorfo, normotipo, dalle proporzioni armoniche. Ha una muscolatura potente, è agile, il suo aspetto esteriore dà la sensazione di potenza, energia e forza, in contrasto con la sua espressione amichevole e mansueta. Interamente bianco, può avere una sola macchia scura sul cranio. E’ un cane mesocefalo, il muso deve avere la stessa lunghezza del cranio. L’altezza al garrese deve essere leggermente superiore all’altezza alla groppa. L’altezza al torace deve rappresentare il cinquanta per cento, come minimo, dell’altezza al garrese. La lunghezza del corpo deve superare fino ad un dieci per cento (non di più) l’altezza al garrese. Il Dogo Argentino deve essere silenzioso, nessun latrato sulla traccia, dal buon olfatto, scattante, agile, forte, rustico e soprattutto coraggioso. Non deve mai essere aggressivo con gli esseri umani, caratteristica che sarà valutata severamente. Deve interagire con il suo proprietario senza condizionamenti o riserve.

      Per lo Standard completo vi rimando al PDF direttamente sul sito ENCI http://www.enci.it/media/2553/292.pdf

      dogo2

      Attachments:
      #6980

      Admin
      Admin
      • Genere: Maschio
        • @admin

        abbiamo deciso di aprire questa sezione in considerazione dell’elevato (purtroppo!) numero di cani di razza Dogo Argentino presenti negli appelli per le adozioni: in qualche modo sono anche loro una componente di questo forum e desideriamo conoscerli meglio!

        c’è qualche volontario che si offre di illustrare le caratteristiche della razza e magari raccontarci qualche esperienza?

        #7009

        Anonimo

          Non ho esperienze dirette, ma è una razza che mi affascina molto, sono statue d’avorio che camminano. :woohoo:

          Riporto qui dal sito http://www.agraria.org una descrizione della razza, (però consiglio anche la lettura di questo testo di Valeria Rossi che racconta qualcosa di più vero di questa stupenda razza www. tipresentoilcane.com/2011/07/02/il-vero-standard-del-dogo-argentino/ ):

          Origine, classificazione e cenni storici

          Origine: Argentina.
          Classificazione F.C.I.: Gruppo 2 – cani di tipo pinscher, schnauzer, molossoidi e cani bovari svizzeri.

          La selezione del Dogo Argentino comincia alla fine dell’Ottocento nella provincia di Còrdoba, a nord-ovest di Buenos Aires. Si cercò di selezionare un cane da combattimento che potesse essere una via di mezzo tra il “Bulldog” ed il “Mastino”. Proprio dall’incrocio di queste ultime due razze si è creato il Dogo. Si ottennero inizialmente esemplari molto aggressivi e combattivi e vennero chiamati “Cani da presa di Còrdoba”. Fu alla fine dell’Ottocento che il Dottor Nores Martìnez, appassionato cinofilo, che programmò e riuscì a svolgere il miglioramento della nuova razza, immettendo in essa una decina di razze. Il primo Standard fu redatto nel 1928. la razza ebbe il riconoscimento ufficiale della Federazione Internazionale nel 1964, quando era ormai già conosciuta in tutto il mondo. Dal 1969 la razza si diffuse sempre più. Ben allevato anche in Italia.
          Aspetto generale

          Cane di madia taglia. Potente sia per l’ossatura, sia per la muscolatura. Interamente bianco, ardito nell’espressione. I suoi movimenti sono ampi e sicuri. Fra i segugi per grossa selvaggina, il Dogo è l’unico molossoide. Eccellente struttura, molto solida e poderosa. Le proporzioni sono ottime ed i rapporti tra testa, tronco ed arti sono buoni. È un tipico molossoide, robusto e tonico nella muscolatura.
          Carattere

          Ottimo cane da guardia e da difesa. Piuttosto intelligente e furbo. In Argentina è utilizzato per impiego venatorio, nel quale si distingue per il suo buon olfatto, per il suo coraggio, resistenza, velocità ed una presa molto salda. Possiede mascelle molto solide e robuste, poiché è stato selezionato per i combattimenti per molti anni. La razza sa anche essere eccezionalmente dolce ed affettuoso. Il suo carattere è in alcuni momenti, veramente sorprendente. È molto affezionato al padrone. Ama stare all’aria aperta e fare lunghe passeggiate. Ottimo camminatore.

          Standard

          Altezza:
          – maschi da 62 a 68 cm
          – femmine da 60 a 65 kg.

          TESTA: Di proporzioni medie, la testa da un impressione di forza e potenza, senza angoli bruschi né fini cesellature. La linea superiore è leggermente concava-convessa : per il rilievo dei muscoli masticatori e della nuca, il profilo della regione cranica è convesso e il muso è leggermente concavo. La forte muscolatura da una forma arcuata all’attaccatura della testa al collo.

          REGIONE CRANICA:
          Cranio: Massiccio, convesso nel senso anteriore-posteriore e trasversale. Le arcate degli zigomi sono molto sporgenti e formano una larga fossa temporale che permette uno sviluppo marcato del muscolo temporale. La protuberanza occipitale svanisce di fronte al grande sviluppo dei muscoli della nuca. Il solco centrale è leggermente marcato.
          Stop: Mediamente marcato, trovandosi nel luogo di transizione tra la leggera concavità del muso e la convessità del cranio. Visto di profilo esso è ben definito grazie alla prominenza delle arcate sopracciliari.

          REGIONE FACCIALE: Della stessa lunghezza del cranio.
          Tartufo: Nero con le narici ben aperte. Esso è leggermente proteso in avanti visto la leggera concavità del muso. Vista di profilo, la delimitazione anteriore del tartufo è dritta e perpendicolare rispetto al bordo anteriore del mascellare; esso può tuttavia essere posizionato più avanti di quest’ultimo.
          Muso: Potente, un po’ più lungo che alto, ben sviluppato in larghezza. Le facce laterali sono leggermente convergenti. Il muso è leggermente concavo, una caratteristica quasi esclusiva del Dogo argentino.
          Labbra: Moderatamente spesse, corte e ben applicate. I bordi delle labbra sono di preferenza pigmentati di nero.
          Mascelle/denti: Mascelle forti e ben tese, senza prognatismo superiore o inferiore. Le branche mandibolari convergono leggermente e regolarmente. La forza della presa delle mascelle è massima. I denti sono grandi, ben sviluppati, allineati in modo regolare, saldamente impiantati e di un bianco immacolato senza carie. Si ricerca una dentatura completa. La regolarità delle arcate dentarie è d’importanza fondamentale. Chiusura a tenaglia, chiusura a forbice ammessa.
          Guance: Larghe, leggermente appiattite, esenti da pieghe, da rigonfiamenti e da cesellature; ricoperte da una pelle spessa.
          Occhi: Da colore bruno scuro a nocciola, protetti dalle palpebre i cui bordi sono preferibilmente pigmentati di nero, senza che una depigmentazione parziale venga considerata un difetto penalizzabile. Essi sono ben separati. A mandorla, sono posizionati ad altezza media. Nell’insieme la loro espressione è attenta e viva, ma può spesso divenire dura e implacabile, specialmente nei maschi.
          Orecchie: Attaccate alte sulla testa, esse sono ben separate l’una dall’altra a causa della larghezza del cranio. Vista la funzione del cane alle sue origini, esse dovrebbero essere tagliate e portate dritte, di forma triangolare e di una lunghezza che non superi il 50% della lunghezza del bordo anteriore del padiglione dell’orecchio naturale. Se non sono tagliate, sono di lunghezza media, larghe, spesse, piatte e arrotondate all’estremità. Il pelo è un po’ più corto che sul resto del corpo. Possono presentare piccole macchie che non sono penalizzabili. L’orecchio naturale è portato cadente e ben applicato contro la parte posteriore delle guance. All’erta possono essere portate semierette.

          COLLO: Di lunghezza media, forte e dritto, ha una buona muscolatura e presenta di profilo una linea superiore leggermente convessa. Ha la forma di un cono tronco. All’attaccatura con la testa, la muscolatura forma una piegatura che nasconde tutte le sporgenze ossee di questa regione; si unisce armoniosamente con il torace formando una larga uscita d’incollatura. È coperto da una pelle elastica e spessa che può scivolare liberamente sui tessuti sottocutanei che sono un po’ più lassi che nel resto del corpo. Alla gola presenta delle pieghe non pendenti e lisce; questa caratteristica è fondamentale in vista delle attitudini funzionali del cane. Il pelo di questa regione è un po’ più lungo rispetto al resto del corpo

          CORPO: La lunghezza del corpo, misurata dalla punta della spalla alla punta della natica, supera di circa il 10% l’altezza al garrese.
          Linea superiore: Orizzontale. Il garrese e la punta dell’anca sono alla stessa altezza; essi sono i due punti più rilevati.
          Garrese: Ampio e ben rilevato.
          Dorso: Largo e vigoroso, con un importante sviluppo muscolare che crea una leggera inclinazione in direzione della regione lombare.
          Regione lombare : Solida e dissimulata dallo sviluppo della muscolatura lombare che forma un solco mediano lungo la colonna vertebrale. Essa è un po’ più corta del dorso e risale leggermente verso la groppa. Lo sviluppo muscolare nell’insieme delle regioni che formano la linea superiore disegna un profilo che appare talvolta avvallato, ma è una falsa impressione, e lo sviluppo completo della muscolatura dorsale e vertebrale nei cani adulti crea lo stesso effetto.
          Groppa: Di lunghezza media, larga e muscolosa, le estremità dell’anca e della tuberosità dell’ischio sono appena visibili. La sua larghezza è uguale o un po’ al di sotto di quella della gabbia toracica. Essa forma in rapporto all’orizzontale un angolo di circa 30°, il che determina un superiore leggermente inclinato fino all’attaccatura della coda.
          Petto: Largo e ben disceso; la punta dello sterno si trova alla stessa altezza della punta della spalla (articolazione scapolo-omerale) e la linea inferiore del torace è a livello dei gomiti. Il petto è spazioso per offrire largo spazio ai polmoni. Le costole sono lunghe moderatamente curvate e si congiungono con lo sterno al livello della linea del gomito.
          Ventre: Un po’ rialzato in rapporto alla linea inferiore del torace, ma mai levrettato; vigoroso; i muscoli dei fianchi e del ventre presentano lo stesso buon tono.
          Coda: Attaccata ad altezza media, essa forma un angolo di 45° con la linea superiore. A forma di sciabola, spessa e lunga, raggiunge i garretti senza superarli. A riposo essa è naturalmente cadente. In azione, è portata un po’ più alta della linea superiore e batte continuamente da sinistra a destra. Al trotto, è portata alla stessa altezza o un po’ più alta.

          ARTI
          ARTI ANTERIORI: Nell’insieme presentano un tutto muscoloso ed osseo saldo e vigoroso ben proporzionato alla taglia del soggetto. Visti di fronte e di profilo, gli anteriori sono dritti e paralleli.
          Spalle: Alte e ben proporzionate. Esse sono molto robuste, con una buona muscolatura in rilievo, ma senza esagerazione. L’obliquità della scapola rispetto all’orizzontale è di 45°.
          Braccio: Di lunghezza media e ben proporzionato all’insieme. È vigoroso, dotato di una importante muscolatura e forma un angolo di 45° rispetto all’orizzontale.
          Gomiti: Robusti, ricoperti da una pelle un po’ più spessa ed elastica che non forma né pieghe né rughe. Posizionati naturalmente contro la parete toracica alla quale sembrano appartenere.
          Avambraccio: Della stessa lunghezza del braccio e perpendicolare rispetto all’orizzontale; le sue ossa sono robuste e dritte e la muscolatura è ben sviluppata.
          Carpo: Largo, situato nel prolungamento dell’avambraccio esente da escrescenze ossee o da pieghe cutanee.
          Metacarpo: Leggermente appiattito, è dotato di una buona ossatura e presenta una obliquità di 70-75° rispetto all’orizzontale.
          Piedi anteriori: Arrotondati, con dita corte, solide e ben strette. I cuscinetti duri e carnosi sono ricoperti da una pelle nera e rugosa al tatto.

          ARTI POSTERIORI: Le angolazioni sono medie. Nel loro insieme, i posteriori sono forti, solidi e paralleli; danno l’impressione della grande potenza che la loro funzione esige, poiché gli arti posteriori devono assicurare un impulso sufficiente e determinare il portamento tipico del cane.
          Coscia: Di lunghezza ben proporzionata all’insieme, vigorosa, con muscoli visibili pienamente sviluppati. L’articolazione dell’anca forma un angolo di 100°.
          Ginocchio: Situato sullo stesso asse dell’arto. L’angolo femoro-tibiale è di circa 110°.
          Gamba: Leggermente piu corta della coscia, robusta, prolunga il buon sviluppo muscolare dell’arto.
          Articolazione del garretto e garretto: L’insieme tarso-metatarso è corto, robusto e solido; assicura la forza di propulsione del treno posteriore. L’articolazione del garretto è solida e forma un angolo di circa 140°; la punta del garretto è ben visibile. Il garretto è saldo, quasi cilindrico e forma un angolo di 90° rispetto all’orizzontale. Se esistono gli speroni, devono essere eliminati.
          Piedi posteriori: Simili ai piedi anteriori; benché siano un po’ più piccoli e leggermente più lunghi, ne hanno la stessa conformazione.

          ANDATURA: Agile e sciolta. Non appena l’interesse del cane viene risvegliato, l’andatura cambia notevolmente carattere; si rialza e le reazioni diventano rapide, il che è tipico della razza. Il passo è calmo; il trotto è allungato con una buona estensione degli anteriori e una spinta possente dei posteriori; al galoppo, il cane mostra tutta la sua energia e sviluppa tutta la sua potenza. Le impronte dei quattro piedi sono parallele. I cani che camminano all’ambio non sono ammessi; questa andatura è considerata un difetto grave.

          PELLE: Omogenea, un po’ spessa, ma liscia ed elastica. Bene applicata al corpo, è abbastanza mobile grazie alla struttura semi-tesa dei tessuti sottocutanei; non forma pieghe notevoli, salvo nella regione del collo dove i tessuti sottocutanei sono più lenti. Deve essere meno pigmentata possibile, anche se con gli anni la pigmentazione aumenta. Una pelle esageratamente pigmentata non è ammessa. Si preferiscono i soggetti nei quali i bordi delle mucose labiali e palpebrali sono pigmentati di nero.

          MANTELLO
          PELO: Uniformemente corto, liscio, e piacevole al tatto, di una lunghezza approssimativa da 1,5 a 2 cm. La densità e lo spessore variano secondo il clima. In un clima tropicale, il pelo, più sottile e rarefatto, lascia trasparire le regioni pigmentate, il che non è un motivo di penalizzazione. In un clima freddo, il pelo è più spesso e fitto; la presenza di sottopelo è allora possibile.
          COLORE: Di un bianco puro. Attorno agli occhi si accetta una macchia nera o di colore scura; questa macchia non deve superare il 10% della superficie della testa. Tra i soggetti di pari qualità, il giudice dovrà optare per quello il cui bianco è più puro.

          DIFETTI: Ogni scarto in rapporto a ciò che precede deve essere considerato un difetto e verrà penalizzato in funzione della sua gravità.

          Sviluppo osseo e muscolare insufficiente (debolezza).

          Tartufo non sufficientemente pigmentato.

          Labbra pendule.

          Denti piccoli, mal sviluppati o cariati. Dentatura incompleta.

          Occhi troppo chiari. Entropion o ectropion.

          Torace a botte o carenato.

          Costole piatte.

          Angolatura esagerata dell’arto posteriore.

          Garretto troppo lungo.

          Andatura atipica.

          Pigmentazione esagerata della pelle nei soggetti giovani.

          Presenza di piccole zone di pelo colorato.

          Nervosismo, squilibrio nervoso.

          DIFETTI ELIMINATORI:

          Tartufo depigmentato.

          Prognatismo superiore o inferiore.

          Occhi blu o di colore diverso (eterocromia).

          Sordità.

          Pelo lungo.

          Piu di una macchia di colore sulla testa. Macchie di colore sul corpo.

          Altezza inferiore a 60 cm e superiore a 68 cm.

          Aggressività.

          #7010

          espada
          Utente
            • @espada

            ti ringrazio!
            :-)
            anche se mi lascia perplesso in diversi passaggi, lo “standard” scherzoso di Valeria Rossi mi sembra piu` ragionato rispetto a quello riportato su agraria.org

            in particolare, credo che in Argentina nessuno lo userebbe per la guardia, perché non ha l’attitudine né la costituzione (manca del sottopelo), casomai per la difesa ma anche in questo vedo cani piu` adatti.

            da notare come non ostante il cocktail di razze, i soggetti siano molto omogenei tra loro!

            ultima annotazione: invece del Pointer ero sicuro ci fosse il Dalmata nella sua genealogia…

            #7022

            Anonimo

              In realtà il Dogo è spesso considerato un cane a 360°, la presenza di molte razze nella sua genesi sembra lo renda adatto a molteplici compiti.
              Resta che la sua funzione iniziale fosse la caccia al grosso selvatico; uno o più dogo andavano in presa su cinghiali che pesavano anche tra i 100kg e i 200 kg e li immobilizzavano (spesso a costo di seri danni per i cani); poi il cacciatore finiva il cingiale con un coltello da caccia recidendone la carotide.
              (E’ un tipo di caccia che si fa ancora)

              #7895

              zeus
              Utente
                • @zeus

                bellissima razza,ho conosciuto/conosco molti Dogo,tutti omogenei come avete gia’ detto voi come morfologia,come carattere nessuno “uguale” all’altro!
                uno e’ morto lanciandosi dal 3 piano per andare su un cane,uno vuole dare una ripassata a Zeus(che a sua volta vuole darla a lui :P ) e non lo puoi accarezzare che ti ringhia(ha ringhiato a mia madre e dopo poco voleva morderla),un altro ha paura di persone e cani(Zeus l’ha cacciato per difendere la SUA pallina e questo e’ scappato senza fermarsi per non so quanto,attraversando la strada e facendoci spaventare un po’ tutti),un altro completamente passivo su tutti e 2 i fronti,non ne ho mai trovato uno simile caratterialmente ad un altro..

                #7896

                Anonimo

                  Che strano, questo non lo sapevo.
                  Non è che dipende come sempre dalla tipologia di selezione che è stata effettuata: Show-Lavoro

                  #7897

                  zeus
                  Utente
                    • @zeus

                    puo’ essere..
                    erano tutti però “da show”

                    #7905

                    ellyebrando
                    Moderatore
                      • @ellyebrando

                      A me il dogo piace come cane, e se selezionati a dovere sono davvero equilibrati.

                      Riporto un episodio:
                      Ero in un campo che giocavo con il mio Brando libero, a un certo punto sbuca un dogo maschio libero, il mio cane è sempre stato al mio fianco, è stato il dogo ad allontanarsi dal conduttore per venire a “rompere”.
                      Questo manda i primi segnali di sfida e io chiedo al mio cane un seduto e un “look me” (guardare me negli occhi e non il cane), il dogo ci gira attorno un paio di volte a distanza e poi ci guarda ancora, io metto a terra il mio cane e chiedo a un mio amico li presente di scacciare il cane. Il mio amico fa schioccare il guinzaglio a terra e il dogo capira l’antifona se ne va zitto zitto.
                      Tastava il terreno ma non è partito in quarta. Presumo sia un caso di ottima selezione poichè vedo spesso cani di questa razza o paurosi o aggressivi.

                      #7906

                      zeus
                      Utente
                        • @zeus

                        Presumo sia un caso di ottima selezione poichè vedo spesso cani di questa razza o paurosi o aggressivi.

                        non sono l’unico allora vero?
                        e in effetti ragazzi vedo moltissimi Dogo tra gli annunci dei cani abbandonati.. :(

                        #7908

                        espada
                        Utente
                          • @espada

                          Tastava il terreno ma non è partito in quarta. Presumo sia un caso di ottima selezione poichè vedo spesso cani di questa razza o paurosi o aggressivi.

                          possibilissimo, ma anche questo cane – nel contesto urbano – secondo me si trova a disagio…

                          quindi poi o si è bravi a farlo star bene dal punto di vista mentale (es. portandolo almeno una volta a settimana nei boschi, esercitandolo con un figurante a canalizzare la sua predatorietà su oggetti inanimati come giocattoli, ecc.) oppure magari tanti soggetti si comportano male anche per frustrazione…

                          che ne pensate?

                          #7911

                          ellyebrando
                          Moderatore
                            • @ellyebrando

                            Sono daccordo, canalizzare le attitudini di un cane attraverso il gioco non è una sciocchezza o un optional, altrimenti ti prendi un barboncino.
                            E’ frustrante per un cane non poter usare la bocca, quindi perchè prendere un cane così (o razze simili) se poi deve fare la bella statuina “io c’ho il molosso figo”.
                            Ho notato che i cani appagati, stanchi e mentalmente tranquilli (qualsiasi razza e categoria appartengano) non si scontrano e non cercano rissa volontariamente, si può stare anche tutti vicini con 10 maschi al guinzaglio senza che scoppi una guerra.
                            Al mio capo di addestramento facciamo lo slalom tra di noi, passando TOCCANDO gli altri cani a serpentina senza che succeda nulla.

                            #7913

                            espada
                            Utente
                              • @espada

                              quoto tutto anche stavolta Elly!

                              il morso è fondamentale, ma anche IL FIUTO specialmente per un cane da caccia… dal Cocker al Dogo Argentino, l’olfatto è il “senso” più istintivo/innato per il cane (a differenza dell’uomo che ormai l’ha quasi perso) e farli andare in cerca di tracce di selvatico provoca loro grande benessere!

                              poi ovviamente magari non trovano nulla (si spera per i piccoli animaletti del bosco) a meno che un “complice” non abbia organizzato la pista per far trovare al cane comunque il giusto premio!

                              #7917

                              zeus
                              Utente
                                • @zeus

                                quoto quanto detto da voi sull’incanalare in attività più appaganti..

                                #7926

                                Anonimo

                                  Questo manda i primi segnali di sfida e io chiedo al mio cane un seduto e un “look me” (guardare me negli occhi e non il cane), il dogo ci gira attorno un paio di volte a distanza e poi ci guarda ancora, io metto a terra il mio cane

                                  Tutta la mia ammirazione per il controllo che hai sul tuo cane!

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