Cane Corso – aspetti morfologici controversi

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Questo argomento contiene 159 risposte, ha 31 partecipanti, ed è stato aggiornato da  dino0977 2 anni, 7 mesi fa.

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  • #83730

    espada
    Utente
      • @espada

      penso che l’espressione (oltre che l’angolazione, la distanza, l’illuminazione, ecc.) con cui sono scattate le foto possa condizionare tutte le nostre valutazioni…

      io poi non sono tecnico come Dino, vedi ad esempio l’osservazione sull’attaccatura delle orecchie!

      quest’ultimo cane a me per esempio sembra molto coerente con l’idea di Corso che ho in mente, anche se forse ha un po’ di rughe in più sul muso.

      PS: concordo con te che anche nel BM sono stati incrociati altri molossoidi, io penso che l’ibridazione sia molto positiva se fatta in modo intelligente, al fine di evitare di acquisire le patologie ereditarie dell’una nell’altra… interessante secondo me queste riflessioni:
      https://www.canedifamiglia.com/index.php/cultura-cinofila/212-trappola-genetica-razze-canine-pure

      #83746

      tato-canecorso
      Utente
        • @tato-canecorso

        Dino, leggendo i tuoi commenti devo dire che abbiamo una visione del CC, o meglio, di quello che dovrebbe essere il CC, molto simile. Concordo pienamente anche sulla errata e/o mancata applicazione dello standard. Sicuramente non è perfetto e molti autori ritengono che lo stesso Morsiani avrebbe voluto, dopo il riconoscimento della razza, rivedere qualcosina. Il motivo per cui non lo apprezzo molto è la circostanza che, come tu stesso hai evidenziato, è inficiato dal “vizio originario”, ossia quello di negare (“in nessuna regione deve ricordare il mastino napoletano”) l’esistenza del Molosso Italiano, nonostante storicamente vi fosse una sola “razza” (sempre tra virgolette …), uno standard comune (quello del 65) ed oggettivamente fino agli anni 60-70 i “due” cani avevano i medesimi caratteri, con le dovute differenze dettate dalla funzione cui erano concretamente adibiti e dalla provenienza geografica.

        Dimensioni: preciso che non lo reputo “molto grosso” solo rispetto alle dimensioni del Bullmastiff. Il limite massimo, secondo l’attuale (e a te tanto caro … B-) ) standard è 68 (max 70) cm in altezza e 50 (max 55) kg di peso. Il mio amico (68 cm per 51,4 Kg), che ha appena compiuto 21 mesi, non dovrebbe superare tali limiti, o no?

        Orecchie: perchè ritieni che l’attaccatura alta non sia tipica? nel dubbio sono andato a ri-ri-rivedermi per l’ennesima volta gli atti del Convegno di Civitella Alfedena e proprio Morsiani diceva “… orecchi di forma triangolare …. inseriti alti, cioè molto al di sopra dell’arcata zigomatica[/i][/i]“…. certo che mi rendo conto che è quasi impossibile riscontrare tali caratteristiche vista la qualità, spesso, scarsa, delle foto reperibili sul web e la macabra tradizione per cui vengono ancora oggi amputate!

        Rughe: prima che Espada mi mettesse la pulce nell’orecchio, pensavo più ad un rinsanguamento col mastino nostrano che al bull mastiff. Che ne dite?

        Profilo: Dino tu non sai quanto mi piacerebbe farti vedere il cane dal vivo. Se casomai passi per Roma fammi sapere. Intanto ecco qualche foto “meno ravvicinata”, sperando possa esserti d’aiuto.

        Colgo l’occasione per ringraziarvi tutti sia per i consigli sull’alimentazione (Espada alla fine ho preso Monge all’agnello… ti faccio sapere come va!), che per il “paziente” confronto sulla morfologia del CC! Non amo molto i blog (questo, se vi può far piacere, è il primo e l’unico cui mi sono iscritto!) ma devo dire è difficile (anche perchè ognuno tira l’acqua al suo mulino) trovare gente competente con cui poter confrontarsi e da cui imparare qualcosa sul CC. ancora complimenti e grazie

        Attachments:
        #83777

        dino0977
        Utente
        • Località: Cosenza
        • Genere: Maschio
          • @dino0977

          Il problema originario dello standard purtroppo non inficia il fatto che per fare una razza bisogna stabilire dei caratteri. Giusto o no è così. Anche la parentela con il Mastino, che non si può negare, non può confondere quei caratteri che dovrebbero essere tipici delle due razza. Ad ogni foto che hai postato potrei dare pareri diversi, purtroppo sono foto, per quello ti dicevo che sarebbe meglio per esprimere un parere sul cane vederlo dal vivo. Detto ciò quello che ti dico è frutto di un po di studio sul Cane Corso, potrei tranquillamente sbagliarmi, non sono un totem, però ribadisco sul fatto delle orecchie quello che ho detto prima. Con questo non dico che tutti gli altri Cani Corso le abbiano perfette, c’è pieno di cani che le portava e le porta in modo errato che comunque vengono giudicati corretti, ed altre decine di cani, la maggioranza, che vengono amputati e dei quali non sapremo mai nulla, rispetto a queste caratteristiche, se non quando si riprodurranno.
          In ordine verticale, da sopra a sotto. Partendo dal Mastino. La prima foto mostra un profilo corretto, mi piace la leggera convergenza, la testa non è tonda ed i rapporti cranio muso sono ottimi, mi piace anche il tartufo che non sporge sul margine del labbro, ma che si trova perfettamente in verticale con la faccia del muso. Rimangono i miei dubbi sull’attaccatura delle orecchie, si devono essere inserite alte, ma nel caso del tuo cane, perlomeno da quello che mi sembra di vedere in foto, che ripeto per l’ennesima volta magari è solo un impressione fotografica e dal vivo è totalmente diverso, mi sembrano inserite molto molto in alto quasi sul cranio, e sulla ruga che scende dal margine dell’occhio che indica un eccesso di pelle. Sulle altre foto non esprimo pareri perché essendo espressioni di ”vita quotidiana” possono confondere il cane in alcune pose sembra proprio diverso da un Corso, ma ripeto sono le pose e le foto. Sul rinsanguamento con il Mastino non so, di certo è stato usato molto poco per meticciare, proprio perché il Corso doveva essere molto differente. Se vogliamo essere schietti sarebbe stato meglio usare un Mastino e non altri molossi, fermo restando che una volta stabilito uno standard si sarebbe dovuti perseguire quell’obiettivo con il lavoro di selezione seria, e non meticciando a più non posso per ottenere in fretta risultati che poi non si ottennero, anzi si andò e si è andato verso la deriva totale.

          #83781

          espada
          Utente
            • @espada

            Rughe: prima che Espada mi mettesse la pulce nell’orecchio, pensavo più ad un rinsanguamento col mastino nostrano che al bull mastiff.

            devo essermi espresso male, erano due concetti distinti:

            1) che dalle prime foto presentate, io IPOTIZZO che quel cane (comunque un bellissimo cane) possa discendere da selezioni nelle quali sia stato effettuato un rinsanguamento con il Bullmastiff

            2) che il cane nella foto _MG_6689mod.jpg mi piace, eventualmente mi potrebbe piacere di più con meno rughe, ma le rughe non le attribuivo al sangue Bullmastiff

            ribadisco infine quello che sopra tutto ci tenevo a dire: l’espressione, l’inclinazione, la luce e quant’altro differenziano una fotografia da un’altra possono ingannare molto l’occhio di chi guarda, specialmente se è un occhio poco esperto come il mio

            :-)

            PS: a costo di sembrare ancora più inesperto (siamo qui per parlare, mica per dare o togliere a qualcuno) osservo che al mio occhio sembra che Marcantonio (MN del 1975) avesse un’attaccatura delle orecchie più bassa rispetto al Corso di cui stavamo parlando, ma magari mi sbaglio

            :unsure:

            #83796

            tato-canecorso
            Utente
              • @tato-canecorso

              il cane dell’ultima foto dovrebbe/potrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere il padre. la madre invece, nonostante le incessanti ricerche, è ancora ignota… e poi dicono mater certa est pater numquam … :silly:

              #83809

              tato-canecorso
              Utente
                • @tato-canecorso

                Si Espada, Marcantonio ha l’attaccatura delle orecchie molto bassa (almeno così sembra dalla foto…). L’ho sottoposta non a caso all’occhio clinico di Dino insieme a quanto dichiarato da Morsiani sull’inserimento “alto” delle orecchie per complicargli la vita ;-)

                La foto del “presunto” padre ( _MG_6689mod.jpg) l’ho allegata solo per capire se vedevi delle somiglianze, in particolare per rughe e linee convesse!

                Dino non preoccuparti, non ho alcun interesse ad “aggiungere o togliere” al mio cane, come voi, d’altra parte, sto partecipando alla discussione per il “gusto” di scambiare opinioni con chi non ha nulla da vendere.
                Vengo dalla provincia di Foggia e per me, esclusivamente per ragioni affettive e di tradizione (quindi senza nulla togliere ad altre fantastiche razze), i cani sono due: il corso e l’abruzzese, ma, per ragioni esistenziali, logistiche e lavorative non avrei mai preso nè l’uno, nè l’altro. Se volevo prendere un “Corso”, poi, non avrei adottato un cucciolone di non ben precisata provenienza senza ped e microchip (ma con varie patologie, più o meno gravi, grazie a dio oramai tutte risolte, la cui cura è stata sicuramente molto più costosa del prezzo richiesto dai più blasonati allevatori), ma avrei girato solo alcuni allevatori [non faccio nomi perchè non posso/voglio far pubblicità a nessuno, ma alcune foto qui presenti, ad es il cane di Bocci (che è partito con un cane di Prencipe) o quello Castrignano, penso che meritino. Meritano, sempre tra quelli che ho avuto modo di conoscere, anche (almeno esteticamente) i cani di quell’allevamento del “basso molise”, anche se (sotto il profilo caratteriale) ho sentito voci contrastanti, alcuni allevatori del foggiano, del nord-barese, altri lucani e siciliani]. Purtroppo o per fortuna il mio “cane di famiglia” ha scelto noi e non abbiamo potuto fare a meno di adottarlo … l’avremmo tenuto con noi anche se fosse stato incrociato con un carlino (una delle razze che mi piacciono di meno! :S ) e ce lo teniamo stretto con tutte le sue pieghe e quelle orecchie alte e penzolanti (purtroppo la coda l’avevano già tagliata …). Non vi nego però che se riuscissi a rintracciare con certezza entrambi i genitori e visionare i loro ped e, soprattutto, le loro lastre… molto più poi che prima mi piacerebbe farlo accoppiare.. tanto di corsi con rughe e orecchie alte ce ne sono tanti ed alcuni ho avuto di modo vedere piacciono anche a Dino! :P

                Tornando allo standard, è innegabile che oggi esistono due razze. Altrettanto innegabile è che si tratta di due razze risultanti, come abbiamo visto, dai più disparati meticciamenti e neanche ben riuscite (il corso per lo più sotto il profilo estetico, il mastino anche sotto quello funzionale. Gli attuali mastini napoletani sono in grado di riprodursi da soli?, di allattare i cuccioli? di fare tre metri, dico tre non trenta, di corsa?). A differenza del dogo argentino, però il Corso una storia alle spalle ce l’ha e, sempre a mio modo di vedere, non aveva bisogno di essere creato “in laboratorio”. Si potrebbero, quindi, “cancellare” gli ultimi 40 anni di meticciamenti ignobili e ripartire da 0, da quei cani “poco commerciali” che ancora è possibile trovare nelle masserie per poter tornare, magari anche attraverso il rinsanguamento col MN, al molosso italiano tanto caro a Scanziani. Lo standard del 65, peraltro, è cosi elastico da poter preservare sia la versione pesante che quella leggera, oltre a tutte le varie linee (campana, foggiana, barese, salentina, lucana …) che in ragione della provenienza e funzione svolta si sono distinte. Che ne dite? e’ mera utopia o pura follia?

                #83811

                espada
                Utente
                  • @espada

                  Vengo dalla provincia di Foggia e per me, esclusivamente per ragioni affettive e di tradizione (quindi senza nulla togliere ad altre fantastiche razze), i cani sono due: il corso e l’abruzzese, ma, per ragioni esistenziali, logistiche e lavorative non avrei mai preso nè l’uno, nè l’altro.

                  posso capirti!
                  non sono Calabrese (mio padre lo è) ma quando un anno fa ho avuto l’onore di condurre in passerella un cucciolo di Pastore della Sila (era la prima volta che incontravo dal vivo questa razza) mi venivano gli occhi lucidi e il groppo alla gola…

                  :oops:

                  Se volevo prendere un “Corso”, poi, non avrei adottato un cucciolone di non ben precisata provenienza senza ped e microchip (ma con varie patologie, più o meno gravi, grazie a dio oramai tutte risolte, la cui cura è stata sicuramente molto più costosa del prezzo richiesto dai più blasonati allevatori), ma avrei girato solo alcuni allevatori

                  anche in questo caso posso capirti: Eddington l’ho preso adulto (6 anni stimati) e in cattive condizioni di salute, anch’io ho speso di veterinario una bella cifra…

                  :-(

                  … però se avessi voluto prendere un Corso, non avrei girato tra allevatori di cani (anche se pure a me piacciono quelli che hai nominato), bensì tra allevatori di bestiame, nelle stesse zone che hai menzionato tu.

                  :-)

                  #84066

                  haze
                  Utente
                    • @haze

                    A me il tipo di pelo più che il colore, e qui chiedo ad Haze che è l’esperta, mi ricorda il Beauceron

                    In effetti il pelo mi ha ricordato proprio quello del Beauce, pero’ mi sono detta che poteva essere un’impressione (o che sto diventando monomaniaca).
                    Ma anche il colore, con la macchia bianca sul petto su nero focato é una combinazione che si ritrova spesso nel Bas Rouge (mentre non so se esiste nel Rott o nel Dobermann ad esempio).

                    Mi permetto di fare un domanda forse un po’ OT ma ne approfitto:
                    questa cosa del nero focato mi ha incuriosita cosi’ ho un po’ cercato i colori del Corso e ho trovato una manciata di tabelle con disegni che dovrebbero illustrare i colori della razza, sia quelli amessi sia quelli non ammessi (gli appassionati le avranno già viste un milione di volte) e tra quelli non ammessi c’é il nero focato.
                    La tabella l’ho vista ieri, prima di leggere la risposta di Dino, ma a questo punto visto che sto colore col Corso non ci azzecca niente non capisco perché l’abbiano voluto inserire. Già che il “mondo” del Cane Corso mi sembrava complicato prima…
                    Le tabelle sono queste:

                    Ho messo le due dei colori non ammessi perché gli altri bene o male mi paiono corretti.

                    #84073

                    Cozmo
                    Utente
                    • Località: Lugano
                    • Genere: Maschio
                      • @cozmo

                      Mi piacciono questi disegni, metterei anche i colori accettati a questo punto:



                      #84074

                      Cozmo
                      Utente
                      • Località: Lugano
                      • Genere: Maschio
                        • @cozmo

                        Questo articolo sembra interessante:

                        IL PELO, IL MANTELLO ED I COLORI NEL CANE CORSO
                        di Yana Rusakova, Elena Ilina e Nicola Mille

                        Un particolare ringraziamento per l’aiuto fornito e per le numerose consultazioni scientifiche concesse va fatto alla Prof.ssa Maria Sotskaya, consulente genetista RKF.

                        IL PELO, IL MANTELLO ED I COLORI NEL CANE CORSO.

                        Sin dai tempi antichi il cane è stato per l’uomo un fedele compagno e un aiutante importante. Grazie alla selezione operata nei secoli, oggi abbiamo un numero enorme di razze canine – dai severi cani da guardia ai cani da compagnia. Allevando le varie razze l’uomo ha fatto attenzione anche ai diversi colori del mantello e per ogni razza è stata assegnata una certa gamma di colori.

                        La selezione dei colori è stata effettuata in direzioni e per ragioni diverse. In alcuni casi il colore del mantello è solo una questione di gusto dell’allevatore, in altri casi dallo standard di razza sono stati esclusi i colori che potevano essere associati ad anomalie fisiche. In un terzo caso, si sono esclusi i colori che probabilmente potevano essere il risultato di incroci recenti o passati. Con la crescita delle conoscenze scientifiche è stata studiata la base biologica della struttura e quindi come i diversi colori si manifestano nel fenotipo, nonché i diversi meccanismi di ereditarietà dei colori.

                        IL PELO: LA SUA STRUTTURA

                        Prima di parlare direttamente dei colori è necessario capire la struttura del pelo e che cosa controlla il suo colore. Il mantello del cane corso è composto dal pelo di copertura, leggermente piu lungo, e dal sottopelo che funge da protezione contro gli agenti atmosferici. Ogni cane corso di razza pura deve avere il sottopelo, come si addice ad un cane di campagna che deve svolgere il suo lavoro di giorno e di notte, in tutte le condizioni atmosferiche, proteggendo il territorio e il bestiame al pascolo. Se il cane non ha sottopelo soffrirà il freddo e di conseguenza non riuscirà a compiere il suo lavoro.

                        Nel cane corso la mancanza di sottopelo deve essere riconosciuta e giudicata come difetto funzionale e quindi dovrebbe essere un forte elemento discriminante per la scelta di un soggetto ai fini riproduttivi. La mancanza del sottopelo di un cane corso, inoltre, mette in dubbio la sua purezza e fa pensare che qualcuno dai suoi antenati era un esemplare di un altra razza, come ad esempio il boxer, che non ha sottopelo.

                        Ma torniamo alla struttura del pelo. Un pelo è composto internamente da un midollo e dalla corteccia, che contengono i granuli di pigmento. Esternamente è ricoperto da un rivestimento sottile che si chiama cuticola. Il sottopelo non ha il midollo e nella corteccia ci sono pochi granuli di pigmento. Per questo il sottopelo è sempre molto più chiaro rispetto al pelo. Tutte le varieta dei colori nei cani sono determinate dalla presenza di un pigmento che si chiama melanina. E’ un prodotto derivato dalla trasformazione dell’aminoacido tirosina. La melanina viene prodotta in cellule specializzate chiamate melanociti. Il processo di produzione della melanina si chiama melanogenesi. La melanina è un polimero che secondo la sua struttura chimica può presentarsi in due diverse forme:

                        – Eumelanina – Granuli oblunghi neri o granuli rotondi marroni. Nel corpo può essere presente solo un tipo di eumelanina: o nero o marrone.

                        – Feomelanina – Granuli rotondi gialli.

                        Il colore del pelo dipende da presenza o assenza, quantita e localizzazione dei granuli di pigmento eumelaninico nero o marrone, e feomelaninico giallo. Questi processi e anche la manifestazione del colore nel fenotipo sono controllati e determinati dalle serie di alleli di alcuni geni.

                        DNA- CROMOSOMI – GENI – ALLELI – LOCI

                        Come sappiamo, l’unità strutturale e funzionale che determina l’ereditarietà delle caratteristiche fisiche è il gene. Il gene è quella parte della molecola di DNA che definisce la possibilità della manifestazione di un singolo tratto elementare o la sintesi di una singola molecola proteica. Ogni gene dell’ organismo ha il suo posto in una certa area del cromosoma. Questo posto è chiamato locus.

                        I geni che si trovano nello stesso locus dei cromosomi omologhi e che determinano le varie alternative dello stesso tratto somatico sono chiamati allelici. In una popolazione possono essere presenti più di due alleli di un gene. Questo fenomeno è chiamato allelismo multiplo. Ma allo stesso tempo un singolo esemplare può avere solo due alleli di un gene, dal numero di cromosomi omologhi derivati ​​dal padre e dalla madre. Gli alleli dei geni possono entrare in complesse interazioni tra loro. Se il soggetto ha due alleli identici di un stesso gene, è chiamato omozigote per un determinato tratto somatico. Se i due alleli sono diversi, è chiamato eterozigote per quel tratto somatico. Gli alleli di solito sono designati dalle stesse lettere – AA, Aa, aa. Se un gene sopprime l’azione di un altro gene, è chiamato dominante e quello che è soppresso si chiama recessivo.

                        Se nel genotipo del soggetto sono presenti entrambe le versioni del gene, quindi sia dominante che recessivo, l’esemplare che pertanto è eterozigote mostrerà visivamente nel fenotipo solo il gene dominante, mentre il gene recessivo potrà anch’esso essere trasmesso alla prole. Tutti i colori e le eventuali sfumature nei cani sono definite da 12 loci, ciascuno dei quali può contenere due o più varianti di un gene. I loci possono interagire tra loro. Per ogni razza esiste una certa quantità di variazione dei geni, ed alcune variazioni sono tipici per una razza e in un altra razza non esistono. Se nella razza appaiono colori ritenuti nello non tipici e quindi non contemplati ed ammessi nello standard, questo può indicare che c’è stato in passato o recentemente un’incrocio con una razza diversa. Dunque, la manifestazione nel fenotipo di qualsiasi colore e la sua tonalità dipende dalle varianti di combinazione dei geni derivati ​​dai genitori e anche in qualche misura dei fattori interni del corpo e fattori esterni dell’ambiente, che determinano l’espressività, ossia il grado della manifestazione di qualche tratto somatico.

                        ALLELI CHE DETERMINANO LA FORMAZIONE DEI COLORI

                        NELLA RAZZA CANE CORSO:

                        1) Il locus (A) è rappresentato dalla serie di alleli agouti.

                        Questo termine deriva dal nome di un roditore sudamericano che ha il colore marrone-grigio, che lo aiuta a nascondersi dai predatori. Gli alleli del gene agouti determinano la distribuzione a zone distinte dei pigmenti eumelanina e feomelanina, ossia il colore irregolare del pelo, e anche la quantità diversa della feomelanina sulle differenti zone del corpo. Fenotipicamente è un cambiamento di tonalità di colore che parte più scuro nella schiena e più chiaro sulla pancia.

                        Ay – determina il colore fulvo di intensità variabile. La variabilità nella intensità del colore fulvo dipende dalle azioni di geni modificatori (poligeni rufus). Questi poligeni agiscono accentuando o diminuendo l’intensità del colore.

                        at – nello stato omozigote definisce fenotipicamente un colore focato.

                        Ay> at (Ay è dominante, at – recessivo) (Ay sopprime at)

                        2) Il locus (B) è rappresentato dalla serie di alleli brown.

                        B – definisce la sintesi di eumelanina nera;

                        b – in stato di omozigote determina la sintesi di eumelanina marrone, anche il colore delle labbra, il tartufo e le rime palpebrali diventano marroni.

                        B> b (B – dominante, b – recessivo) (B sopprime b)

                        3) Il locus (D) è rappresentato dalla serie di alleli diluition, anche detti mitigatori.

                        D – definisce la normale intensità del colore;

                        d – nello stato omozigote diluisce (indebolisce) il colore nero fino a diventare grigio, con un cambiamento di pigmentazione delle labbra, del tartufo e delle rime palpebrali dal nero al grigio.

                        D> d (D – dominante, d- recessivo) (D sopprime d)

                        4) Il locus (E) è rappresentato dalla serie di alleli del gene extension.

                        Em – determina la presenza della maschera sul muso;

                        E – normale pigmentazione (completo);

                        e – nello stato omozigote blocca completamente la produzione di eumelanina. Causa una assenza totale dei peli neri. Il colore e’ totalmente feomelaninico. Nella razza cane corso si manifesta nel fenotipo come un colore e-fulvo recessivo omozigote non riconosciuto dallo standard (fulvo senza maschera)

                        Em> E> e (Em sopprime E che a sua volta sopprime e)

                        5) Il locus (K) è rappresentato dalla serie di alleli del gene Key.

                        K – definisce il colore nero dominante;

                        kbr – determina il colore tigrato;

                        k – determina la possibilità della manifestazione dei colori causati dagli altri loci. Nello stato omozigote nella razza cane corso è l’unica possibilità della manifestazione nel fenotipo del colore fulvo con maschera nera o grigia.

                        (Tutti i fulvi con maschera nera o grigia sono omozigoti kk. Questo perchè k è l’allele più recessivo della serie e quindi si manifesta solo in omozigosi)

                        – Se uno dei due alleli presente nel locus è K il soggetto sarà fenotipicamente nero.

                        – Se nel locus è presente l’allele kbr e assente K, il soggetto sarà tigrato eterozigote come kbrk oppure tigrato omozigote come kbrkbr.

                        K> kbr> k (K sopprime kbr che a sua volta sopprime k)

                        Questi descritti sopra sono i cinque loci e i relativi alleli che determinano tutte le colorazioni ammesse nella razza Cane Corso. Ogni razza canina ha una propria gamma di colori accettati che è sempre specificata nello standard della razza. Tutti i colori che non sono inclusi nello standard, non sono accettati e accettabili. Se questi colori compaiono nel fenotipo perchè presenti in maniera seppur recessiva nel genoma, dovrebbero portare ad escludere dalla riproduzione i soggetti che li evidenziano, in quanto è possibile sospettarne una ascendenza non scevra da incroci, ma soprattutto e comunque anche al solo fine di evitare una ulteriore trasmissione alla prole di caratteristiche fenotipiche indesiderate.

                        Nello standard FCI № 343 della razza “Cane Corso Italiano” c’è scritto:

                        “Colore: nero, grigio piombo, ardesia, grigio chiaro, fulvo chiaro, fulvo cervo, fulvo scuro e tigrato (tigrature su fondo fulvo o grigio di varie gradazioni). Nei soggetti fulvi e tigrati è presente una maschera nera o grigia la cui estenzione è limitata al muso e non deve superare la linea degli occhi. Ammessa una piccola chiazza bianca al petto, alla punta dei piedi e alla canna nasale.”

                        Lo standard implica sempre la manifestazione fenotipica del colore. Se guardiamo meglio i genotipi vediamo che tutti i colori che sono iscritti nello standard possono essere ricondotti e suddivisi a seconda del loro genotipo.


                        COLORI ACCETTATI NELLO STANDARD
                        1. Nero.

                        Soggetti completamente neri (ammessa una piccola chiazza bianca al petto, alla punta dei piedi e alla canna nasale). Se nel corpo del cane c’è almeno un pelo fulvo, questo cane non è geneticamente nero. Il colore nero e’ determitato da una combinazione di alleli Ay-B-D-Em-K-.

                        Il segno (-) indica che il soggetto in quel locus può essere sia omozigote che eterozigote e che l’eterozigosi non è influente per la manifestazione fenotipica del colore in quanto l’allele è dominante. I cani neri hanno sempre ben pigmentate di nero le labbra, il tartufo e le rime palpebrali, oltre possibilmente al palato e ai cuscinetti plantari. Un soggetto di colore nero può comunque trasportare nel proprio deposito genetico recessivo le varianti dei geni che, in certe combinazioni assieme alle varianti dei geni del partner, possono far nascere nella prole i cani di tutti gli altri colori (anche non desiderati).

                        Questo è un’esempio della nascita di uno cucciolo grigio da due genitori neri:

                        Accoppiando Ay-B-DdEm-K- (nero) X Ay-B-DdEm-K- (nero)

                        otteniamo =

                        Ay-B-DDEm-K- (cucciolo nero)

                        Ay-B-DdEm-K- (cucciolo nero)

                        Ay-B-ddEm-K- (cucciolo grigio con le labbra, il tartufo e le rime palpebrali grigi

                        Se da due cani neri è nato uno cucciolo grigio possiamo dire con certezza che entrambi i genitori sono eterozigoti per il locus (D) ed il cucciolo è invece omozigote per il gene recessivo dd

                        2. Grigio.

                        I colori dello standard grigio piombo, grigio ardesia, grigio chiaro geneticamente sono un unico colore, vale a dire grigio di diversi gradi di intensità. Il colore grigio è essenzialmente un nero diluito e determinato della presenza di un’omozigote recessivo dd in combinazione con alleli B- e K-.

                        La formula genetica del colore può essere scritta come: Ay-B-ddEm-K-

                        La presenza di una coppia di alleli dd in un genotipo diluisce non solo il colore del pelo dal nero al grigio, ma anche sempre obbligatoriamente la pigmentazione delle labbra, del tartufo e delle rime palpebrali – che assumono tonalità di grigio più o meno intenso anche loro.

                        Tutti i cuccioli che nascono dalle accoppiate tra due cani grigi sono quindi omozigoti recessivi dd. Di conseguenza è certo che da due cani grigi possono nascere solo cuccioli dai colori accettati di tipo diluito (grigio, grigio tigrato, fulvo con maschera grigia) ma possono nascere anche cuccioli dai colori indesiderati e non accettati nello standard – isabella, grigio focato, grigio focato con tigrature.

                        La manifestazione di un particolare colore nella prole dipende da quale delle varianti di geni su altri locus (escluso D) avranno i cuccioli dalla combinazione fra gli alleli dei genitori.

                        – Accoppiando Ay-B-ddEm-Kk (grigio) X Ay-B-ddEm-KK(grigio)

                        otteniamo =

                        Ay-B-ddEm-KK (grigio)

                        Ay-B-ddEm-Kk (grigio)

                        – Mentre accoppiando Ay-B-ddEm-Kkbr (grigio) X Ay-B-ddEm-Kkbr (grigio)

                        otteniamo =

                        Ay-B-ddEm-KK (grigio)

                        Ay-B-ddEm-Kkbr (grigio)

                        Ay-B-ddEm-kbrkbr (grigio tigrato)

                        (Vedi disegno NERO E GRIGI)

                        3. Fulvo con maschera.

                        (Vedi disegno FULVO E FORMENTINO)

                        Il colore fulvo nella razza cane corso colpisce l’immaginazione per le sue numerose variabili: fulvo chiaro, fulvo, fulvo cervo, fulvo scuro, e tutte le sfumature intermedie. L’intensità del colore fulvo dipende dalla azione di speciali geni chiamati dal genetista Robinson poligeni rufus.

                        I colori fulvi iscritti nello standard sono determinati di una combinazione di alleli Ay- e kk. L’omozigote kk dà una possibilita al colore fulvo di manifestarsi nel fenotipo, e la presenza dell’allele Ay- a sua volta caratterizza il colore del pelo fulvo con la parte terminale più scura. La intensità di questa zona terminale scura dipende sempre dall’azione dei geni modificatori. Si passa da una azione diffusa e profonda (visibile come carbonature sul mantello) fino ad una azione molto leggera, minima, quasi invisibile all’occhio umano (fulvo chiaro).

                        Risulta quindi evidente come la differenza fra un fulvo con maschera nera e un fulvo con maschera nera e carbonature sul corpo sia esclusivamente dipendente dalla forza con cui agiscono i modificatori. Dal punto di vista dei geni contenuti nei loci i due soggetti sono identici.

                        I meccanismi di azione dei modificatori non sono ancora stati chiariti completamente, pertanto, una selezione che tenda ad escludere in primis soggetti carbonati e per secondo i parenti dei soggetti carbonati, si basa principalmente sulla non rispondenza allo standard dei primi e sul tentativo di ridurre i rischi nelle generazioni future per i secondi. Ma a livello genetico, due soggetti carbonati possono riprodurre figli con un colore fulvo ammesso e corretto così come due soggetti fulvi corretti possono riprodurre figli carbonati. Va anche ben specificato che far riprodurre un soggetto fulvo senza maschera e’ molto più grave che far riprodurre un soggetto carbonato, in quanto il carbonato geneticamente e’ comunque un fulvo con una maschera e quindi va compreso fra i colori ammessi dallo standard sebbene con un difetto grave. Un fulvo senza maschera ha invece un genotipo diverso, che lo fa rientrare fra i colori non ammessi dallo standard.

                        Tutti i soggetti fulvi devono avere una maschera che non supera la linea degli occhi. A Seconda del colore della maschera possiamo dividere il gruppo dei colori fulvi in due sottogruppi : fulvo con maschera nera e fulvo con maschera grigia.

                        a) Fulvo con maschera nera.

                        La formula genetica è Ay-B-D-Em-kk

                        Lo sono tutti i soggetti di colore fulvo di qualsiasi intensità, con una maschera nera sul muso e con ben pigmentati di nero le labbra, le rime palpebrali e il tartufo.

                        b) Fulvo con maschera grigia (formentino).

                        La formula genetica è Ay-B-ddEm-kk

                        Lo sono tutti i soggetti di colore fulvo di qualsiasi intensità con una maschera grigia sul muso.

                        La presenza di una coppia di alleli dd indebolisce il nero al grigio, quindi la parte terminale del pelo, verso la punta, è più scura della base ma per la presenza dell’allele Ay il pelo da nero diventa grigio.

                        I cani di questo colore hanno sempre le labbra, le rime palpebrali e il tartufo grigi.

                        Dall’ accoppiamento di due cani fulvi, tutti i loro cuccioli riceveranno una coppia di alleli kk, che determina un colore fulvo nel fenotipo.

                        Accoppiando Ay-B-D-Em-kk (fulvo m.nera) X Ay-B-ddEm-kk (fulvo m.grigia)

                        otteniamo =

                        Ay-B-DdEm-kk (fulvo con maschera nera)

                        Ay-B-ddEm-kk (fulvo con maschera grigia)

                        –B-Ddeekk (e-fulvo recessivo (fulvo senza maschera) — colore non accettato).

                        Questo è un esempio di come possono nascere cuccioli grigi o fulvi con maschera grigia dall’accoppiamento fra un soggetto nero ed un soggetto fulvo con maschera nera:

                        accoppiando Ay-B-Dd-Em-Kk- (nero) X Ay-B-Dd-Em-kk (fulvo con maschera nera)

                        otteniamo =

                        Ay-B-D-EmKk (nero),

                        Ay-B-D-Emkk (fulvo con maschera nera),

                        Ay-B-ddEm-K- (grigio),

                        Ay-B-ddEm-kk (fulvo con maschera grigia)

                        Con questo esempio si evince chiaramente come la nascita di un cucciolo fulvo con maschera grigia da due genitori, uno fulvo e l’altro nero è possibile solo se entrambi i genitori sono eterozigoti Dd, e il genitore nero dovrebbe essere anche eterozigote Kk.

                        4. Tigrato

                        (Vedi disegno TIGRATI E GRIGIO TIGRATI)

                        Il colore tigrato è determitato della presenza dell’allele kbr.

                        Nel fenotipo si manifesta con strisce nere o grigie sul mantello che è a sfondo fulvo. Forma, larghezza, frequenza e posizione delle strisce dipendono dall’azione di molteplici geni modificatori.

                        Tutti i cani tigrati devono avere una maschera sul muso, di colore in relazione al tono delle strisce nere o grigie.

                        Il gruppo dei colori tigrati può essere diviso in due sottogruppi: tigrato e tigrato grigio.

                        a) Tigrato

                        La formula genetica è Ay-B-D-Em-kbr-

                        Lo sono tutti i soggetti con strisce nere di diverse larghezze su fondo fulvo di intesita’ diversa: da sottili strisce nere su cani quasi interamente fulvi fino a soggetti quasi totalmente neri con singole e ben separate striature fulve (colore comunemente chiamato nero tigrato). I cani tigrati hanno una maschera nera sul muso e si devono presentare ben pigmentati in nero alle labbra, sulle rime palpebrali e al tartufo.

                        b) Grigio Tigrato

                        La formula genetica è Ay-B-ddEm-kbr-

                        La presenza di una coppia di alleli dd indebolisce il nero e lo fa apparire grigio.

                        I cani di questo colore hanno strisce grigie di diverse larghezze su uno sfondo fulvo di qualsiasi intensità (dal fulvo chiaro al fulvo scuro). Presentano una maschera grigia sul muso. Labbra, rime palpebrali e tartufo sono anche loro grigi.

                        Dall’accoppiamento fra due cani tigrati è impossibile nascano cuccioli neri o grigi.

                        E’ assolutamente non rilevante l’ intensità, la quantità e la posizione delle tigrature dei genitori. Se c’è anche solo una minima tigratura in entrambi i genitori non nasceranno cuccioli di colore nero o grigio. Vi sono stati casi di cuccioli dichiarati come neri e figli di due cani tigrati. Hanno anche ricevuto il pedigree in cui si affermava che questi soggetti erano di colore nero.

                        E’ logicamente una affermazione errata, in quanto questi cuccioli non possono essere geneticamente neri. L’apparenza di soggetto fenotipicamente nero in maniera integrale è data dall’azione dei geni modificatori che fanno tigrature nere così ampie da nascondere integralmente il fulvo.

                        E’ possibile che anche solo minime striature di colore fulvo escano in fase di crescita e non siano state evidenti al momento della dichiarazione di cucciolata, ma la trasmissibilità genetica ne esclude la non comparsa. L’allevatore dovrebbe prestare attenzione a queste regole di trasmissibilità onde non incorrere in dichiarazioni errate sul colore dei soggetti, e dovrebbe tenerne conto in fase di riproduzione di questi cani.

                        Un soggetto fenotipicamente nero per l’azione dei geni modificatori ma non genotipicamente nero, se scelto in accoppiamento per il colore visibile del suo mantello, produrrà cuccioli che non rispecchiano le aspettative dell’allevatore.

                        Ad esempio, analizziamo la possibilità di nascita di cuccioli fulvi con maschera nera o grigia da un’accoppiamento fra un soggetto tigrato ed un soggetto grigio tigrato. Entrambi i genitori devono essere eterozigoti kbrk:

                        Accoppiando Ay-B-DdEm-kbrk (tigrato) X Ay-B-ddEm-kbrk (grigio tigrato)

                        otteniamo =

                        Ay-B-DdEm-kbr- (tigrato)

                        Ay-B-ddEm-kbr- (grigio tigrato)

                        Ay-B-ddEm-kk (fulvo con maschera grigia)

                        Ay-B-DdEm-kk (fulvo con maschera nera)

                        COLORI NON ACCETTATI NELLO STANDARD
                        Oltre ai colori specificati nello standard della razza a volte appaiono alcuni colori indesiderati.

                        I cani con colori del mantello indesiderati sono comunque cani di razza cane corso, se mantengono tutte le altre caratteristiche di tipicità per la razza razza, e sono comunque nati da due riproduttori di razza pura, in possesso di un pedigree riconosciuto.

                        Però questi soggetti devono essere obbligatoriamente esclusi da ogni futura attività riproduttiva.

                        Si deve anche fare attenzione ai genitori di questi cani, perchè tutti i colori indesiderati nella razza sono determinati da alleli recessivi e la nascita di anche un solo cucciolo di colore non accettato nello standard significa che entrambi i genitori di questo cucciolo sono portatori di alleli recessivi indesiderati.

                        Vediamo i genotipi dei colori indesiderati che appaiono in maniera piu’ o meno frequente nella razza cane corso:

                        1. Focato

                        (Vedi disegno FOCATI E FOCATI CON TIGRATURE)

                        Il colore focato si caratterizza dalla presenza di macchie fulve in alcune parti del corpo precisamente determinate: su gambe, petto, muso, guance.

                        Le macchie hanno una forma precisa e formano un disegno caratteristico di colore fulvo, variabile di intensità. Il focato può presentarsi fenotipicamente in qualsiasi soggetto dal colore omogeneo. Il colore focato è determinato dalla presenza di una coppia di alleli atat nel genotipo.

                        – Nero Focato. La formula genetica è atatB-D-Em-kk

                        Lo sono i soggetti neri con macchie fulve e ben pigmentati in nero sulle labbra, le rime palpebrali e il tartufo.

                        – Grigio Focato. La formula genetica è atatB-ddEm-kk

                        Lo sono i soggetti grigi con macchie fulve. Le labbra, le rime palpebrali e il tartufo di questi cani sono grigi.

                        Se nel genotipo è presente la combinazione di alleli atat e kbr il risultato è un soggetto focato con anche tigrature.

                        In questo caso, le strisce (tigrature) nere o grigie sono logicamente evidenti solo nelle zone focate a colore fulvo.

                        – Nero Focato con Tigrature. La formula genetica è atatB-D-Em-kbr-

                        Lo sono i soggetti neri con macchie fulve sulle quali sono presenti strisce nere di diversa larghezza. I cani di questo colore hanno le labbra, il tartufo e le rime palpebrali neri.

                        – Grigio Focato con Tigrature. La formula genetica è’ atatB-ddEm-kbr-

                        Lo sono i soggetti grigi con macchie fulve sulle quali sono visibili strisce grigie di diversa larghezza. I cani di questo colore hanno le labbra, le rime palpebrali e il tartufo grigi.

                        Molto spesso i cani di colore focato con tigrature vengono considerati in maniera assolutamente sbagliata come soggetti con mantello di colore tigrato o grigio tigrato in cui le strisce di colore nero o grigio occupano la maggioranza dell’area di tutto il corpo e le striature fulve sono poche. Per l’identificazione corretta del tipo di colore evidenziato fenotipicamente è necessario fare attenzione al colore della parte terminale degli arti del cane: i cani focati con tigrature presentano in queste zone terminali una colorazione più chiara rispetto al colore principale del corpo.

                        2. Marrone.

                        Determinato della presenza nel genotipo del cane di una coppia di alleli bb, che definiscono la sintesi nel corpo dell’eumelanina marrone.

                        La formula genetica è Ay-bbD-Em-K-

                        Anche le labbra, le rime palpebrali e il tartufo di questi cani diventano marroni.

                        3. Isabella.

                        Il colore Isabella è un colore rosa-cremato con tonalità blu o cioccolato.

                        I cani di questo colore hanno le labbra, le rime palpebrali e il tartufo dipinti in rosato.

                        La manifestazione di questo colore deriva dalla presenza di una combinazione di alleli dd e bb nel genotipo. L’omozigote dd indebolisce il pigmento da nero a grigio e l’omozigote bb determina la sintesi di eumelanina marrone.

                        La formula genetica del colore isabella è Ay-bbddEm-K-

                        4. Fulvo senza maschera

                        La presenza nel genotipo del cane di un’omozigote ee blocca completamente la sintesi di eumelanina nel pelo e il colore del pelo diventa totalmente feomelaninico.

                        Si tratta di un soggetto senza un pelo nero sul corpo.

                        Dai colori fulvi specificati nello standard questo colore fenotipicamente differisce per la completa assenza di una maschera. Sono stati registrati i casi di soggetti di questo colore ad esposizioni senza essere squalificati. Probabilmente è successo perchè il loro colore è stato sbagliamente identificato come il fulvo con maschera nera o grigia non abbastanza profonda. In realtà il corredo genetico è differente, così come il fenotipo, e quindi soggetti fulvi senza maschera vanno ritenuti non consoni allo standard di razza, quindi da squalifica al pari di colori marrone, isabella o focati.

                        Il fulvo senza maschera si può presentare in tre varianti diverse:

                        a) fulvi senza maschera con le labbra, le rime palpebrali e il tartufo pigmentati in nero.

                        La formula genetica è – B-D-ee –

                        b) fulvi senza maschera con le labbra, le rime palpebrali e il tartufo pigmentati in marrone, che è determinato dalla presenza nel genotipo di una coppia di alleli bb.

                        La formula genetica è –bbD-ee–

                        c) fulvi senza maschera con le labbra, le rime palpebrali e il tartufo pigmentati in grigio, che è determinato dalla presenza nel genotipo di una coppia di alleli dd.

                        La formula genetica è –B-ddee–

                        Va ripetuto ed è importante insistere sul fatto che siccome la manifestazione dei colori indesiderati nella razza cane corso è sempre e solo determinata dalla presenza di alleli recessivi nello stato omozigote, questi cani nascono da riproduttori con colori specificati ed accettati nello standard che trasportano gli alleli indesirati nel deposito genetico recessivo.

                        A chiarire meglio, un esempio esplicativo:

                        Accoppiando Ay-BbDdEm-K- (nero) X Ay-BbddEm-K- (grigio)

                        otteniamo =

                        Ay-B-DdEm-K- (nero)

                        Ay-B-ddEm-K- (grigio)

                        Ay-bbDdEm-K- (marrone)

                        Ay-bbddEm-K- (isabella)

                        (Vedi disegno MARRONE, ISABELLA E FULVO SENZA MASCHERA)

                        Dagli accoppiamenti tra soggetti con colori indesirati e soggetti con colori accettati nello standard, molto spesso i cuccioli avranno una grande prevalenza di colori accettati, in quanto per la comparsa fenotipica dei colori indesiderati serve una combinazione omozigote di geni recessivi, meno frequente di combinazioni eterozigoti o omozigote dominante. Ma gli alleli indesiderati saranno trasmesse alla prole nel deposito recessivo.

                        Questo è un esempio di soggetto di colore nero nato da un nero focato e portatore del gene focato nel corredo genetico recessivo:

                        AyAyB-D-Em-Kk (nero) X atatB-D-Em-kk (nero focato) = AyatB-D-Em-Kk (nero).

                        Soggetti dai colori non accettati sono a volte usati in riproduzione. Per esempio, il colore focato di alcuni cani non è sempre facile da identificare visivamente.

                        Alcuni proprietari e allevatori hanno la opnione che a volte i cani focati (così come gli altri cani dei colori indesiderati – fulvo senza maschera, isabella, focato con tigrature) possono essere utilizzati nella riproduzione se hanno un’anatomia corretta.

                        E’ possibile che quindici anni fa questa convinzione fosse comprensibile e magari anche condivisibile, per la mancanza di informazioni dal punto di vista genetico e per necessità o comodità di alcuni nelle prime fasi di “recupero”. Oggi questo tipo di utilizzo non è certamente necessario, vista la ormai notevole diffusione di esemplari in tutti i paesi, con numerosi soggetti di ottima anatomia e giusti colori.

                        La presenza degli alleli che determinano i colori indesiderati nel patrimonio genetico recessivo non è da considerarsi tipica per la razza cane corso e per questa ragione, al fine di eliminarli dal patrimonio genetico, in fase di selezione delle generazioni future, quando questa presenza recessiva diviene evidente nel fenotipo per omozigosi, l’unica strada percorribile per attuare una concreta e reale selezione è quella che i soggetti genitori e i figli vengano tolti dalla riproduzione.

                        VARIE ED EVENTUALI – NOTE A MARGINE

                        Per finire, vi sono un paio di informazioni pratiche per poter chiarire in maniera precisa i genotipi dei riproduttori e poter utilizzare queste informazioni nelle scelte da effettuare durante il lavoro di selezione.

                        In primo luogo è necessario fare attenzione ai colori dei genitori del cane.

                        Se, ad esempio, un soggetto nero, oppure fulvo con maschera nera o tigrato ha uno dei genitori di colore fulvo con maschera grigia oppure grigio-tigrato o grigio, allora si è sicuri che questo soggetto è eterozigote per il locus (D).

                        Questa certezza di informazione dà all’allevatore la possibilità, facendo attenzione al colore dell’eventuale partner nella fase di scelta per l’accoppiamento, di aumentare la probabilità di ricevere nella prole cuccioli dai colori diluiti.

                        Ancora: Se un soggetto nero, grigio, tigrato o grigio-tigrato è figlio di un genitore di colore fulvo con maschera nera o grigia, allora questo cane porta nel deposito recessivo un allele k e con una corretta scelta del partner si può aumentare la probabilità della nascita di cuccioli di colore fulvo con maschera nera o grigia.

                        Inoltre, si deve fare attenzione ai colori dei figli di un dato specifico riproduttore.

                        Se da un soggetto nero, fulvo con maschera nera o tigrato e’ nato anche solo un cucciolo grigio, grigio-tigrato o fulvo con maschera grigia, questo riproduttore presenta nel corredo genetico un allele recessivo d.

                        Altrettanto, se da un soggetto nero, tigrato, grigio o grigio tigrato almeno una volta è nato un cucciolo di colore fulvo con maschera nera o grigia, il soggetto porta nel deposito recessivo un’allele k.

                        Ancora: Nel caso della nascita di uno cucciolo fulvo con maschera grigia possiamo dire con sicurezza che entrambi i suoi genitori sono i portatori di due alleli – d e k indipendentemente dai loro colori.

                        Se dall’accoppiamento di un soggetto di colore nero o grigio con un altro esemplare fulvo con maschera nera o grigia è nato almeno uno cucciolo tigrato o grigio tigrato, significa che il genitore di colore nero o grigio è un’eterozigote Kkbr.

                        Dunque, in conclusione, abbiamo analizzato gli aspetti genetici principali della formazione dei colori nella razza cane corso. Forse le scoperte future nella genetica dei colori e lo sviluppo della scienza porteranno a rendere necessarie delle modifiche in questo articolo, ma al momento tutti gli aspetti che abbiamo considerato sono corretti e coerenti con le piu recenti acquisizioni di informazioni scientifiche nell’ambito della genetica dei colori e speriamo siano se non rilevanti almeno interessanti per gli allevatori di cane corso.

                        Bibliografia:

                        1. Малькольм Б. Уиллис «Генетика собак», Центрполиграф, 2000

                        2. Сотская М.Н. “Генетика окрасов и шерстного покрова собак”, АСТ, Аквариум-Принг 2010

                        3. Пасечник Л.А. «Меланогенез у собак. Статья хулиганская, но зато все понятно», http://alvheim.ucoz.ru/publ/4-1-0-29

                        4. Харченко Татьяна «Наследование окрасов в породе кане корсо», http://www.cane-korso.com/genet.html

                        5. Инге-Вечтомов С.Г. «Генетика с основами селекции», Высшая школа, 1989

                        6. Рой Робинсон «Генетика окрасов собак», Москва, 1995

                        #92717

                        dino0977
                        Utente
                        • Località: Cosenza
                        • Genere: Maschio
                          • @dino0977

                          Leggevo ieri un articolo scritto da un famoso Allevatore di Cani Corso che parlava di masserie di razza e di chiusura dentale. Anche Alessio ha avuto modo di leggere e di commentare la cosa. Nell’articolo, non cito volutamente chi lo ha scritto, si diceva, a parte le solite ovvietà…sono nato in mezzo al Cane Corso, lo avevano già i miei nonni….ed ancora, il Corso di una volta era diverso da quello di oggi era un’incrocio tra il Mastino Abruzzese, anch’esso molto diverso dai cani odierni, e tra il cane e presa, grosso molosso molto dissimile del Mastino Napoletano odierno, oltre a misure e pesi, che stento a credere che i massari di una volta prendessero ai loro cani, cosa che mi ha lasciato molto perplesso visto chi era a scrivere, vi era sopratutto una parte dedicata alla chiusura dentale del cane. Secondo questo eminente signore (lo scrivo anche un po sarcasticamente) i cani di allora, quelli tradizionali, avevano solo chiusura a tenaglia. La spiegazione di questa chiusura è data dal fatto che secondo lui il cane riusciva a bloccare meglio le bestie inferocite. Ora mi chiedo e dico, ma quando una persona, sopratutto una persona che ha una certa credibilità nel mondo cinofilo scrive delle cose, dovrebbe perlomeno argomentarle in un modo più tecnico. Dal mio punto di vista questa cosa non sta ne in cielo ne in terra. In primis perché la tenaglia, tipo di chiusura ortognato, sarebbe stato necessario che i massari la selezionassero con costanza, quindi facendo accoppiare cani che avessero questo gene, sopratutto sarebbe stata difficile da selezionare come d’altronde lo è l’odierno prognatismo di 0.5 mm, in quanto sarebbe bastato poco per creare cani a forbice dritta, visto che comunque a differenziare queste chiusure è solo l’inclinazione degli incisivi (come d’altronde per la forbice rovescia). In secundis perché a mio parere tra tutte le chiusure ortognate è sicuramente la meno funzionale. Se si blocca la pelle tra due leve che hanno una chiusura a tenaglia, la pelle può sfuggire più facilmente anche lacerandosi, poichè essendo le due arcate dentali perfettamente combacianti non possono dare appiglio, cosa che ad esempio invece avviene con la forbice dritta o rovescia, dove la pelle si piega tra le arcate dentarie che dunque hanno molto più presa rispetto ad una tenaglia. Per finire in terzis, la tenaglia tende a consumarsi rapidamente, un cane con tale chiusura che doveva lavorare sarebbe rimasto senza denti molto presto, per via del consumo eccessivo degli incisivi dovuto al loro sfregamento continuo. Dunque rimango sempre del parere che i cani delle masserie, che non erano una razza, ma soltanto dei grossi molossi, meticciati con chissà cosa, non venivano certo selezionati per la chiusura, ma solo per la funzione. il fatto che venissero chiamati Corsi non ne faceva una razza, e tutte le storielle sulle chiusure dentali e sul resto sono un falso storico.

                          #92741

                          Cozmo
                          Utente
                          • Località: Lugano
                          • Genere: Maschio
                            • @cozmo

                            È online questo articolo? In caso affermativo mi mandi il link in mp?

                            #96505

                            ellyebrando
                            Moderatore
                              • @ellyebrando

                              Spero non sia un doppione, trovata poco fa su FB.

                              Attachments:
                              #96515

                              Shar & Rhod
                              Utente
                                • @shar-vs-rhod

                                Tenendo presenti le orecchie intere e non tagliate, ma anche nei casi riportati nelle foto, io preferisco le convergenze “non corrette”.

                                #96522

                                Cozmo
                                Utente
                                • Località: Lugano
                                • Genere: Maschio
                                  • @cozmo

                                  In tutti i cani delle foto con convergenza non corretta è evidente per me l’immissione di sangue di boxer.

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