Acquisto Crocchette all’Ingrosso (Linea Allevatori) IVA 4%

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Questo argomento contiene 30 risposte, ha 10 partecipanti, ed è stato aggiornato da  ela 1 mese, 3 settimane fa.

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  • #122305

    lila
    Utente
      • @lila

      Ciao! Da qualche anno acquisto le crocchette all’ingrosso (ordine minimo di 400,00e + IVA oppure di 15 sacchi). Ho sempre pagato l’IVA al 22% (in quanto non ho un Allevamento ENCI e non ho Partita IVA adeguata). Tuttavia, mi è capitato diverse volte di leggere post su Forum o di sentire persone che: realizzano gruppi di acquisto (fatturando ad una persona) oppure l’Azienda applica loro l’agevolazione dell’IVA al 4% (con una delle seguenti motivazioni: il sacco appartiene alla linea allevatori e quindi è più grande di quello venduto al dettaglio nei negozi, il numero di sacchi acquistati è superiore ad un certo quantitativo, ecc.). In riferimento a ciò, vorrei sapere se qualcuno di voi conosce la legge che consente di pagare l’IVA al 4% per grossi ordini (senza avere l’Affisso ENCI, senza avere la Partita IVA Agricola, senza avere 2 Fattrici della stessa Razza con 2 Cucciolate diverse, ecc.). Inoltre, vorrei sapere se è possibile realizzare un gruppo di acquisto (indipendentemente dall’IVA al 4% o al 22%) in quanto (se non sbaglio) sui sacchi c’è scritto “sacco allevatore, vietata la vendita al dettaglio” (e perciò, penso che, l’utilizzo dovrebbe essere esclusivo dell’intestatario della fattura). Spero che qualcuno di voi sappia darmi qualche chiarimento a riguardo (in particolare sull’IVA al 4%, magari riportando la legge in riferimento che cita i casi in cui sia possibile usufruire di tale agevolazione). Grazie! P.S. riporto di seguito anche una frase che è stata estratta da un sito di crocchette “[…] per gli allevatori con partita IVA o persone che acquistano in gruppo almeno 12 sacchi per uso esclusivamente proprio (c.d. gruppo d’acquisto) si può praticare l’IVA al 4% anziché al 22% […]”.

      #122306

      lila
      Utente
        • @lila

        Riporto di seguito un quesito che ho trovato e risale al 2012: http://www.redazionefiscale.it/c/archivio-quesiti-2012/9388-aliquota-iva-mangimi-cani-e-gatti
        “[…] una società che esercita attività di commercio all’ingrosso di cibo per cani e gatti e vende preparazioni alimentari per cani e gatti contenute in specifiche confezioni contrassegnate dalla dicitura “uso professionale-vietata la vendita al dettaglio” e di peso superiore a 10 kg a allevatori professionisti canili e ad allevamenti amatoriali. Leggendo le risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate N.210/ E del 18 novembre 2003 e N. 106/E del 13 maggio 2003 che allego mi sembra di capire che: – Per quanto riguarda allevatori professionali e canili l’aliquota iva da applicare per il cibo in oggetto è l’aliquota agevolata del 4% – Per quanto riguarda gli allevamenti amatoriali (quindi senza partita iva) avrei qualche dubbio in più: nella risoluzione N. 210E l’agenzia delle entrate parla di aliquota agevolata anche quando le confezioni sono vendute a consumatori in grande (ma non so se posso fare rientrare i allevamenti amatoriali in tali fattispecie), mentre nella risoluzione N.106 l’Agenzia sostiene che “il tipo di attività svolta dal soggetto acquirente non costituisce elemento determinante al fine di stabilire l’applicabilità dell’aliquota agevolata. Quindi in tal caso anche la vendita di mangime ad allevatori amatoriali sembrerebbe soggetta all’aliquota del l 4% . Vorrei cortesemente sapere se tale interpretazione è corretta, anche perché tutto ciò che ho trovato a riguardo risale al 2003 e non ho trovato nulla di più attuale. Preciso che il problema per l’applicazione dell’aliquota iva agevolata riguarda il soggetto acquirente e non il tipo di mangime in quanto, per quanto riguarda il tipo di mangime, ho trovato documentazione adeguata. […]”

        #122307

        lila
        Utente
          • @lila

          Di seguito i link con la:

          – Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate (RIS) n. 106 /E del 13 maggio 2003

          http://www.finanzaefisco.it/agenziaentrate/cir_ris_2003/ris106-03.htm

          – Risoluzione 210 del 18.11.03

          http://www.diritto.it/rubriche/normativa/risoluzioni/risol_18_11_03_210.html

          Questa è la “conclusione” della Risoluzione 210:

          Pertanto, tutto cio’ premesso, si e’ del parere che: – le preparazioni alimentari contenute in confezioni di peso non superiore a 10 chilogrammi, conformi alle disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 871 del 1982, e recanti il marchio CEE costituito dalla lettera “e”, sono in ogni caso “condizionate per la vendita al minuto” e, conseguentemente, le relative cessioni sono assoggettate all’aliquota ordinaria; – le preparazioni alimentari contenute in confezioni di peso superiore a 10 chilogrammi, prive del marchio “e”, laddove siano commercializzate anche attraverso il canale della distribuzione al dettaglio, sono da ritenersi “condizionate per la vendita al minuto” e le relative cessioni sono, quindi, assoggettate ad aliquota ordinaria; in questa ipotesi, tale circostanza, relativa al condizionamento per la vendita al minuto, attribuisce al bene una caratteristica oggettiva, con la conseguenza che l’aliquota ordinaria si rende applicabile in ogni caso, anche relativamente ad eventuali cessioni effettuate nei confronti di commercianti all’ingrosso, utilizzatori professionali o utilizzatori in grande; – sono soggette ad aliquota ridotta del 4 o del 10 per cento, ai sensi del n. 20) della tabella A, parte II, o del n. 91) della tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, le cessioni delle preparazioni alimentari per cani e gatti contenute in specifiche confezioni, contrassegnate dalla dicitura “uso professionale-vietata la vendita al dettaglio” e di peso superiore a 10 chilogrammi, quando tali confezioni, per le loro dimensioni, non sono commercializzate tramite i commercianti al dettaglio, ma, al contrario, sono vendute esclusivamente a commercianti all’ingrosso, ovvero ad utilizzatori professionali o ad utilizzatori in grande.

          #122314

          lila
          Utente
            • @lila

            Ho appena trovato sul sito Farmina Channel questo articolo http://www.farminachannel.com/d_viewarticolo.php?articolo=1350 (riporto di seguito un estratto):
            “[…] Dal punto di vista giuridico, normativo e fiscale, chiunque abbia una femmina, di qualsiasi razza canina e decida di farle fare una cucciolata, viene definito automaticamente: allevatore. Quindi, chiunque sia alla sua prima o seconda cucciolata, diviene inevitabilmente un “allevatore amatoriale”, ovvero: non riconosciuto né a livello nazionale né internazionale e probabilmente nemmeno inquadrato dal punto di vista fiscale. Nel momento in cui un allevatore amatoriale decide di voler far riconoscere e tutelare il suo lavoro ed i suoi cani, richiede la concessione dell’affisso ENCI. […]”
            Inoltre, ho visto che sul “Modello B dell’ENCI” (relativo all’iscrizione della cucciolata) il proprietario della cucciolata viene definito allevatore anche se non ha Affisso ENCI: http://www.enci.it/media/2172/modello_b.pdf
            Qualcuno saprebbe dirmi se almeno questa eventualmente potrebbe essere una condizione che consente di usufruire dell’IVA al 4%?

            #122364

            dino0977
            Utente
            • Località: Cosenza
            • Genere: Maschio
              • @dino0977

              In Italia per essere considerati allevatori bisogna essere iscritti alle CCIAA come imprenditore agricolo. L’allevamento di cani è regolata dalla legge n.349 23/08/1993 che dice: per attività cinotecnica si intende l’attività volta all’allevamento, alla selezione e all’addestramento delle razze canine.
              Questa attività è considerata imprenditoriale agricola quando i redditi che ne derivano sono maggiori rispetto a quelli di altre attività economiche non agricole svolte dallo stesso soggetto.
              Condizioni necessarie, per essere considerato imprenditore agricolo è che in allevamento devono essere presenti almeno 5 fattrici, le quali annualmente producono non meno di 30 cuccioli.
              Dunque se non si hanno questi requisiti non si è considerati allevatori per la legge Italiana, che si sia iscritti o meno all’ENCI non ha nessuna importanza.
              Detto questo, i produttori di mangimi dovrebbero offrire la scontistica IVA solo ai soggetti che rispettano questi requisiti, non è però così. Ogni rappresentante ha una sua politica, bisognerebbe parlare con loro, e vedere cosa richiedono e cosa offrono.

              #122585

              lila
              Utente
                • @lila

                L’IVA al 4% però viene applicata agli Allevatori ENCI (o ad Allevatori Amatoriali che non hanno l’Affisso ENCI ma hanno 2 Fattrici con almeno 2 diverse cucciolate) che acquistato crocchette in grossi quantitativi (e mi sembra anche giusto) … ciò che non capisco è come alcune persone non avendo i requisiti sopracitati riescono ad usufruire dell’IVA al 4%, ci sarà una legge che gli consente questa agevolazione.

                #122586

                sio
                Moderatore
                  • @sio

                  Si chiama non mi beccano. Perchè in caso si venga scoperti c’è la multa, perchè si stanno evadendo le tasse.

                  #122603

                  lila
                  Utente
                    • @lila

                    Ottimo, perfetto … come al solito allora … la legge? un optional! … e quelli che ci rimettono sono sempre quelli che la rispettano … sia per le piccole cose, che per cose più serie … bahhh … ma che allora venisse modificata a favore di tutti … solo un ultimo chiarimento … quindi la Risoluzione 210 del 18.11.03 non è valida?

                    “sono soggette ad aliquota ridotta del 4 o del 10 per cento, ai sensi del n. 20) della tabella A, parte II, o del n. 91) della tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, le cessioni delle preparazioni alimentari per cani e gatti contenute in specifiche confezioni, contrassegnate dalla dicitura “uso professionale-vietata la vendita al dettaglio” e di peso superiore a 10 chilogrammi, quando tali confezioni, per le loro dimensioni, non sono commercializzate tramite i commercianti al dettaglio, ma, al contrario, sono vendute esclusivamente a commercianti all’ingrosso, ovvero ad utilizzatori professionali o ad utilizzatori in grande.”

                    #122618

                    sio
                    Moderatore
                      • @sio

                      Be ma non capisco il problema, chi alleva di professione consuma grandi quantitativi di crocchette e ci lavora e ha quindi una iva agevolata. Un privato non può pretendere di avere lo stesso trattamento perchè non è corretto, dopo se c’è chi evade le tasse è un delinquente. Non è che chiunque decide di scucciolare in giro può usufruire di trattamenti agevolati solo perche tecnicamente è l’allevatore di quella cucciolata.

                      #122662

                      dino0977
                      Utente
                      • Località: Cosenza
                      • Genere: Maschio
                        • @dino0977

                        L’IVA al 4% però viene applicata agli Allevatori ENCI (o ad Allevatori Amatoriali che non hanno l’Affisso ENCI ma hanno 2 Fattrici con almeno 2 diverse cucciolate) che acquistato crocchette in grossi quantitativi (e mi sembra anche giusto) … ciò che non capisco è come alcune persone non avendo i requisiti sopracitati riescono ad usufruire dell’IVA al 4%, ci sarà una legge che gli consente questa agevolazione.

                        Ma come ti dicevo prima e come ti ha detto Sio, non si può fare, perché per legge se hai due fattrici non sei un allevatore, poi che si faccia è un’altra storia….

                        #122808

                        lila
                        Utente
                          • @lila

                          Be ma non capisco il problema, chi alleva di professione consuma grandi quantitativi di crocchette e ci lavora e ha quindi una iva agevolata. Un privato non può pretendere di avere lo stesso trattamento perchè non è corretto, dopo se c’è chi evade le tasse è un delinquente. Non è che chiunque decide di scucciolare in giro può usufruire di trattamenti agevolati solo perche tecnicamente è l’allevatore di quella cucciolata.

                          C’è anche da considerare che anche chi ha l’affisso ENCI può fare cucciolate campate in aria, ad esempio ci sono allevatori riconosciuti che fanno riprodurre cani senza l’esenzione da displasia mentre ci sono allevatori senza affisso che che fanno cucciolate ben selezionate. Penso che servirebbe un criterio migliore in base al quale applicare l’IVA al 4% o al 22%. Io trovo giusto che venga applicata al 22% ma che sia tale per tutti però. Se hai 2 fattrici e 2 cucciolate l’IVA è al 4% se hai una sola fattrice l’IVA al 22%? Per me è strana la cosa.

                          #122809

                          lila
                          Utente
                            • @lila

                            L’IVA al 4% però viene applicata agli Allevatori ENCI (o ad Allevatori Amatoriali che non hanno l’Affisso ENCI ma hanno 2 Fattrici con almeno 2 diverse cucciolate) che acquistato crocchette in grossi quantitativi (e mi sembra anche giusto) … ciò che non capisco è come alcune persone non avendo i requisiti sopracitati riescono ad usufruire dell’IVA al 4%, ci sarà una legge che gli consente questa agevolazione.

                            Ma come ti dicevo prima e come ti ha detto Sio, non si può fare, perché per legge se hai due fattrici non sei un allevatore, poi che si faccia è un’altra storia….[/quote]

                            Quindi chi ha un allevamento con affisso riconosciuto dall’enci non può usufruire dell’iva al 4%? A me hanno detto di si …

                            #122810

                            sio
                            Moderatore
                              • @sio

                              Lila se uno ha una sola cagna, a meno che non sia un cagnaro al massimo potrà fare una cucciolata all’anno e 4 cucciolate nella vita, ovvero usa meno crocchette di qualche mi amica che ha 4-5 bastardini…magari poi parliamo pure di gente con cani di piccola taglia che con un sacco da 20 kg ci mangiano un anno, ma dai.

                              Il criterio per poter ottenere l’affisso è avere 2 femmine della stessa razza e aver già prodotto due cucciolate di quella razza, così è stato stabilito e così è, con una fattrice sola non lo sei, giustamente, dato che è già un criterio mooolto leggero.

                              Tra l’altro anche con l’iva al 4% c’è un ordine minimo da fare che dipende dalle ditte, può essere 10 sacchi, 400 euro di spesa ecc… e non puoi fare un solo ordine all’anno per cui devi poter consumare in un anno almeno una 40ina sacchi di mangime ecc…quindi che succede?

                              Che il furbetto che non è allevatore si compra i suoi bei 10 sacchi evadendo le tasse e poi li rivende maggiorati (ma sempre meno che a negozio) ai suoi amichetti e tira su i soldini.

                              Per cui tornando a quello che mi pare essere il nocciolo della questione, se non sei una allevatrice, NO non puoi prendere i sacchi al 4% di IVA, se trovi qualcuno che te li vende lo fa illegalmente e stai commettendo un crimine. Non ti sta bene? Fattene una ragione.

                              #122814

                              lila
                              Utente
                                • @lila

                                Lila se uno ha una sola cagna, a meno che non sia un cagnaro al massimo potrà fare una cucciolata all’anno e 4 cucciolate nella vita, ovvero usa meno crocchette di qualche mi amica che ha 4-5 bastardini…magari poi parliamo pure di gente con cani di piccola taglia che con un sacco da 20 kg ci mangiano un anno, ma dai.

                                Il criterio per poter ottenere l’affisso è avere 2 femmine della stessa razza e aver già prodotto due cucciolate di quella razza, così è stato stabilito e così è, con una fattrice sola non lo sei, giustamente, dato che è già un criterio mooolto leggero.

                                Tra l’altro anche con l’iva al 4% c’è un ordine minimo da fare che dipende dalle ditte, può essere 10 sacchi, 400 euro di spesa ecc… e non puoi fare un solo ordine all’anno per cui devi poter consumare in un anno almeno una 40ina sacchi di mangime ecc…quindi che succede?

                                Che il furbetto che non è allevatore si compra i suoi bei 10 sacchi evadendo le tasse e poi li rivende maggiorati (ma sempre meno che a negozio) ai suoi amichetti e tira su i soldini.

                                Per cui tornando a quello che mi pare essere il nocciolo della questione, se non sei una allevatrice, NO non puoi prendere i sacchi al 4% di IVA, se trovi qualcuno che te li vende lo fa illegalmente e stai commettendo un crimine. Non ti sta bene? Fattene una ragione.

                                Solitamente i cagnari però hanno più di 1 cagna e spesso anche più di 2 quindi probabilmente loro ne usufruiscono dell’agevolazione IVA al 4% se è vero ciò che si sente in giro (e cioè che è sufficiente avere 2 fattrici della stessa razza e 2 cucciolate diverse).

                                Io semplicemente chiedevo quale fosse la normativa che regolava l’agevolazione IVA al 4% visto che in giro se ne sentono di tutti i colori ed ho espresso una mia opinione sull’inadeguatezza, a parer mio, della normativa quindi non vedo il motivo di dover alzare i toni.

                                La mia opinione è che non mi pare giusto che chi ha 4/5 cani ed effettua 3 ordini di 10 sacchi di crocchette l’anno debba pagare l’iva al 22% mentre chi ha 2 femmine della stessa razza e fa cucciolate (sperando che non sia un cagnaro) e perciò effettua 2 ordini di 10 sacchi l’anno debba pagare l’IVA al 4%. Così il cagnaro oltre a guadagnare soldi vendendo cuccioli non selezionati usufruisce anche dello sconto. … Stop, è solo una mia opinione: non posso averne una?

                                Tornando al problema iniziale del topic mi confermate che in base alla normativa possono usufruire dell’agevolazione al 4% solo le persone che hanno un allevamento riconosciuto ENCI o che hanno 2 fattrici della stessa razza con 2 diverse cucciolate? (dubbio che mi è venuto, come detto all’inizio, sentendo/leggendo voci in giro e trovando quegli articoli che ho postato).

                                #122815

                                sio
                                Moderatore
                                  • @sio

                                  La mia opinione è che non mi pare giusto che chi ha 4/5 cani ed effettua 3 ordini di 10 sacchi di crocchette l’anno debba pagare l’iva al 22% mentre chi ha 2 femmine della stessa razza e fa cucciolate (sperando che non sia un cagnaro) e perciò effettua 2 ordini di 10 sacchi l’anno debba pagare l’IVA al 4%. Così il cagnaro oltre a guadagnare soldi vendendo cuccioli non selezionati usufruisce anche dello sconto. … Stop, è solo una mia opinione: non posso averne una?
                                  .

                                  Ma porca paletta è una normativa per allevatori, come ad esempio chi lavora nell’edilizia per certi progetti ha l’iva agevolata per i materiali da costruzione.
                                  Non è uno sconto, ma una tassazione…

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