L’importanza delle posture nell’addestramento del cane

Vorrei sottoporre alla vostra attenzione un ulteriore elemento di riflessione, in merito al meccanismo di apprendimento nei cani.

Nonostante i metodi utilizzati varino in relazione agli obbiettivi da raggiungere ed al tipo di lavoro da espletare, questi fanno leva sulla capacità di memorizzare i condizionamenti che porremo in essere, nell’insegnamento dei vari comandi.

In un primo momento ci avvarremo della cosiddetta memoria associativa, tramite il condizionamento classico (scoperto dal russo Ivan Pavlov: stimolo – risposta – premio), in tal modo otterremo l’esecuzione di alcuni esercizi e, man mano che i rinforzi positivi si susseguiranno nel tempo alla presenza di un elemento motivazionale importante che rappresenta il premio da raggiungere (può essere del cibo, come nel caso dei cani di Pavlov una preda, o qualsiasi altro oggetto del desiderio), il cane inizierà a memorizzare le sequenze richieste, meccanizzando l’esecuzione delle stesse.

Per fare un riferimento umano, possiamo pensare a quando impariamo a guidare una macchina: all’inizio abbiamo bisogno di associare la posizione del cambio, il posizionamento delle marce, il funzionamento dei freni e via di seguito; successivamente faremo il tutto in modo meccanico in quanto all’aumento del numero di ripetizioni, corrisponderà un automatismo delle sequenze compiute, fino ad arrivare a poter parlare al telefono mentre guidiamo (cosa non dobbiamo fare, ovviamente!!!), tanto è meccanizzata l’azione in oggetto.

I cani , oltre ad associare e a meccanizzare, utilizzano anche una precisa memoria visiva, che gli consente di imparare, prestando molta attenzione alla posizione corporea assunta dal loro conduttore.

Quindi se avremo insegnato ad esempio il seduto dal fianco sinistro, difficilmente il nostro cane allievo sarà in condizione di eseguirlo, se ci si dovessimo posizionare di spalle rispetto ad stesso, poiché perdendo il riferimento visivo, uscirà fuori da uno schema già prestabilito nella sua mente.

Allo stesso modo, se ad esempio avremo impostato il richiamo con le braccia parallele alle gambe, il giorno in cui le posizioneremo in modo diverso l’animale sarà sopraffatto dalla confusione; quindi possiamo affermare che, essendo da un punto di vista etologico i cani (a differenza di altri animali) predisposti a leggere i segnali corporei dell’uomo, tramite la semiotica, prestano particolare attenzione non solo ai toni di voce, o all’umore del loro proprietario, ma anche e sopratutto alla postura assunta dal suo corpo.

Per questa ragione un addestramento completo non può prescindere, in un corretto programma di lavoro, dall’effettuare un’oculata valutazione di questo fondamentale aspetto, evitando che una eccessiva meccanizzazione porti il cane ad anticipare le sequenze, come ad esempio la chiamata al “piede” quando gli ordiniamo di venire, o la confusione che può esserci tra un “seduto” o un “terra”.

Alla stessa maniera si renderà necessario abituarlo ad eseguire, nelle più varie posizioni corporee assunte, tutti gli esercizi che riterremo opportuno egli compia.

La comunicazione visiva rappresenta quindi, nell’addestramento dei cani, un importante pilastro del lungo percorso conoscitivo, che un completo bagaglio culturale specifico deve prevedere.

 

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      Il dott. Mauro Augusto ci illustra l’importanza fondamentale del linguaggio posturale per una corretta comunicazione con il cane e per ottenere i migliori risultati sportivi in addestramento.
      [Leggi l’intero articolo presso: L’importanza delle posture nell’addestramento del cane]

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