Costruire il rapporto con il cane di famiglia come nel branco

IL CANE DI FAMIGLIA SI SENTE PARTE DEL NOSTRO BRANCO?

di Angelica Da Ronco (educatore cinofilo)

 

Principio base dei più diffusi modi di vivere il cane, è ormai considerato un assioma talmente ovvio che non ha bisogno di dimostrazioni: ma è davvero corretto dare per scontato che il cane veda la famiglia come il suo “branco”?

 

Eddington in canile

 

A tutti suona normale e naturale che le cose stiano in questo modo, ma se proviamo a riflettere stiamo in verità presupponendo che due specie diverse possano convivere in uno stesso gruppo: quanto spesso accade una cosa del genere in natura?

Basta fare qualche ricerca per accorgersi che esempi del genere non se ne trovano, e che non esistono neppure studi che analizzino il problema nello specifico per il rapporto uomo-cane.

La questione quindi non solo non è così ovvia, ma sembrerebbe che non sia stata neppure presa in considerazione dagli scienziati!

 

Molti studiosi ed educatori, consci che uno studio etologico darebbe comunque  risposte più attendibili, hanno tuttavia cercato di rispondere a questa domanda utilizzando le conoscenze disponibili attualmente: il risultato sono conclusioni, ampiamente argomentate ma  diametralmente opposte!

 

Barry Eaton ad esempio, nel suo libro “dominanza: realtà o mito?” parte dal presupposto (incontestabile) che i membri di un branco condividono un linguaggio comune. Dal momento che a noi il linguaggio canino è precluso possiamo concludere che sia estremamente improbabile che un cane si senta parte di un branco misto.

A mio avviso questa argomentazione non regge: non avere un linguaggio comune non preclude solamente la capacità di convivere in uno stesso gruppo, ma mina la possibilità di un qualsiasi tipo di relazione! Dal momento che è innegabile che tra noi e Fido ci sia un rapporto, è evidente che in qualche modo ci capiamo! Da molto tempo infatti si parla di come i cani ci osservano per capire i significati delle nostre posture; a mio avviso è probabile che imparino ad associare un significato anche ai nostri goffi tentativi di imitare il loro linguaggio e i segnali calmanti; ad ogni modo credo sia abbastanza evidente che con i cani possiamo comunicare.

 

Patricia Mc Connell invece, nel suo libro “All’altro capo del guinzaglio” prende in considerazione la struttura sociale: gli uomini vivono in una società gerarchica proprio come i cani e in virtù di questo comune modo di intendere la vita di gruppo è corretto ritenere che possano vivere nello stesso “branco”.

 

cani socializzano

 

Ora, diamo pure per scontato che i cani siano animali gerarchici: significa necessariamente che debbano ricercare un ruolo sociale nei confronti di qualsiasi specie?

Se così fosse, i nostri fedeli amici dovrebbero elaborare un organigramma domestico tanto complesso quanto incomprensibile, che consideri le rispettive posizioni gerarchiche, oltre che degli umani anche dei gatti e persino dei canarini!

Sappiamo bene che ognuno di essi occupa un posto diverso, eppure non ci risulta che vi sia tra loro un conflitto gerarchico, altrimenti dovremmo constatare una continua competizione da parte del cane anche con il gatto( il quale probabilmente ne resterebbe molto confuso non condividendo lo stesso modo di intendere i rapporti), ma non ci sono testimonianze del fatto che ciò avvenga. Anzi, un cane opportunamente socializzato convive tranquillamente con il gatto e non per questo si instaura tra di loro una gerarchia!

 

Cane Corso grande, medio, piccolo

 

In verità il punto debole di entrambe le argomentazioni non è in qualche errore di logica, ma nella motivazione alla base delle due teorie: sia nel primo che nel secondo caso infatti non c’è la volontà di affrontare criticamente una questione spinosa, ma l’ansia di dimostrare a tutti i costi la veridicità di una teoria già assunta per vera.

Atteggiamento comprensibile: la risposta a questa domanda potrebbe invalidare completamente metodi di educazione e convivenza con il cane decennali; l’interesse degli educatori è difendere la propria scuola di pensiero, non conoscere l’etologia del cane.

Può sembrare un’affermazione forte, ma se guardiamo le guerre tra fazioni che si sono create in ambito cinofilo è facile accorgersi di come prevalga il partito preso piuttosto che l’onestà intellettuale che dovrebbe essere alla base di ogni ricerca.

 

Fortunatamente gli etologi riescono ancora ad essere super partes rispetto a questa lotta, e contrariamente a quanto avevamo concluso all’inizio, hanno da tempo risposto a questa scabrosa domanda.

Gli scienziati ci forniscono risposte sulla natura del branco: da anni sappiamo che in natura, i branchi di lupi sono in realtà nuclei familiari, nei quali la gerarchia corrisponde al naturale rispetto della prole nei confronti dei genitori.

Disponiamo pure di studi sul rapporto che il cane instaura con l’uomo, i quali suggeriscono che i cani tendono ad affezionarsi a chi si prende cura di loro secondo un rapporto di tipo parentale: in qualche modo ci vedono come i loro genitori.

 

Il cane quindi si sente parte di una famiglia, e famiglia per loro vuol dire proprio branco!

È quindi corretto parlare di branco, a patto di intenderlo in modo corretto, lasciando da parte le scalate gerarchiche che nulla hanno a che vedere con una famiglia.

 

Entrambe le fazioni hanno una parte di ragione, e quando mai le cose stanno in modo diverso! Quando finiranno, quindi, queste inutili guerre di pensiero? 

Forum Famiglia o branco? costruire il rapporto con il cane

  • Questo topic ha 139 risposte, 27 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 3 mesi, 1 settimana fa da Piumagica.
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  • Autore
    Post
  • #77226
    Admin
    Admin
    • Genere: Maschio
      • @admin

      C’e’ un atteggiMento del mio cane che pero’ nn capisco: alcune volte sembra che non voglia essere accarezzato e si scosta quasi come se avesse paura ed in particolare se la mano la porto dall’alto verso il basso sulla testa, dal basso invece no.

      a NESSUN cane piace essere accarezzato in quel modo… che invece viene tanto intuitivo a noi bipedi… è il motivo per cui se un bambino mi chiede di accarezzare uno dei miei cani gli dico sempre di no, convinto che farà in quel modo!

      :mrgreen:

      giustissimo presentare prima le mani aperte davanti al cane, al di sotto del muso.

      poi il modo corretto di accarezzare il cane è su garrese e spalle, o sul petto.

      non tutti invece ad esempio gradiscono i grattini all’attaccatura della coda (che comunque è una specie di molestia sessuale).

      #77228
      lori
      Moderatore
        • @lori

        4) quando vede il guinzaglio si eccita tutto e la cosa non mi piace cosa fare?

        Succede anche alle mie. anzi, si accorgono che si deve uscire e cominciano ad eccitarsi prima ancora di vedere il guinzaglio.

        allora faccio così: il comando “ferma” molto deciso e poi infilo il guinzaglio. ancora meglio, credo, sarebbe, farlo mettere seduto (alle mie è un comando che non ho insegnato).

        #77229
        kendra
        Utente
          • @kendra

          4) quando vede il guinzaglio si eccita tutto e la cosa non mi piace cosa fare?

          credo che sia una cosa del tutto naturale, devi solo fargli capire che non ti piace. Prima di prendere il guinzaglio dagli un comando che lo calmi (ad esempio il seduto-fermo) e procedi solo finchè lui mantiene la posizione. Appena si agita rimetti a posto il guinzaglio e ricomincia dall’inizio. Dopo qualche tentativo capirà che procedi solo se sta buono e fermo e manterrà la posizione ;-)

          #77230
          cilla
          Utente
            • @cilla

            Io con la mia che pareva pazza al momento delle uscite ho fatto così:

            Prendevoil guinzaglio, lei iniziava a fare casino, mollavo il guinzaglio e la ignoravo (braccia conserte e sguardo rivolto altrove). Lei taceva e riprendevo il guinzaglio, se ricominciava ad abbaiare rimollavo e ri ignoravo e avanti così, finché ha capito che per ottenere quello che vuole (mettere il guinzaglio e uscire) deve tacere e stare ferma (ovviamente veniva anche lodata quando stava buona), se no si va per le lunghe…

            #77235
            klan77
            Utente
              • @klan77

              Grazie per le risposte, provero’ il “metodo cilla”!!

              #77251
              Cozmo
              Utente
              • Località: Lugano
              • Genere: Maschio
                • @cozmo

                a NESSUN cane piace essere accarezzato in quel modo… che invece viene tanto intuitivo a noi bipedi… è il motivo per cui se un bambino mi chiede di accarezzare uno dei miei cani gli dico sempre di no, convinto che farà in quel modo!

                Però così facendo il bambino ti giudica male e non impara come accarezzare un cane e magari in un’altra occasione si prende un morso, io di solito glielo spiego, anche quando li vedo accarezzare nel modo sbagliato cani altrui.

                #77260
                espada
                Utente
                  • @espada

                  se i genitori non hanno la faccia come il c..o glie lo spiego anch’io…
                  :-D

                  PS: c’é pure un topic dedicato
                  https://www.canedifamiglia.com/index.php/forum/16-quotidianita/6813-bambini-e-cani?

                  #80126
                  ivan898
                  Utente
                    • @ivan898

                    Ti rispondo subito!

                    Stefania mi è stata consigliata da due allevatori di Schauzer (Uno dei due quello da cui prendo la cucciola) e da loro è ritenuta molto preparata anche e soprattutto sulla razza. Io, sono onesta, me ne intendo poco. 14 anni fa quando presi camilla feci un po’ di educazione di base in un centro he adesso non esiste più. Per quello che ho visto, mi è sembrata brava, i suoi cani sono sereni e la ascoltano molto.

                    Detto questo, sono aperta ad altri consigli!

                    Per quanto riguarda cosa voglio fare col cane, vedremo per cosa sarà “portata”, ma per me è fondamentale affidarmi a persone competenti e che davvero considerino il cane come lo considero io.

                    Forse sono condizionata dal fatto che sono un’educatrice d’infanzia e per me la persona che educa, è importante quanto il metodo che usa.

                    sono d’accordo, secondo me anche la sensazione che ci da la persona come simpatia ed affidabilità risulta molto importante, difatti sono subito scappato da chi sapevo competente ma non mi aveva dato una buona impressione. Poi ho smesso anche di cercare qualsiasi addestratore o educatore ed ho fatto da me documentandomi, chiedendo consigli a persone che ritengo competenti e anche ad amici del forum :) Il fatto è che ci sono tanti modi di vedere il cane ed il nostro rapporto con lui, sta a noi trovare la nostra strada: personalmente la vedo più semplice di quanto spesso si faccia sembrare, sarà che dal mio non pretendo molto ed in più ha un carattere molto facile. Se invece intendi lavorarci seriamente può essere molto utile affidarsi da subito ad una persona molto competente, e che ti faccia da subito una buona impressione, ma il primo passo sta nel creare un rapporto con il tuo cane semplicemente vivendolo senza tante pippe mentali :P

                    #80129
                    fiona
                    Utente
                      • @fiona

                      Camilla, la labrador che vedete nel mio avatar, è con me da quando avevo 12 anni (Ora ne ho 26). E’ a tutti gli effetti una sorella per me. Sicuramente ho commesso tanti errori nella sua gestione ed educazione, che spero di non commettere più con la cucciola in arrivo. Cami non si sposta di un millimetro se non le lanci un bocconcino, non viene quando la chiami (Idem come prima, a meno che tu non abbia cibo in mano), mangia crocchette che come ingredienti fanno schifo…
                      Tuttavia, dal primo giorno, l’ho amata infinitamente e sono grata del bellissimo rapporto che abbiamo.

                      Ammetto la mia ignoranza su molte cose, per quanto riguarda i cani. Forse avere un labrador da questo punto di vista mi ha aiutata, nel senso che con un altro cane avrei avuto dei problemi che non ho avuto con lei. Penso ad esempio a situazioni di aggressività/dominanza etc.

                      E’ soprattutto mio marito a sentire la necessità di impostare sin da subito un buon percorso educativo con una persona competente, non avendo mai avuto cani.

                      #80134
                      ivan898
                      Utente
                        • @ivan898

                        difatti non basta l’amore e penso che la scelta di tuo marito non possa altro che fare del bene a tutti e 3 :)

                        #80196
                        fubiano
                        Utente
                          • @fubiano

                          Occhio che lo snauzer ha un bel caratterino ed è molto vivace e molto diverso dal cane che hai.

                          #81978
                          fiona
                          Utente
                            • @fiona

                            Ciao Fubiano, sai che non avevo visto la tua risposta?

                            So bene che lo schnauzer è molto differente dal labrador, infatti se avessi voluto un’altra “Camilla”…avrei preso un altro labrador B-)

                            Io amo infinitamente la mia Cami, avevo 12 anni quando mi è stata regalata ed è stata la sorella migliore possibile. Detto questo, quello che io cerco da un cane, il labrador come tendenza non ce l’ha.

                            Il mio primo cane è stato un bobtail maschio, diciamo più simile alla mia idea di “cane ideale”.

                            #94771
                            codirosso
                            Utente
                              • @codirosso

                              Ho letto solo una parte… lo leggerò tutto comunque! :-)

                              Il mio è il mio primo cane, vive solo con me quindi educazione e tutto dipende da me.
                              Anche io ho letto molto prima di prenderlo (è un meticcio, l’ho preso a 2mesi), non volevo inizialmente il cucciolo ma il cane adulto… però poi me ne sono innamorata.
                              Ho letto tanto ma non mi aspettavo quella mole di impegno, è stata dura. Ho letto vari libri e siti di varia ideologia, ma quello che mi si avvicina di più al mio modo di essere è quello diciamo “zooantropologico”.
                              Ho letto anche le teorie su quello più concepito causa–>effetto (scusate ma non so come esprimermi meglio) tant’è che iniziavo veramente a pensare che era solo quella la chiave… un buon esercizio fatto bene e le regole da rispettare.
                              Il mio cane è docile con tutti, credo di aver fatto un buon lavoro (per essere principiante), ora che lo vedo che ha 18 mesi. Eppure ho vissuto io la sua giovinezza/adolescenza un po’ male, avevo in testa solo regole… regole per camminare, per accarezzarlo, per approcciarmi, per giocare!!!!
                              Cioè…. mi sembrava un secondo lavoro!!
                              Ora invece ho deciso che me ne frego di parecchie regole, soprattutto quelle in cui non ci credo per niente (sempre inteso per il nostro rapporto io-Black, quindi non in gerale per tutti i binomi!), tipo passare dalle porte, mangiare per primi, non abbracciarlo, non fissarlo negli occhi e sorridergli (ovvio non lo faccio con altri cani, ma con il mio sì). E soprattutto nel giocare BASTA REGOLE, se dobbiamo divertici dobbiamo farlo istintivamente. Chissenefrega se non ho 2 palle uguali, chissene se gli prendo le cose che ha in bocca per poi lanciargliele, chissene se abbaia e mi salta addosso, chissene se al tira e molla lui non ascolta il comando ‘lascia’ (ma lo esegue bene se ha in bocca dei calzini/scarpe e io sono evidentemente contrariata!).
                              E sapete cosa è successo? Che io ora col cane ci gioco più volentieri, che ci divertiamo di più entrambi e il nostro rapporto non può che essere migliore! (e mi pare ora mi ascolti più volentieri… ma so anche che è adulto ormai).

                              #271658
                              ela
                              Moderatore
                              • Località: Pavia
                              • Genere: Femmina
                                • @ela

                                Perchè non sono più attivi questi topic? Che peccato…
                                Io porto un’esperienza diversa dalla vostra, perchè ho cani diversi.
                                Recuperando carlini, dunque molossoidi di piccola taglia, spesso anziani e/o malati, non posso impegnarli dal punto di vista fisico -o meglio, non in maniera convenzionale-.
                                Ho il problema di come recuperare un cane, spesso proprio daccapo dal punto di vista sociale, senza fare affidamento sui “punti cardine” dell’addestramento considerato “convenzionale”. Prima di arrivare al “seduto” e compagnia bella spesso devo insegnare al cane che è un cane.
                                Se in passato, da mia impostazione, ero molto “dogmatica” diciamo, ho dovuto buttare via tutto e reinventare totalmente la maniera di pormi.

                                Se siamo d’accordo che il punto cardine fondamentale per gettare le basi sia la fiducia, spesso mi trovo ad avere a che fare con soggetti che non comprendono i segnali calmanti (o quelli che comprendono SOLO quelli) e dunque mi trovo davanti ad uno scoglio di comunicazione, e senza quella non vai da nessuna parte.
                                Parto dal presupposto che la fiducia viene dal benessere ed il benessere dal riuscire a soddisfare i bisogni primari: risorse, sicurezza, riposo. (Ci sono cani che impiegano anche una settimana prima di riuscire a dormire sul serio.) Quindi ho ragionato al contrario. Perchè agire sul cane da essere umano (spesso proprio causa dei traumi che tento di risolvere), quando ho a disposizione altri cani? Cani con cui ho già lavorato, con cui sono già oltre? Ed ecco
                                che ho risolto (o cerco di…) il problema di come impegnarli e farli “lavorare” ed insieme la maggior parte dei problemi di comunicazione.
                                La cosa che ho notato è la capacità dei cani di osservare. Il cane arriva in un nuovo contesto, osserva, elabora ed agisce di conseguenza. Il cane osserva tutto, ma più di tutto i suoi simili.
                                Agisce come loro, tende ad imitarli (non a caso li chiamo “scimmiette”), e se io agisco sui miei indirettamente agisco sul nuovo arrivato.
                                Questa tecnica, insieme ad una dose di pazienza incalcolabile ed al rispetto dei tempi di ognuno, mi sta permettendo di risparmiare un sacco di tempo, di ridurre lo stress al minimo, e di impegnare i miei cani da divano dal punto di vista psichico ed emozionale (un po’ come una pet-therapy per cani). Per fare un esempio pratico e banale, ho ridotto a circa 24 ore la comprensione e l’attuazione dei bisogni fuori casa nei soggetti adulti, senza l’uso del bocconcino.

                                Ho apprezzato inoltre che nel branco-famiglia non c’è una gerarchia intesa come la intendiamo noi umani. C’è una divisione dei compiti che avviene a seconda delle peculiarità e qualità del singolo cane. E’ il cane stesso che, trovando il suo posto nel branco, andrà ad inserirsi laddove le sue doti sono più utili. Quindi, almeno per quello che ho potuto vedere, non c’è una lotta od una scalata gerarchica. C’è un assestamento ed un riassortimento, il più delle volte pacifico, dei compiti.
                                Il compito dell’umano è mantenere la sicurezza del branco-famiglia, fare si che le risorse vengano distribuite in maniera equa ed adeguata. Assodato ciò, per quanto mi riguarda, dal loro punto di vista il ruolo di “capobranco” e quello di “genitore” sono la medesima cosa. Loro mangiano quando e cosa decide l’umano, dormono dove permette l’umano, escono quando decide l’umano e vanno dove li porta lui, seguono regole che l’umano detta. Per loro è naturale che chi detenga tutto questo potere sulle loro vite sia una figura “superiore”, se poi lo si fa con rispetto e senza prevaricazione inutile ci si guadagna in stima e fiducia. Il rispetto, nei tempi e nei modi giusti genera sempre rispetto e gratitudine e tutto il lavoro viene più facile.
                                Ultima cosa: ho imparato che le regole da dare (poche, semplici ed invalicabili) devono prima di tutto essere condivise da noi stessi. Se non ti importa che il cane abbai davanti alla porta quando suona il campanello fallo abbaiare, se non ti importa che il cane salga sul letto fallo salire. Non c’è di peggio che dare segnali contrastanti, di insegnare cose di cui tu non sei convinto.
                                A me non frega nulla che il cane passi davanti a me quando usciamo in giardino o quando cambio stanza (per dirne una delle più “usate”), molti dei miei cani mi procedono davanti a zig zag quotidianamente, nessuno di loro però si azzarda a mettere una zampa giù dal marciapiedi se non glie lo dico io quando sono al guinzaglio e siamo fuori. Le regole le facciamo noi secondo ciò che ci sembra importante, se è importante per noi lo insegneremo con molta più efficacia.

                                Ho scritto un romanzo. :confuso:

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                                #271659
                                Admin
                                Admin
                                • Genere: Maschio
                                  • @admin

                                  non sono più “attivi” perché purtroppo ormai si parla solo di crocchette, spesso ripetendo le stesse cose…

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