Costruire il rapporto con il cane di famiglia come nel branco

IL CANE DI FAMIGLIA SI SENTE PARTE DEL NOSTRO BRANCO?

di Angelica Da Ronco (educatore cinofilo)

 

Principio base dei più diffusi modi di vivere il cane, è ormai considerato un assioma talmente ovvio che non ha bisogno di dimostrazioni: ma è davvero corretto dare per scontato che il cane veda la famiglia come il suo “branco”?

 

Eddington in canile

 

A tutti suona normale e naturale che le cose stiano in questo modo, ma se proviamo a riflettere stiamo in verità presupponendo che due specie diverse possano convivere in uno stesso gruppo: quanto spesso accade una cosa del genere in natura?

Basta fare qualche ricerca per accorgersi che esempi del genere non se ne trovano, e che non esistono neppure studi che analizzino il problema nello specifico per il rapporto uomo-cane.

La questione quindi non solo non è così ovvia, ma sembrerebbe che non sia stata neppure presa in considerazione dagli scienziati!

 

Molti studiosi ed educatori, consci che uno studio etologico darebbe comunque  risposte più attendibili, hanno tuttavia cercato di rispondere a questa domanda utilizzando le conoscenze disponibili attualmente: il risultato sono conclusioni, ampiamente argomentate ma  diametralmente opposte!

 

Barry Eaton ad esempio, nel suo libro “dominanza: realtà o mito?” parte dal presupposto (incontestabile) che i membri di un branco condividono un linguaggio comune. Dal momento che a noi il linguaggio canino è precluso possiamo concludere che sia estremamente improbabile che un cane si senta parte di un branco misto.

A mio avviso questa argomentazione non regge: non avere un linguaggio comune non preclude solamente la capacità di convivere in uno stesso gruppo, ma mina la possibilità di un qualsiasi tipo di relazione! Dal momento che è innegabile che tra noi e Fido ci sia un rapporto, è evidente che in qualche modo ci capiamo! Da molto tempo infatti si parla di come i cani ci osservano per capire i significati delle nostre posture; a mio avviso è probabile che imparino ad associare un significato anche ai nostri goffi tentativi di imitare il loro linguaggio e i segnali calmanti; ad ogni modo credo sia abbastanza evidente che con i cani possiamo comunicare.

 

Patricia Mc Connell invece, nel suo libro “All’altro capo del guinzaglio” prende in considerazione la struttura sociale: gli uomini vivono in una società gerarchica proprio come i cani e in virtù di questo comune modo di intendere la vita di gruppo è corretto ritenere che possano vivere nello stesso “branco”.

 

cani socializzano

 

Ora, diamo pure per scontato che i cani siano animali gerarchici: significa necessariamente che debbano ricercare un ruolo sociale nei confronti di qualsiasi specie?

Se così fosse, i nostri fedeli amici dovrebbero elaborare un organigramma domestico tanto complesso quanto incomprensibile, che consideri le rispettive posizioni gerarchiche, oltre che degli umani anche dei gatti e persino dei canarini!

Sappiamo bene che ognuno di essi occupa un posto diverso, eppure non ci risulta che vi sia tra loro un conflitto gerarchico, altrimenti dovremmo constatare una continua competizione da parte del cane anche con il gatto( il quale probabilmente ne resterebbe molto confuso non condividendo lo stesso modo di intendere i rapporti), ma non ci sono testimonianze del fatto che ciò avvenga. Anzi, un cane opportunamente socializzato convive tranquillamente con il gatto e non per questo si instaura tra di loro una gerarchia!

 

Cane Corso grande, medio, piccolo

 

In verità il punto debole di entrambe le argomentazioni non è in qualche errore di logica, ma nella motivazione alla base delle due teorie: sia nel primo che nel secondo caso infatti non c’è la volontà di affrontare criticamente una questione spinosa, ma l’ansia di dimostrare a tutti i costi la veridicità di una teoria già assunta per vera.

Atteggiamento comprensibile: la risposta a questa domanda potrebbe invalidare completamente metodi di educazione e convivenza con il cane decennali; l’interesse degli educatori è difendere la propria scuola di pensiero, non conoscere l’etologia del cane.

Può sembrare un’affermazione forte, ma se guardiamo le guerre tra fazioni che si sono create in ambito cinofilo è facile accorgersi di come prevalga il partito preso piuttosto che l’onestà intellettuale che dovrebbe essere alla base di ogni ricerca.

 

Fortunatamente gli etologi riescono ancora ad essere super partes rispetto a questa lotta, e contrariamente a quanto avevamo concluso all’inizio, hanno da tempo risposto a questa scabrosa domanda.

Gli scienziati ci forniscono risposte sulla natura del branco: da anni sappiamo che in natura, i branchi di lupi sono in realtà nuclei familiari, nei quali la gerarchia corrisponde al naturale rispetto della prole nei confronti dei genitori.

Disponiamo pure di studi sul rapporto che il cane instaura con l’uomo, i quali suggeriscono che i cani tendono ad affezionarsi a chi si prende cura di loro secondo un rapporto di tipo parentale: in qualche modo ci vedono come i loro genitori.

 

Il cane quindi si sente parte di una famiglia, e famiglia per loro vuol dire proprio branco!

È quindi corretto parlare di branco, a patto di intenderlo in modo corretto, lasciando da parte le scalate gerarchiche che nulla hanno a che vedere con una famiglia.

 

Entrambe le fazioni hanno una parte di ragione, e quando mai le cose stanno in modo diverso! Quando finiranno, quindi, queste inutili guerre di pensiero? 

Forum Famiglia o branco? costruire il rapporto con il cane

  • Questo topic ha 139 risposte, 27 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 3 mesi, 1 settimana fa da Piumagica.
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  • #17660
    gcb
    Utente
      • @gcb

      Rispondo in questo topic riguardo la mia esperienza di convivenza, addestramento e gestione del mio Ran, come suggeritomi dall’Admin.
      Prima di scrivere ho voluto pensarci qualche oretta, non è mai facile parlare del carattere del mastino tibetano, un cane con una personalità estremamente sfaccettata e complessa. E quando se ne parla si rischia, inevitabilmente, di cadere nei due estremi: cane feroce/cane per tutte le occasioni. Oggettivamente devo dire che, alla fin fine, non è nessuna delle due cose: non è un leopardo, ma non è nemmeno un cane semplice da gestire. Quando decisi di acquistare un mastino “in carne ed ossa”(il mio interesse per la razza datava da qualche tempo) decisi di cercare un cane che rispettava “l’originale” non solo nell’aspetto e nella taglia ma anche nel carattere, anche se chiaramente questo l’avrebbe reso un cane sicuramente molto più impegnativo. Sono cani generalmente estremamente “tosti” e non semplicissimi da gestire, sopratutto perchè sono “abituati” a prendere le loro decisioni in assoluta autonomia: nessun nomade tibetano pretende che il suo cane faccia piroette a comando, in compenso è richiesto che morda/blocchi gli estranei che gli capitano a tiro… specialmente quando è legato alla tenda.
      Fin dal suo arrivo(2,5 mesi)a casa ha dimostrato un notevole caratterino, tentando di montare/mordendo cani anche adulti e anche più grandi di lui, anche l’istinto alla guardia inteso come insofferenza dell’estraneo si manifesta già in cani molto giovani. l’educazione è avvenuta tramite puppy class per una corretta socializzazione con gli altri cani. abbiamo imparato ad andare a passeggio senza guinzaglio nei primi mesi(ma si è reso necessario con la crescita…), a passeggio non tira eccessivamente, ma bisogna lasciarlo sfogare ad annusare gli angoli. quando il cane è fuori dal suo territorio si dimostra relativamente disinteressato agli estranei che incontra ma presto sempre notevole attenzione perchè attacca le “minacce” senza preavviso(o con lievi borbottii subito seguiti dal tentativo di morso) se sono a breve distanza. e il suo concetto di minaccia va dall’aprire un ombrello al battere i piedi al portare un berretto che non gli permetta di vedere il volto della persona.
      il discorso cambia molto quando il cane è in casa: nel suo territorio non tollera estranei se non pochissime persone a lui molto note e ben accette. In tutti gli altri casi il cane deve essere contenuto per evitare che morda. quando fa la guardia in casa, specialmente se l’estraneo è lontano, si lancia in vocalizzi di varia natura con il suo vocione e il modo di abbaiare “a tamburo”.
      con il padrone il mt. è un cane “gentile”, non invadente, anche se nella fase di crescita tende a “sondare” la situazione per tentare la scalata gerarchica. e questo, considerando la rapida crescita e le notevoli dimensioni del cane può creare qualche problema, specie quando il cane tenta di “spaventare” il padrone quando vuole fare qualcosa che gli è negata.
      per la mia esperienza, tutti i risultati che si può sperare di ottenere sono subordinati al “rinforzo positivo”. è un cane che obbedisce per “amicizia” e non per sottomissione, e per questo pretende anche immediato “pagamento”. tentare di addestrarlo con metodi coercitivi o con punizioni ritengo possa solo far perdere la fiducia nell’umano, scatenando a lungo andare anche reazioni spiacevoli. personalmente non ho mai voluto mettere in atto comportamenti atti a ridurre la territorialità del cane, lo preferisco un po’ più selvatichino ma felice/non inibito. e poi se avessi voluto un cane che offrisse il caffè a qualunque estraneo senza distinzione mi sarei orientato su altre razze… :-)
      Fondamentalmente, perdonatemi l’immodestia, ritengo che il mio approccio sia stato fondamentalmente corretto, con il cane ho un ottimo rapporto, riesco a portarlo fuori casa, evitando chiaramente di andare volontariamente a mettermi in situazioni “spinose”, in casa abbiamo uno splendido rapporto con il mostriciattolo che dorme vicino al mio letto(russando come un dannato)e lui mi pare “caninamente felice” della vita che conduce…
      G.

      #17664
      dogbite
      Utente
        • @dogbite

        Ciao GcB,
        So di MT tramite amici che hanno passato del tempo in quelle zone, mi raccontavano di cani che girano liberamente nei villaggi e che sembrano conoscere tranquillamente tutti gli abitanti,
        Mi dicono che “sembrano ” essere i cani del villaggio e non di uno specifico padrone…
        Sicuramente il vostro rapporto è ottimo e il MT dev’essere un cane affascinante, ma non ritieni che dover isolare il cane per far entrare qualcuno in casa sia esagerato?
        Non è una domanda provocatoria è proprio una domanda che mi viene spontanea , il senso è …. riesci a sopportare che il cane decida chi può o non può entrare nonostante la tua presenza?

        #17665
        gcb
        Utente
          • @gcb

          Ciao GcB,
          So di MT tramite amici che hanno passato del tempo in quelle zone, mi raccontavano di cani che girano liberamente nei villaggi e che sembrano conoscere tranquillamente tutti gli abitanti,
          Mi dicono che “sembrano ” essere i cani del villaggio e non di uno specifico padrone…
          Sicuramente il vostro rapporto è ottimo e il MT dev’essere un cane affascinante, ma non ritieni che dover isolare il cane per far entrare qualcuno in casa sia esagerato?
          Non è una domanda provocatoria è proprio una domanda che mi viene spontanea , il senso è …. riesci a sopportare che il cane decida chi può o non può entrare nonostante la tua presenza?

          nessun problema, ci mancherebbe. innanzitutto in tibet ci sono molti cani “randagi”, molti di questi cani hanno sangue di mastino, risultando così più o meno simili ai do-khyi(testa più o meno molossoide, colore nero focato, ecc)ma i “veri” mastini, quelli utilizzati per la guardia e considerati “puri”* sono in effetti decisamente rari. e non sono in genere facilmente visibili nei villaggi, nel senso che spesso sono cani tenuti a catena nei cortili delle case e non liberi di gironzolare(anche in una società rurale come quella tibetana sono considerati animali “pregiati” e di valore), inoltre sono generalmente molto poco tolleranti con gli estranei pure quelli. i “meticci” di mastino sono tollerati sia per la religione buddista diffusa in tibet e sia perchè di notte si trasformano in eccellenti allertatori.
          i mastini veri e propri vengono tenuti a catena e solo nei villaggi sperduti o negli accampamenti sull’altopiano vengono sciolti(venivano…) durante la notte perchè facessero la guardia e si alimentassero.
          per quanto riguarda la situazione in casa bisogna fare una premessa, nella società tibetana il cane serviva per fermare l’estraneo a debita distanza dalla tenda per permettere al padrone di decidere cosa fare, sinceramente preferirei evitare che il mio cane blocchi mordendo l’estraneo, specialmente se è un amico. non è permettere al cane di decidere chi entra in casa(e infatti lo chiudo e decido io…:-)) ma evitare guai.
          alcuni filmati originali(girati in tibet) di “veri” mastini adibiti alla guardia, per cortesia nota la morfologia dei cani, le loro reazioni e il fatto che siano tutti tenuti a catena.

          in questo filmato due mastini nel loro box in presenza di un estraneo…

          #17670
          dogbite
          Utente
            • @dogbite

            Si….a giudicare dalle foto che ho visto , sono simili ma si vedono palesemente delle differenze di struttura e mantello , altro, dalle foto spassionate dei miei amici ,non riesco a notarlo.
            Penso però che il cane che come specie è famosa per la sua estrema adattabilità, sia , seppur a grandi linee, plasmabile.
            Ora quello che mi piacerebbe approfondire è se tu pensi che instaurare un rapporto con un MT che permetta di poter controllare ed indirizzare la sua aggressività territoriale in base alle nostre esigenze , debba passare per forza dallo snaturare il cane .

            #17671
            gcb
            Utente
              • @gcb

              certo, il cane è plasmabile e spesso ne “modifichiamo”il comportamento anche inconsapevolmente. non mi sognerei mai di portare in un luogo pubblico uno dei due adulti rustici che si vedono nei filmati, probabilmente abbaierebbero e avrebbero varie forme di attacco nei confronti di qualsiasi essere vivente, perchè:1)in tibet più è aggressivo verso animali ed estranei e meglio è.2)non sono minimamente abituati ne ad essere portati a passeggio, ne ad avere a che fare con estranei in situazioni “normali”.
              mentre porto regolarmente a passeggio il mio cane e, sinceramente, grossi grossi problemi non ci sono, non mi sembra di portare a passeggio un leopardo, per essere chiari.
              instaurare un rapporto che permetta di “controllare” l’aggressività del cane(in che modo mi sfugge) non mi pare facilmente attuabile, non siamo di fronte ad una razza facilmente “malleabile”, e, per rispondere alla tua domanda, sì, vedo questo come uno snaturare la funzionalità del cane, la selezione per centinaia di anni è andata verso un certo tipo di reazione con l’estraneo, un’intolleranza, un “fastidio” che il cane prova quando ci sono persone a lui sconosciute, paragonabile, per certi versi, all’ojeriza del Fila, perchè cercare di cambiarlo? perchè non posso mostrarlo liberamente in salotto ad amici e conoscenti? perchè non prova piacere a ricevere ospiti e a farsi “spupazzare” da estranei? sinceramente penso che sia più “felice” così, senza “costrizioni”. perdonami, ma io la penso così…

              #17674
              celeste
              Utente
                • @celeste

                ..i cani nel video mi hanno dato l impressione di cani che hanno le potenzialità caratteriali ma di mostrano ad un occhio attento non esperto :-)…timore dovuto alla poca socializzazione ad ambienti e situazioni nuove…quindi potrebbe anche accadere che il cane reagisca scappando…sono convinto che cani del genere gestiti in maniera differente sarebbero vere armi !
                Io vedo che con il mio PDC o la mia CC quando mi fermò fanno subito territorio e chi vi transita…non mi chiedono di certo il permesso per fare il loro lavoro…è cambiari sarebbe solo snaturarli ..da dire che fin da cuccioli vi ho investito parecchio tempo a socializzar li è a fargli conoscere varie situazioni più strane…lavoro che ha ripagato alla grande visto che non si fanno problemi in nessuna situazione nuova…

                #17676
                dogbite
                Utente
                  • @dogbite

                  Controllare , guidare, istruire…..non inibire le doti del cane …..intendo questo.

                  #17678
                  gcb
                  Utente
                    • @gcb

                    ..i cani nel video mi hanno dato l impressione di cani che hanno le potenzialità caratteriali ma di mostrano ad un occhio attento non esperto :-)…timore dovuto alla poca socializzazione ad ambienti e situazioni nuove…

                    ottimo, hai notato una cosa importante, i cani abbaiano alla telecamera, ma non si avvicinano e non sembrano reagire più di tanto. questo è assolutamente importante e “utile” per un cane rustico. quei cani non hanno mai visto una telecamera, la considerano un intruso, cercano di spaventarla, ma non sapendo cos’è non ci si avvicinano. un cane rustico, che “vive” in un certo modo, cercherà sempre di evitare situazioni pericolose per lui, è un cane da guardia,non un kamikaze. guarda il secondo cane, abbaia alla telecamera, si sposta per bloccare “l’intruso” senza distogliere lo sguardo, ma evita il contatto. ci sono anche filmati di cani rustici che si fanno venire il fiatone dagli strappi che danno alla catena, ma imho la “condizione” migliore, quella dei cani “esperti” è questa. più che timore la definirei “accortezza”. e ti dico che sinceramente a me non piacerebbe per nulla trovarmi i due cani dei filmati slegati. un mastino tibetano che vuole passare inosservato non abbaia.

                    quindi potrebbe anche accadere che il cane reagisca scappando…sono convinto che cani del genere gestiti in maniera differente sarebbero vere armi !

                    il mastino che scappa di fronte all’estraneo purtroppo non fa una bella fine in tibet, è considerato “inutile” e quindi soppresso, molto più comune che non cerchino apertamente lo scontro o che attacchino alle spalle. il cane difficilmente correrà rischi.
                    guarda i cani del terzo filmato(registrato in cina), è vero, sono in un box e questo sfalsa molto la situazione, ma quelli sono abituati eccome a vedere estranei(e vivono in una situazione molto più comoda e “sicura”), e guarda come reagiscono…

                    #17685
                    espada
                    Utente
                      • @espada

                      Controllare , guidare, istruire…..non inibire le doti del cane …..intendo questo.

                      su questo sono molto d’accordo!

                      proviamo a fare un esempio, immaginando una situazione:
                      1) arriva un estraneo
                      2) il cane lo affronta, parandoglisi davanti (può anche abbaiare in “aggressività”, nel nostro esempio è indifferente)
                      3) il padrone esce di casa, va incontro all’estraneo e lo accoglie, accompagnandolo dentro
                      4) il cane lascia l’estraneo in consegna al padrone
                      5) il cane scorta entrambi, senza mordere l’estraneo e contemporaneamente senza perderlo d’occhio un solo istante

                      ora, un comportamento del genere può essere più o meno innato per alcune razze… per altre, può essere un utile esercizio nel quale il padrone e il cane cooperano: il cane viene gratificato dal padrone per questo, perchè ha bloccato l’estraneo finchè non è arrivato lui a decidere come proseguire l’azione.

                      ora non voglio dire come lo farebbe un Malinois o un Pastore Tedesco; persino i miei vecchi “pachidermi” (in miniatura) lo fanno, per quanto in modo abbastanza approssimativo…

                      onestamente, nel rispetto del pensiero di ognuno, che ritiene cosa possa essere più o meno “naturale” per il cane, io non ci vedo nulla di innaturale (quindi snaturato) nel cercare di ottenere un risultato del genere

                      #17722
                      lori
                      Moderatore
                        • @lori

                        Devo riconoscere…

                        I tuoi Bellissimi “pachidermi” hanno un comportamento perfetto quando degli estranei entrano in casa…

                        Quando sarai tu a venire in casa mia, ti accorgerai che i miei “TOPI” sono veramente una tragedia per i poveri estranei…

                        #17723
                        espada
                        Utente
                          • @espada

                          I tuoi Bellissimi “pachidermi” hanno un comportamento perfetto quando degli estranei entrano in casa…

                          i bellissimi ti ringraziano per il complimento!
                          :kiss:

                          non so come si comporterebbero se gli estranei entrassero in assenza mia e di Angelica… ma spero di non doverlo scoprire mai! B-)

                          #17727
                          lori
                          Moderatore
                            • @lori

                            Verità per verità… io non ci proverei mai ad entrare senza di voi,,, brrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

                            #17732
                            espada
                            Utente
                              • @espada

                              vero è che, quando la sera rientro dalla scala che dalla taverna passa davanti alla finestra del soggiorno, Eddington prima di capire che sono io (intravede solo una sagoma) fa la “faccia da Cane Corso” (alza la testa, aggrotta la fronte, fa lo sguardo cupo, sporge in avanti le labbra ed orripila) e sembra prepararsi ad attaccare senza indugio…
                              :-D

                              #76126
                              fiorella
                              Utente
                                • @fiorella

                                Sono nata fra cani da caccia e cavalli. Il primo cane è stato un fox-terrier femmina di circa 8 mesi, regalataci da amici che temevano per la sua vita a causa di altri 3 cani maschi di razza boxer. E’ vissuta con noi per 14 anni. Ha subìto due interventi (saltava e si è rotta un tendine) poi la sterilizzazione visto che ogni calore aveva gravidanze isteriche. E’ stata per noi “una di casa”. Veniva al mare, in campagna, ovunque. Attenta, affettuosa, sempre vivace anche negli ultimi anni quando un perfido tumore al ventre ce l’ha portata via. Quella mattina (stava già male) alle sei mi sono alzata, c’era temporale e sono andata a chiudere le finestre. Dal materassino ha sollevato a fatica la testa e mi ha guardata: “e’ ancora presto Rosie, dormi ancora un po’” le ho sussurrato. Ma è stato lo sguardo a parlarmi, Un non so che..
                                Sono tornata alle sette a vedere. Era già morta.
                                Non so stare senza cane. Ora c’è Chicco, barboncino nano preso da un canile-allevamento con mille problematiche. Paura di tutto e di tutti. In macchina quella mattina, mentre lo portavo felice a casa mia, ha vomitato l’anima. Ho fatto mille soste, ma siamo arrivati. Il posto in casa, la cuccia, l’ha scelto lui. Al riparo, sotto un vecchio tavolo. Non doveva aver avuto troppe coccole, amore e attenzioni. Oggi, è un monello di tre cotte. Non ha paura nemmeno dei cani più grossi e se gli abbaiano rabbiosi contro, lui abbaia di più con tutta la sua forza.
                                Siamo noi due soli, lui ha imparato i miei gesti, il tono della mia voce, perfino un sacco di frasi, sempre quelle, che dico in alcune occasioni. E obbedisce. Tira al guinzaglio solo se vede altri cani. Ma nel quartiere gira senza guinzaglio, al mio fianco e senza scender dai marciapiedi. E se dico:”aspettami..” Si ferma e mi guarda. Se dico “Fermo!” si inchioda ovunque si trovi.
                                Scusate la tiritera: non ho fatto scuola, nè addestramento. SArò ripetitiva forse, ma intanto ha imparato un sacco di cose.
                                E guarda la TV e quando vede dei cani uggiola e mi chiama per dire “guarda, guarda..!
                                Ebbene sì, sono un po’ fanatica. Sarà l’età, sarà la solitudine.
                                Scusatemi amici.

                                #77224
                                klan77
                                Utente
                                  • @klan77

                                  Sono nato con i cani da caccia( pointer, setter inglesi, bracco italiano, spinone) ed i racconti di mio padre sui suoi splendidi mastini napoletani(anni 70). Ho beccato morsi anche dai setter inglesi che credo siano tra i cani piu’ dolci che abbia mai avuto( ero piccolo, stupido e ragionavo da bipede). Ovviamente colpa mia….mai e poi mai pero’ m’hanno ferito, sempre e solo intimidazione( del tipo ” via che mi soffochi” quando li abbracciavo o ” lascia stare l’ orecchio” quando lo prendevo in bocca). Insomma i martiri a quelle povere bestie, quando i miei non erano presenti. Finalmente ho un cane tutto mio con il quale ho commesso qualche errore( poca socializzazione con i simili, errato il modo con cui lo portavo al guinzaglio, cibo dalla tavola, troppe coccole in momenti sbagliati).
                                  Premetto che e’ un cane molto equilibrato( credo) ed essendo un carlino di nn difficile gestione.
                                  C’e’ un atteggiMento del mio cane che pero’ nn capisco: alcune volte sembra che non voglia essere accarezzato e si scosta quasi come se avesse paura ed in particolare se la mano la porto dall’alto verso il basso sulla testa, dal basso invece no. Inoltre credo che abbia scelto mia moglie come capo branco. Premetto che nn abbiamo mai alzto un dito sul cane.. Da 2 giorni ho cambiato atteggiamento nei suoi confronti, ma non so se sto facendo bene:

                                  1) quando la sera torno a casa per i primi 5 minuti non lo calcolo neanche di striscio, mentre prima lo accarezzavo subito
                                  2) stop cibo dal tavolo, anche in questo caso non lo calcolo, evito di dirgli “giu”( se lo faccio mi ascolta e scende, ma poi riprende). Dopo che ho finito la cena( ceno anche alle 23 mentre il resto del nucleo molto prima), mi alzo e gli metto nella ciotola un pezzettino di pane.
                                  3) da una settimana mangia solo dopo che hanno mangiato mia moglie e mia figlia.
                                  4) quando vede il guinzaglio si eccita tutto e la cosa non mi piace cosa fare?
                                  5) la sera quando restiamo soli mi segue quasi ovunque, pero’ ho notato che quando io e mia moglie/figlia stiamo in 2 stanze diverse lui si mette inquella tra le due da solo.

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